mercoledì 14 febbraio 2018

Febbraio in bianco




Eccoci a Febbraio, un mese per me ricco di emozioni. E' il mese in cui sono nata e sono stata battezzata, è il mese di San Valentino ed è anche il mese in cui mi sono sposata.


Mi perdonerete, quindi, se parlo in prima persona.

Non sapendo che colore scegliere per l'occasione, ho preso il Bianco: quello che racchiude tutti gli altri.
Bianco come la neve, la spuma delle onde, come le stelle di ghiaccio, come il bagliore della luna piena, bianco come le nuvole in primavera, come l'unicorno delle favole, come la panna, bianco.  


Chiarisce le idee, trasmette sensazioni di libertà, riappacifica la mente, ma basta farlo passare attraverso un cristallo ed eccolo pronto a ricolorare le nostre giornate.


Godiamoceli questi colori e fermiamoci ogni tanto perché domani non sarà più come oggi (è inutile ripeterci che San Valentino per noi è tutti i giorni... perché non è vero, sappiamo che non lo è). C'è una poesia che descrive perfettamente questa disattenzione che abbiamo per le nostre giornate è di una poetessa che ho scoperto da poco, ma che mi ha rubato immediatamente il cuore: Wislava Szymborka. Nome impronunciabile, al contrario dei suoi scritti. Con ironia e parole di una semplicità disarmante riesce ad evocare enigmi esistenziali a cui noi stessi facciamo fronte ogni giorno.




Disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.

Buon giorno di San Valentino a tutti. 









mercoledì 31 gennaio 2018

La cipolla è un'altra cosa









La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
(Wislawa Szymborska)


E' per questo che piangiamo quando la tagliamo? Perché si avvolge talmente tanto su se stessa che è cipollosa fino alla cipollità e, in fondo, un cuore non ce l'ha e fa piangere noi. Sarà così, non trovo altra spiegazione.


Cipolla rossa: di Tropea, di Suasa, di Certaldo, di Acquaviva, di Turda, di Whetersfield, di... basta, sono finite 😁. 20 calorie per 100 gr. (ma sfido chiunque a mangiare centogrammidicipillainunavolta), vitamine e minerali a volontà, antiossidanti, antitumorali, aiutano il sistema immunitario, amiche delle ossa, insomma, la panacea di tutti i mali, tranne che quando le mangiamo dobbiamo scegliere: o loro, o la nostra vita sociale, oppure organizzare un cipolla party e "vissero tutti felici e contenti".


Eccole qua le mie cipolle rosse, a concludere la serie colore del mese di gennaio; le ho private delle bucce, scottate in una soluzione di vino e aceto bianco, sale e un pizzico di zucchero, scolate, asciugate e messe sottolio: una vera bontà.


Il buono lo mangiamo e lo scarto? Lo scarto l'ho utilizzato per... tingere e, sorpresa, da queste bellissime cipolle Rosse che cosa è venuto fuori?


Un bellissimo Giallo, che più giallo non si può. Ma questo è un altro colore e ve lo racconterò uno di questi mesi.



















venerdì 26 gennaio 2018

Scialle Bacche di rosa




Cor venticello che scartoccia l'arberi
entra una foja in cammera da letto.
È l'inverno che ariva e, come ar solito,
quanno passa de qua, lascia un bijetto.
Jole, infatti, me dice: - Stammatina
me vojo mette quarche cosa addosso;
nun hai sentito ch'aria frizzantina? -
E cava fôri lo scialletto rosso,
che sta riposto fra la naftalina.

- M'hai conosciuto proprio co' 'sto scialle:
te ricordi? - me chiede: e, mentre parla,
se l'intorcina stretto su le spalle -
S'è conservato sempre d'un colore:
nun c'è nemmeno l'ombra d'una tarla!
Bisognerebbe ritrovà un sistema,
pe' conservà così pure l'amore... -

E Jole ride, fa l'indiferente:
ma se sente la voce che je trema.
(Lo scialletto - Trilussa)


Ispirata dalle bacche di rosa canina mi sono lasciata prendere per mano dalla fantasia e le ho uncinettate in un morbido scialle rosso scarlatto, tanto per restare in tema con l'argomento del mese di gennaio.


Perché uno scialle? Perché è la prima cosa con cui ci coprono quando nasciamo; è il "pezzo" da corredo che ogni nonna aveva nella cassapanca; è l'indicatore di temperatura delle anziane signore di una volta; è l'indumento con cui ci si avvolge quando si ha bisogno di coccole; è l'accessorio che impreziosisce un abito o completa una mise, ma più di ogni altra cosa è il sampler di tutte le magliaie! Che sia di uncinetto o di ferri, lo scialle scorre via velocemente e intanto ci si provano i punti , ci si testa il filato, ci si accostano gradazioni di colore; inoltre è un lavoro poco ingombrante che si può portare ovunque: in pullman, in treno, in una sala d'attesa. Non ci sono scuse che tengano, lasciatevi tentare!



Per realizzare lo scialle "Bacche di rosa" occorrono:
- 300 gr. filato (io ho utilizzato Filanda tandem 57% lana, 43% cotone)
- uncinetto n. 5
Punti utilizzati:
- Catenella (cat.)
- punto basso (pb)
- punto bassissimo (pbss)
- 1 nocciolina: gettare una m. nell'uncinetto, inserire l'uncinetto nella cat, ripetere per altre 4 volte inserendo l'uncinetto sempre nella stessa cat., chiudere tutte le m. con 1 p.b., 1 p.bss.nella stessa cat.

Avviare 135 cat
1° giro: *5cat. saltare 4 punti, 1 pb nel successivo*, ripetere da * a * fino al termine;
2° giro: * 6cat., 1 pbss nella terza cat. dall'inizio, 2 cat, 1 pb nella terza catenella del giro precedente*; ripetere da * a * per tutto il giro
3° giro: *5 cat., 1 pb nel pb del giro precedente*, ripetere da * a * per tutto il giro

Ripetere sempre il 2° e 3° giro e per dargli la forma arrotondata ogni giro diminuire un archetto. Per la rifinitura: 8 cat., una nocciolina alla sesta cat. dall'inizio, 5 cat., saltare 4 cat. di base 1 p.bss al seguente e ripetere fino al termine.

Allora? Non è divertente? Appena appena in tempo per una serata fuori a San Valentino! 










giovedì 18 gennaio 2018

Marmellata di bacche di rosa canina




Il  rosso continua a colorare il mese di gennaio e questa volta è il turno delle bacche di rosa canina; non si può non notarle durante le passeggiate in montagna perché sono la parte allegra del grigio e piovigginoso paesaggio invernale!


Per gustarle  in cucina bisogna raccoglierle all'inizio dell'inverno, quando le prime brinate ne ammorbidiscono la polpa;  si possono utilizzare sotto forma di decotti, tisane, liquore o marmellate, fresche o essiccate.
Sono molto ricche di vitamina C (100 gr. di bacche ne contengono l'equivalente di 1 kg. di arance), contengono carotenoidi, acidi organici, polifenoli, diversi zuccheri (tra cui il sorbitolo). Come rimedi naturali vengono utilizzate per prevenire raffreddori, rinforzare il sistema immunitario; sono vitaminizzanti e stimolanti delle funzioni renali.


Io mi sono divertita a trasformarle in una rossa e profumata marmellata. Se avete bisogno di un'idea per iniziare, ecco quello di cui avete bisogno:
- abbigliamento comodo e caldo;
- scarponcini da montagna (non si sa mai!)
- un cestino 
- un passatutto
- 400 gr. di bacche (*)
- 2 mele rosse
- il succo di un limone
- 200 gr. di zucchero (bianco o di canna)
- Facoltativo un'amica o amico che condivida con voi questa esperienza
Tempo impiegato  per la raccolta 2 ore circa
Tempo impiegato per la cottura 2 ore e 30 minuti
Tempo impiegato per la mondatura..... chi può dirlo!!


In una giornata libera da impegni e orari, uscite per la vostra passeggiata e dirigetevi lì dove avete fatto il sopralluogo tattico giorni orsono (!!!) e, respirando a pieni polmoni mentre vi godete il paesaggio, iniziate la vostra raccolta.



Tornati a casa... mettetevi l'anima in pace (fate training autogeno insomma😁 ) perché le bacche devono essere aperte e private dei semini (tutte, non barate!), quindi sciacquatele in acqua corrente, scolatele, pesatele e mettetele in una pentola antiaderente insieme alle mele (private del torsolo, ma non sbucciate) e al succo del limone, quindi portate a ebollizione a fuoco lento e lasciate bollire per 1 ora circa mescolando di tanto in tanto. Al termine versate il composto nel passatutto e riducetelo in purea. Rimettete sul fuoco e aggiungeteci lo zucchero; lasciate bollire per un'ora e trenta mescolando per non farla attaccare al fondo della pentola.



Ce l'avete quasi fatta, ora deve solamente essere invasata. Chiudete i barattoli appena riempiti in modo che il calore formi il sottovuoto e... voilà! La vostra marmellata è pronta per essere gustata!!!


Provatela insieme ai formaggi piccanti molto stagionati, l'accostamento vi stupirà. 😋


No, no, non fate così... dimenticate la fatica...dovrete mangiarla prima o poi... non può stare in dispensa per tutto il tempo! 
... E non provate a dire "mai più una pazzia del genere", perché il prossimo inverno, andando a passeggio, rivedrete tutte quelle bacche lì a colorare il paesaggio che sembra vi stiano chiamando  e voi... non opporrete resistenza!!! 



P.S.: se provate a farla assaggiare a vostra nonna non senza una punta di orgoglio vi smonterà dicendovi "si chiamano ciuciurummelle e da piccola ci giocavo a chi le tirava più lontano con le mie amiche"! Non dite che non vi avevo avvisato 😇

(*): già mondate... vuol dire che ne dovete raccogliere almeno 600 gr. 





venerdì 12 gennaio 2018

Gennaio in rosso






Ieri ci stavamo scambiando gli auguri di buon anno ed oggi siamo quasi a metà mese! Come passa il tempo quando si hanno in mente mille progetti e un milione di idee.
Quest'anno attribuirò un colore ad ogni mese e i miei racconti passeggeranno sopra le strade dell'arcobaleno, sappiatelo.
Quale colore più indicato per iniziare con la giusta carica un anno nuovo di zecca se non il rosso?
Il rosso è tutto e il contrario di tutto: esprime slancio, gioia, passione, amore, ma anche pericolo, divieto, sosta forzata. Bisogna saperlo dosare per goderselo in pieno.


Rosso, dunque, come l'insolito maglione che sto per presentarvi.

Ho utilizzato un filato composto per l'80% di angora e 20% poliammide di Gomitoli's e ho disegnato un motivo di trecce alternate tanto semplice quanto d'effetto, perfetto per un  modello da uomo. 

E' il primo pattern che vi regalo in questo 2018 e il periodo è perfetto se avete intenzione di sferruzzarlo a chi vi è più caro per San Valentino.
Quello che vi occorre per una taglia "L" è:
- 700 gr. di filato
- un paio di ferri n. 6 e un uncinetto n. 6
- un ferro ausiliario n. 6
- un ago da lana 
Il punto è un multiplo di 8 maglie più 2 di margine ogni lato.

Punti impiegati con i ferri:
m. = maglia
mm= maglia di margine
m dr.= maglia dritta
m rov.= maglia rovescio
incr.ds= incorcio a destra
incr.sx= incrocio a sinistra
1m sosp dav= 1 maglia sospesa davanti al lavoro
1m sosp dtr= 1 maglia sospesa dietro il lavoro
1m acc= 1 maglia accavallata
2m ins.dr.= 2 maglie insieme a dritto
1m aum= 1 maglia di aumento

 Punti impiegati con l'uncinetto:
p.a.= punto alto
p.a.= punto alto

Incrocio a destra: 4 m. sosp. dtr., lavorare 4 m.dr., riprendere a dr. le m. sosp.
Incrocio a sinistra: 4 m. sosp. dav., lavorare 4 m. dr., riprendere a dr. le m. sosp.

Dietro: Con i ferri avviare 116 m. 
 1° ferro: lav. a dr. tutte le m.
2° ferro e tutti i ferri pari a rov.
3° ferro: lav. a dr. tutte le m
5° ferro: 2 m. margine, * 8 m. dr., 8 m. incr. sx*, rip. da * a * e terminare con 2 m. margine
7°-9° ferro: lav. a dr. tutte le m.
11° ferro: 2 m. margine, *8 m. incr. ds, 8 m. dr.*, rip. da * a * e terminare con 2 m. di margine
13° ferro, rip. dal 1°
A 65 cm. dall'inizio del lavoro chiudere tutte le m.

Davanti: avviare 116 m.
1° ferro: lav. a dr. tutte le m.
2° ferro e tutti i ferri pari a rov.
3° ferro: lav. a dr. tutte le m
5° ferro: 2 m. margine, * 8 m. dr., 8 m. incr. sx*, rip. da * a * e terminare con 2 m. margine
7°-9° ferro: lav. a dr. tutte le m.
11° ferro: 2 m. margine, *8 m. incr. ds, 8 m. dr.*, rip. da * a * e terminare con 2 m. di margine
13° ferro, rip. dal 1°
A 58 cm. dall'inizio del lavoro, per lo scollo dividere il lavoro e diminuire al centro 2 m., quindi seguire separatamente le due parti diminuendo 3 m., 2 m. per 2 volte e 1 m. per 4 volte, a 65 cm. chiudere le m. rimanenti. Terminare l'altra parte dello scollo allo stesso modo.

Manica: avviare 42 m.
1° ferro: lav. a dr. tutte le m.
2° ferro e tutti i ferri pari a rov.
3° ferro: lav. a dr. tutte le m
5° ferro: 2 m. margine, * 8 m. dr., 8 m. incr. sx*, rip. da * a * e terminare con 2 m. margine
7°-9° ferro: lav. a dr. tutte le m.
11° ferro: 2 m. margine, *8 m. incr. ds, 8 m. dr.*, rip. da * a * e terminare con 2 m. di margine
13° ferro, rip. dal 1°
Contemporaneamente aumentare 1 m. ad entrambe i lati ogni 2 ferri ed inserirci il lavoro ad intreccio
A 60 cm. dall'inizio del lavoro chiudere tutte le maglie.
Eseguire l'altra manica allo stesso modo.
Confezione e rifiniture: Cucire le spalle della maglia, inserire le maniche quindi chiuderle unitamente ai lati della maglia.
Con l'uncinetto riprendere le maglie dello scollo lavorando in giro a p.b. e continuare a p.a. a coste per 5 cm., rifinire con un giro a punto gambero.


Che ne dite? niente male come outfit! 
... Come dite? Il cappello?... Beh! quello ve lo spiegherò la prossima volta... forse :)

P.S.: postatemi le foto se avete intenzione di sferruzzarlo, ne sarò felice. Buon divertimento! 







domenica 31 dicembre 2017

Buon Anno nuovo





Buon anno nuovo a chi mi ama
Buon anno nuovo agli amici
Buon anno nuovo a chi non vedeva l'ora finisse il vecchio
Buon anno nuovo a chi è in cerca di sorrisi
Buon anno nuovo a chi il vecchio lo ha vissuto fino all'ultimo secondo 
Buon anno nuovo a chi non vuole più piangere
Buon anno nuovo a chi ci governa (affinché gli torni la coscienza)
Buon anno nuovo ai fortunati e agli sfortunati
Buon anno nuovo a chi ha un sacco di progetti da realizzare, a chi è in alto mare, a chi sta imparando a nuotare
Buon anno nuovo a chi non ha più paura, a chi ce l'ha e va avanti lo stesso 
Buon anno nuovo a chi corre...corre e anche a chi rallenta
Buon anno nuovo ai disillusi affinché tornino a sognare e ai sognatori affinché continuino a sognare
Buon anno nuovo ai Don Chishiotte e ai Sancio Panza
Buon anno nuovo ai pittori, ai cantanti, ai poeti e agli scrittori
Buon anno nuovo ai papà
Buon anno nuovo alle mamme
Buon anno nuovo ai bambini affinché continuino ad insegnarci il gioco della vita
Buon anno nuovo a chi non molla
Buon anno nuovo a voi che mi state leggendo
Buon anno nuovo 











lunedì 2 ottobre 2017

Cosine da artigiani




Porta le tue cosine, magari le vendi!

Con queste sette parole usano invitare gli artigiani ad eventi, manifestazioni, mercatini vari.
Tutto il lavoro di ricerca, di studio, confronti, convegni, prove, prove e prove, si riassume in un'unica parola: "cosine".  E' come dire ad un'impiegata che ha fatto nottata per far quadrare i conti di un'operazione aziendale "Portami i tuoi conticini che ho riunione!".

Fare l'artigiana è stata una mia scelta e non sarei capace di fare altro, mi diverte creare, provare nuovi punti, mescolare colori, azzardare forme strane, riprendere forme antiche, divulgare il mio sapere, ma questo non vuol dire che stia giocando.

Secondo il mio punto di vista l'artigiano è la persona che custodisce le radici di un popolo, le cura, continua a farle crescere per consegnarle alle generazioni future ancora più ricche. 
Gustav Mahler diceva: "Tradizione non vuol dire culto delle ceneri, ma custodia del fuoco".

Io credo di averlo detto e scritto in tutti i modi, nel mio blog, nel quotidiano Il Centro, nella Pagina di Radio L'Aquila 1, nel programma che ho in radio tutti i primi venerdì del mese, nei work shop che faccio in laboratorio o In Fattoria, ma sembra non si voglia ascoltare il disagio della categoria cui appartengo: quella dell'artigianato artistico (o forse sono stata troppo politically correct). Penalizzati in tutti i modi, trattati alla stregua degli elettricisti o muratori o carrozzieri, la lista sarebbe troppo lunga. Non è così! Il lavoro dell'artigiano è per il 70% ricerca e studio, poi realizzazione, divulgazione, quindi pubblicità infine vendita.

Nel mio mondo ideale l'artigiano dovrebbe essere in linea con i sommelier, per esempio o tutti gli altri artisti del gusto con un vantaggio non da poco: l'artigiano oltre al gusto, alla vista, al tatto, è capace di stimolare il cuore aprendo porte che tutti credevano fossero chiuse, riportare i ricordi nel loro posto, in bella vista, pronti a scaldare l'anima appena se ne presentasse la necessità. Ecco, questo è il mondo che vorrei.

Per arrivare a questo sono necessari percorsi sensoriali che solamente con i racconti si possono guidare, quindi io non porto le mie cosine e poi magari le vendo, io  racconto il mio lavoro e la terra in cui vivo attraverso i miei manufatti e voi portate a casa una parte della mia vita.

Forse le cose stanno cambiando, qualcuno, in Europa, si è accorto che si devono porre dei rimedi se non vogliamo perdere tutto e tutti devono rendersi partecipi a questo perché non si può delegare tutto alla scuola di turno o ad un'Associazione di volontariato. 

Esiste una Convenzione Quadro del Consiglio d'Europa sul valore dell'eredità culturale per la società che riconosce, tra le altre cose  "che ogni persona ha il diritto, nel rispetto dei diritti e delle libertà altrui, ad interessarsi all'eredità culturale di propria scelta, in quanto parte del diritto a partecipare liberamente alla vita culturale, sancito dalla Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite dei diritti dell'Uomo (1948) e garantito dal Patto Internazionale sui Diritti Econimici, Sociali e Culturali (1966)". 

Qualcosa si sta muovendo. 

Dal 9 al 12 ottobre prossimi, al Comune di Fontecchio (AQ) si terrà il primo workshop di ricerca-azione sulla Convenzione FARO che prende il nome dalla località portoghese nella quale, nel 2005, si è tenuto l'incontro degli Stati Membri del Consiglio d'Europa e l'adesione all'Unione Europea e degli Stati Membri. Sa di buono. Il prossimo passo sarà dare voce a chi nel campo realmente ci lavora, non solo tecnici o studiosi, perché prima ancora dei sociologi, degli antropologi, degli archeologi ecc, ci sono le persone che fanno.

A me piacerebbe che commentaste questo articolo esponendo le vostre problematiche e raccontando i vostri successi. Per far cambiare il modo di organizzare eventi e mercatini si dovrebbe fare fronte comune, solamente così il lavoro degli artigiani verrà realmente considerato e valorizzato.

Buon lavoro a tutti.  










Febbraio in bianco

Eccoci a Febbraio, un mese per me ricco di emozioni. E' il mese in cui sono nata e sono stata battezzata, è il mese di San Vale...