lunedì 15 aprile 2019

Easter cookies in Abruzzo







The Easter egg of my childhood were shaped like a ... doll, or rather a Pupa.



To understand how this custom was rooted in Abruzzo, come on holiday during Holy Week and while you walk among the overflows of Teatine' coast and the gentle hills of Pescara and Teramo or in the ancient villages between  Majella and  Gran Sasso you will feel in the air  scents of toasted almonds, golden cookies, colored sugars. The art of confectionery from Abruzzo is at least as varied as the region itself.

Pupe, horses and hearts  are Easter cookies; once they exchanged on this day with the promises of lovers, then the children took possession of them. The egg is always present because it's the new life symbol , fertility,  good luck, the colored sugars because they are cheerful just like children smiles.



In some places they are covered with a chocolate glaze or almond paste, in others simply eggs, sugar and flour. The only difficult thing is ... eating them. You never know where to start: "what if it hurts? But if I start with  hair does it stay bald? And the legs that it can't run anymore?"


This year I wanted to have fun and I found my grandmother's recipe in the drawer of memories (ah! Grandmothers, can you imagine a world without?) Or rather, I tried to give a definite amount to what she did " by eye "and here it is:
- 500gr. flour, 
- 4 eggs + 1 for decoration,
- 5 tablespoons of sugar,
- 1 glass of milk,
-1 glass of oil,
- 1 sachet of vanilla yeast,
- sugary to decorate

In a table, mix all the ingredients and let the dough rest for half an hour covered with a cloth. Then esplanades  and cut out the figures with a mold or rather "by hand", leaving your imagination free, perhaps kneading with your children.
Bake at 180 degrees for 40 minutes and voila, magic created. 


Enjoy Easter

giovedì 4 aprile 2019

Imparare Fare Raccontare. Corsi in laboratorio







"In un mondo pieno di fretta e autofocus, un po' di vitamina C (per creatività) può essere proprio quello che il medico ha ordinato".

Con la bella stagione tornano i corsi in laboratorio. Quest'anno ho voluto fare un calendario di più ampio respiro per dare a tutti tempo e modo di scegliere il periodo migliore. Da Maggio a Ottobre per gustare tutte le stagioni, per riempirsi i sensi di odori, colori, musiche, racconti e ritornare a casa con il cuore pieno di emozioni, agende di appunti e nuovi contatti, perché a questo servono i laboratori, a sentire un territorio e ascoltare le persone che lo abitano vivendo con loro pezzetti di vita quotidiana.


Iniziamo con "Prenditi e portati via", Viaggio in Abruzzo, a piedi sulle antiche vie della transumanza. La mia creatura. Un progetto che ho iniziato a studiare l'anno scorso, un format nuovo che unisce il trekking ai laboratori artigianali che arricchiranno ogni giorno il vostro bagaglio di esperienze. All'inizio era solo un sogno che poi è diventato idea che è diventata un percorso. Io (Antonella Marinelli) designer di manufatti in lana, titolarte del laboratorio artigianale I campi di mais, Vanessa Ponziani, esperta guida di montagna e profonda conoscitrice del territorio, amante della natura e storyteller d'eccezione, Alessia De Jure, archeologa, guida turistica e referente Viaggi e Miraggi, con questo tour vogliamo trasferire un'indimenticabile esperienza dove le tradizioni abruzzesi, la cultura, la natura, i panorami mozzafiato, i laboratori di tintura e maglia siano perfettamente bilanciati l'uno con l'altro.

Un modo nuovo di vivere il territorio e riscoprire tradizioni perché quanto ci arriva dal passato non è un peso, ma un paio di ali che sostiene il futuro luminoso che ci aspetta-

Noi non vi chiediamo dove volete andare, ma chi volete conoscere e vi guidiamo negli incontri con le persone che vivono e abitano il territorio.



Continuiamo questa volta con un workshop in laboratorio del tutto rilassante: uno scialle per l'estate. Si tratta di imparare la tecnica del pizzo forcella e punto dopo punto ritrovarsi un avvolgente scialle per le fresche serate estive. Si terrà a Fontecchio il giorno 11 maggio dalle 15:00 alle 18:00.


I giorni 1 giugno e 10 agosto, sono dedicati alla confezione di mini bambole: Le pigottine del cuore. Per riscoprire il nostro animo bambino, ma anche per imparare a tagliare e cucire abiti in miniatura. Anche questi workshop si terranno a Fontecchio dalle 15:00 alle 18:00.


Luglio è dedicato ai filati colorati di un Mandala per meditare. A metà tra acchiappasogni e opere d'arte intrecceremo figure geometriche per racchiudere tutti i nostri sogni e obiettivi. Li faremo a Fontecchio il 15 giugno e il 27 luglio dalle 15:00 alle 18:00.


Rimanendo in tema di intrecci il 29 giugno e il 24 agosto, sempre a Fontecchio, sarà la volta della carta per costruire cornucopie beneauguranti da riempire di lavanda o cestini cache-pot per completare un vaso di fiori.


Il 13 e 14 luglio sarà la volta di un corso residenziale, due giorni full immersion tra fili, aghi, centimetri, stoffe, per dare una Seconda vita ad un abito in disuso. Quanti abiti riempiono i nostri armadi che non indossiamo da anni, troppo nuovi per disfarsene e troppo fuori moda per catturare il nostro interesse. E' tempo di dar loro una seconda possibilità. Voi portate l'abito e io vi aiuterò a reinventarlo. Durante il corso imparerete lo studio e il disegno del modello, la posa su stoffa del cartamodello, il taglio e la confezione e, non meno importante, i piccoli trucchi per utilizzare una macchina per cucire. Il corso si terrà a Fontecchio e avrete modo di pernottare in loco al B&B "Torre del Cornone" oppure alle case vacanza "Alle vecchie querce".


Siamo giunti a settembre; nei giorni 7 e 8 è previsto un altro corso residenziale: I colori dell'autunno. Tingere con fiori, foglie, radici, bacche di cui questa stagione è piena. Come lasciarsi sfuggire l'opportunità di entrare nell'anima della stagione autunnale catturandone tutte le sfumature! Il corso si terrà a Fontecchio e avrete modo di pernottare in loco al B&B "Torre del Cornone" oppure alle case vacanza "Alle vecchie querce".



28 settembre, l'autunno è appena iniziato e cosa c'è di più rilassante che sferruzzare, magari con la tecnica dei quattro ferri  un bel paio di Calzettoni da montagna! 


E per finire in bellezza, è proprio il caso di dire, iniziamo a preparare i regali per le festività natalizie imparando perché no a fare Il sapone della nonna. Il 19 ottobre a Fontecchio dalle 15:00 alle 18:00, tutti gli odori delle saponette fatte in casa.


E ultimo, ma non per ultimo, il laboratorio permanente al Bar caffetteria F.lli Nurzia ogni seconda e quarta settimana di ogni mese dalle 16:30 in poi. Knit-café L'Aquila per ciaccolare, condividere, sferruzzare e sorseggiare, tra le molte golosità, anche il caffè al torrone vera goduria per le papille gustative di grandi e piccoli. La data più imminente? Il 14 aprile 2019!



Bemjamin Franklin diceva: "Dimmi e io dimentico, mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo", e imparare in compagnia in posti che ancora conservano la dimensione umana delle giornate, insieme ad altre persone con cui condividere pareri e esperienze non ha prezzo (come direbbe una famosa pubblicità).

Tutte le informazioni a riguardo le trovate seguendo gli eventi che pubblicherò di volta in volta nella pagina Facebook I campi di mais oppure scrivendo una email all'indirizzo: icampidimais@gmail.com 






lunedì 18 marzo 2019

Imparare l'arte attraverso il fare. I miei laboratori








Chi mi segue in questo blog e nei social ormai ha un quadro abbastanza completo del tipo di lavoro che svolgo, come lo svolgo e quanto mi piaccia farlo. “Lavortimento” è un termine che ho coniato parlando con un’amica, ma questo non deve ingannare perché dentro questa parola c’è tanto studio e tanta ricerca e non ultima molta esperienza che si fa sul campo, risultato di infinite prove, molte fallite, alcune riuscite e ogni volta si rincomincia perché si ha sempre davanti una situazione diversa e persone diverse.
Oggi voglio parlarvi dei laboratori o workshop se volete, per adulti e bambini. Bruno Munari, artista e designer italiano, interessato a quelli che sono i temi di sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia, parlava di laboratorio come “luogo della migliore educazione, la creatività come ricerca sincera di varianti”.



Forse non tutti sanno che prima di proporre un workshop faccio una lunga ricerca sul tema che voglio proporre. E’ una vera e propria fase di studio e di progettazione che può durare molto tempo. Lo sperimento in prima persona perché è necessario che vengano provati i materiali giusti, vengano scelti i gesti e le azioni corrette, le variabili possibili perché è necessario capire in quali direzioni potrebbe andare. Quest’ultima fase è forse la più importante perché determina la buona riuscita di un laboratorio.



All’inizio di ogni attività racconto sempre un po’ della mia storia, e la storia dei materiali che verranno utilizzati per entrare insieme in un mondo diverso da quello vissuto abitualmente, più rallentato e emozionale, una volta varcata la soglia dell’universo creativo dico ai partecipanti come fare, mai cosa fare per rispettare l’individualità e la fantasia di ognuno.



Oggi è importante imparare a scegliere tra la miriade di cose che offre il mercato, per i bambini certamente, ma anche per gli adulti. Il risultato di queste attività banalmente vengono chiamati “lavoretti”, uguagliando ogni proposta. E’ un termine doloroso che non racconta di quella preparazione che ci vuole per progettare un buon laboratorio, né dell’esperienza che è necessaria per condurlo; è un termine che soprattutto non rende giustizia alla serietà che ci mette il bambino o l’adulto quando si appresta a fare una cosa sua, unica quindi perché sono proprio queste attività che danno luogo alla creatività, alla libertà, alla sperimentazione, alla scoperta, all’apprendimento e alla capacità di osservazione. E’ anche per questo motivo che nei miei corsi non mostro prototipi perché potrebbero condizionare. Io mi limito a dare gli strumenti necessari per poter lavorare, il resto è personale. Partire dall’esperienza, passare per il simbolo e arrivare al concetto, questo è il percorso che mi piace seguire; avvicinare le persone all’arte attraverso il “fare”, l’osservazione della natura, la sperimentazione dei materiali, strumenti e tecniche e farlo insieme, per capire.

         


“Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole, colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose… La semplificazione è il segno dell’intelligenza”, questo succede in un laboratorio si scompongono le complicazioni e, alla fine se ne esce fuori rinforzati. 


(questo articolo è uscito nella rubrica settimanale curata da me "Le vie della lana" del quotidiano d'Abruzzo Il Centro di domenica 17 marzo 2019)

mercoledì 13 marzo 2019

Viaggio in Abruzzo - A piedi sulle antiche vie della lana




"Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare. Camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le cose, camminando si sanano le ferite del giorno prima. Cammina guardando una stella ascoltando una voce seguendo le orme di altri passi. Cammina cercando la vita, curando le ferite lasciate dai dolori. Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso." (Rubén Blades)


Ho voluto iniziare con le parole del cantautore panamense Blades perché non ne ho altre  per parlare di cammino quindi: se siete disposti a mettervi in gioco lasciando la vostra "confort zone"; se riuscite a lasciarvi andare e permettere alle vostre emozioni di uscire allo scoperto; se sapete tenere gli occhi ben aperti per osservare il territorio che attraverserete e orecchie ben tese per ascoltare la gente che lo abita, allora questo è il viaggio che fa per voi.


Un format nuovo che unisce il trekking ai laboratori artigianali che arricchiranno ogni giorno il vostro bagaglio di esperienze. All'inizio solo un sogno che è diventato idea che è diventata un percorso. Io (Antonella Marinelli) designer di manufatti in lana, titolarte del laboratorio artigianale I campi di mais,  Vanessa Ponziani, esperta guida di montagna e profonda conoscitrice del territorio, amante della natura e storyteller d'eccezione, Alessia De Jure, archeologa, guida turistica e referente Viaggi e Miraggi, con questo tour vogliamo trasferire un'indimenticabile esperienza dove le tradizioni abruzzesi, la cultura, la natura capace di lasciare senza fiato chiunque si soffermi ad osservarla, i laboratori di tintura e maglia siano perfettamente bilanciati l'uno con l'altro.


IMPORTANTE: prima di prenotare leggete bene i percorsi e assicuratevi di essere in grado di sostenere trekking giornalieri, di condividere spazi, di adattarvi ai cambiamenti climatici e cambi di programma. Inoltre leggete bene la lista delle cose da portare.



Note di viaggio
Il programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che in corso di viaggio, in base al clima, agli eventi in programma, alle esigenze dei viaggiatori e delle persone che ospitano il gruppo di viaggiatori. Oltre all’abbigliamento personale e al necessario per la toilette è fondamentale portare alcune cose specifiche per le escursioni e per i laboratori. Ricorda che, anche se siamo a maggio, le temperature potrebbero essere ancora basse, soprattutto la sera. Di seguito un elenco di cosa portare:


Abbigliamento per le escursioni:
giacca impermeabile, magari anti-vento: è il cosiddetto guscio. Leggera, una volta piegata occupa poco spazio nello zaino. Evitare la mantella, che, non traspirando, spesso si trasforma in una sauna e che in caso di vento diventa ingovernabile;

un pile di medio spessore: la vecchia regola del vestirsi a cipolla, cioè a strati sovrapposti, rimane secondo validissima
due magliette sottili (manica lunga o corta è scelta personale) di quelle tecniche traspiranti. Una delle due da tenere nello zaino;
pantaloni lunghi da trekking. Evitare jeans e pantaloni della tuta: sono pesanti, se si bagnano si inzuppano come spugne e non aiutano il movimento. L’ideale sono i pantaloni con zip che permettono all’occorrenza di trasformarsi in pantaloncini;
calze da trekking. Da evitare i vecchi calzerotti di lana, che sono pesantissimi e fanno sudare il piede o di spugna. I nuovi materiali sintetici assolvono egregiamente al compito;
scarponi da trekking. Quelli alti che proteggono la caviglia, con una suola antiscivolo o in Vibram un po’ rigida e possibilmente con la fodera in Goretex o materiali similari, che aiutano il problema dell’infradiciamento dei piedi. Portare anche delle scarpe comode da trail da usare nelle camminate più tranquille;
cappello da sole con la visiera (aiuta a proteggersi il viso in caso di pioggia) e berretto caldo
guanti di pile o di lana cotta;
occhiali da sole, crema solare e stick per le labbra.

Attrezzatura per le escursioni:
zaino da escursionismo da 28 litri con buoni spallacci e cinghia in vita; coprizaino per proteggere lo zaino in caso di pioggia; i bastoncini telescopici (o bacchette) possono aiutare, in quanto scaricano una parte del peso dalle spalle alle bacchette; macchina fotografica e binocolo (facoltativi).

Attrezzatura per il pernotto alle pagliare:
sacco a pelo; materassino da campeggio; torcia o lampada frontale (con pile di ricambio); spray anti zanzara.

Attrezzatura da portare per i laboratori con Antonella:
taccuino per appunti e cancelleria; un paio di ferri da maglia n. 6; ago da lana; forbici; filati e capi personali se durante i laboratori si volessero fare delle prove più specifiche.

Referente locale
Il viaggio è organizzato da Alessia, Antonella e Vanessa, donne impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale, naturalistico, artigianale ed enogastronomico abruzzese.


Livello di difficoltà

Il viaggio non presenta difficoltà particolari. È adatto a a persone di tutte le età che siano abituate a camminare e/o a fare percorsi di trekking e che non presentino notevoli difficoltà motorie, respiratorie e cardiache. La presenza di barriere architettoniche ostacola la partecipazione di persone con disabilità.



Quando

Il presente programma è valido per le date 01/05 maggio, 05/09 giugno, 10/14 luglio, 18/22 settembre, 30 ottobre/3 novembre 2019. Il programma nelle date autunnali subirà delle modifiche. Per maggiori informazioni vedere il documento Come viaggiamo, consultabile sul sito internet o richiedibile direttamente in agenzia.


Programma di viaggio

1° giorno (1 maggio)
Raduno dei partecipanti nel pomeriggio a San Demetrio ne’ Vestini (AQ). Possibilità di prelievo con auto o minibus a L’Aquila o Pescara. Sistemazione nella struttura ricettiva e alle 16.30 incontro con le referenti del viaggio. Presentazione del programma e cena di benvenuto: prepareremo insieme una gustosa “arrostata”, momento conviviale molto importante per gli abruzzesi. Pernottamento.

2°giorno (2 maggio)

Colazione e partenza per il primo tratto del percorso lungo il Tratturo Magno, da San Demetrio ne’ Vestini a Navelli. Visiteremo con un archeologo il sito di Peltuinum, antica città romana sulla via Claudia Nova e punto nodale del percorso tratturale.

Nel pomeriggio, dopo l’arrivo a Navelli, laboratorio di tintura con i fiori dello zafferano, fiore simbolo del territorio e protagonista della sua storia economica e sociale da tanti secoli. Degustazione e cena a base di zafferano organizzata dal consorzio di produttori locali.

Pernottamento.


PERCORSO:
Lunghezza: circa 17 km – Tempo effettivo di cammino: circa 5 ore
Dislivello: circa 190 m in salita e 250 in discesa
Tipo di sentiero: percorso quasi completamente su sterrata. Alcuni tratti di attraversamento strade.

3° giorno (3 maggio)

Colazione e alle 8.30 appuntamento con Vanessa e transfer con il pulmino a Bominaco. Visita dello splendido oratorio di San Pellegrino, definito “la cappella sistina d’Abruzzo”, dell’Abbazia di S. Maria Assunta e del castello medievale di Bominaco. Pranzo degustazione nello splendido cortile di palazzo Muzi sotto la torre medievale di Fontecchio.
Nel pomeriggio, dopo l’arrivo in struttura, laboratorio di “ecoprint”, stampa su stoffa con fiori ed erbe raccolti durante il trekking.
Preparazione della cena e pernottamento.

PERCORSO:
Lunghezza: circa 7 km – Tempo effettivo di cammino: circa 2 ore.
Dislivello: circa 80 m in salita e 350 in discesa – Tipo di sentiero: percorso tutto su sentiero.


4° giorno (4 maggio)

Colazione e ore 8.30 incontro con Vanessa presso la struttura e partenza per le pagliare di Fontecchio. Lungo il percorso sosta e visita al borgo di Fontecchio, che conserva ancora inalterato l’impianto medievale delle case-torri. Continueremo per l’antico sentiero percorso dai fonticulani per arrivare alle pagliare, antiche strutture in pietra utilizzate per la pastorizia e le attività agricole d’altura. Arrivo alle pagliare, luogo che ci ospiterà anche per la notte, e pranzo, a seguire, laboratorio ai ferri: realizzazione di uno scaldacollo con motivo tradizionale aquilano. Cena e pernottamento “speciali”, alla maniera di agricoltori e pastori che, fino agli inizi del secolo scorso, trascorrevano dei periodi dell’anno qui in carenza di acqua e luce.



PERCORSO:

Lunghezza: circa 6 km – Tempo effettivo di cammino: circa 2 ore.

Dislivello: circa 400 m in salita e 80 in discesa- Tipo di sentiero: percorso tutto su sentiero.


5° giorno (5 maggio)

Colazione e partenza per il percorso in discesa dalle pagliare a Villa Sant'Angelo. Ci fermeremo in alcuni punti per vedere gli splendidi panorami sul Sirente, sulla valle dell’Aterno e sul Gran Sasso d’Italia, cima più alta degli Appennini.



Pranzo degustazione di prodotti locali. Dopo il pranzo saluti e trasferimento nella vicina San Demetrio ne’ Vestini (AQ) per riprendere le auto e/o fare il transfer organizzato per L’Aquila / Pescara.

PERCORSO:
Lunghezza: circa 10 km – Tempo effettivo di cammino: circa 3 ore.
Dislivello: circa 400 m in discesa e 80 in salita – Tipo di sentiero: percorso su sentiero e sterrato.




PER I DETTAGLI SULLA SCHEDA PREZZO TRASPARENTE CONTATTARE L’AGENZIA

Il costo totale comprende:
- compensi di intermediazione
- 3 pernottamenti con prima colazione in camera doppia e 1 pernottamento alle Pagliare in sacco a pelo con bagno comune
- pasti e degustazioni come da programma
- mappa della città di L'Aquila e visite guidate
- tutti i laboratori
- trasporti in loco con minibus a noleggio e servizio di trasporto bagagli

Il costo totale espresso non comprende:
il viaggio A/R in Abruzzo
servizio transfer privato dalla stazione fs o dal terminal bus dell’Aquila o da Pescara
assicurazione medico-bagaglio Filo diretto Assistance (solo per viaggiatori con partenza da territorio italiano) facoltativa
assicurazione annullamento Filo diretto Assistance acquistabile in agenzia entro 32 giorni prima della partenza o in concomitanza con l’iscrizione al viaggio
supplemento singola (€ 15,00 al giorno)
spese personali, extra in genere e quanto non espresso nelle voci sopra indicate

Le quote sono soggette a riconferma al momento della prenotazione.

Condizioni di realizzazione

Il viaggio sarà effettuato su richiesta di un numero minimo di 5 partecipanti. Il viaggiatore sarà informato 15 giorni prima della partenza del raggiungimento o meno del numero minimo di partecipanti.

Informazioni

Per maggiori informazioni :
chiamare la sede dell’agenzia al numero +39 081 18894671
scrivere una e-mail all’indirizzo: italia@viaggiemiraggi.org

Qualunque altra informazione qui

MOLTO DI PIU' DI UN VIAGGIO


Ringraziamo per aver creduto nel nostro progetto e averci affiancato: 
- B&B "Antica Dimora" di San Demetrio né Vestini
- B&B "Abruzzo segreto" di Navelli
- Case vacanza "Alle vecchie querce" di San Pio di Fontecchio
- Consorzio per la tutela dello zafferano dell'Aquila di Civitaretenga (AQ)
- "Solo cose buone" di Villa Sant'Angelo
- Il Comune di Fontecchio nella persona del Sindaco D.ssa Sabrina Ciancone per averci dato la disponibilità delle Pagliare
- La protezione civile di Fontecchio nella persona del Presidente Domenico Di Nardo, per averci fornito le brandine da campo per il pernotto alle Pagliare
- Rete del turismo responsabile "Viaggi e Miraggi"





martedì 5 marzo 2019

Aria di primavera. I'm back!





Tra impegni vari, nuove idee da mettere in pratica, filati da testare, colori da provare, punti, spunti e chiacchiere... insomma il tempo è passato. E' passato anche l'anno ed eccoci arrivati a marzo.


Rincominciamo da qui: Aria di Primavera. L'open day nel mio laboratorio a Fontecchio (AQ) domenica 31 marzo dalle 16:00. L'ingresso è libero, non perdetelo perché vi racconterò tutte le novità in arrivo dei prossimi mesi. Nuove avventure, nuovi intrecci, nuove collaborazioni.


E per iniziare ad entrare nel magico mondo dei lavori a maglia, vi lascio con l'articolo che ho scritto per il quotidiano d'Abruzzo Il Centro nella rubrica "Le vie della lana" di domenica 3 marzo. Buona lettura.

Chi ha inventato i lavori a maglia? Chi è la più veloce magliaia al mondo? Quanto conosci del tuo hobby preferito? Sai che i lavori a maglia hanno molti misteri e molte curiosità da rivelare? Questa domenica ci divertiremo con un po’ di curiosità.

I Lavori a maglia da sempre appassionano molte persone, ma forse non tutti sanno che:

- Non molto tempo fa, nei pressi di Cambrige, è stato ritrovato un gomitolo di lana risalente a 3000 anni fa ed è arrivato a noi ben conservato grazie ai terreni paludosi del villaggio in cui è stato ritrovato;

- I lavori a maglia nacquero nel mondo arabo e si diffusero in Europa con le Crociate;

- Fino all’inizio del ventesimo secolo il lavoro a maglia era un’attività prevalentemente maschile, le donne erano addette alla filatura;

- La magliaia più veloce al mondo è la signora Miriam Tegles dei Paesi Bassi, che riesce a fare 118 punti in un minuto (iniziate ad allenarvi);

- Il primo libro dedicato ai modelli maglia è stato pubblicato nella prima metà del 1700 da Susan Dorotea Kriegl “Strikkemøstre” (spiegazioni di maglia);

- Il primo dipinto dove è raffigurata una donna mentre lavora a maglia è la Pala d’Altare della Madonna di Baxeude, in Germania, da Mastro Bertram. Nel quadro si vede la Vergine che chiude un collo di una veste per Gesù con la tecnica dei quattro ferri all’epoca sconosciuta in Germania, ma il pittore l’aveva osservata in Italia in uno dei suoi viaggi;




- Nel 1566, il re Eric di Svezia possedeva 27 paia di calze di seta lavorate a maglia importate dalla Spagna. Ogni paio costava lo stipendio annuale del suo valletto;

- C'erano pastori nelle paludi delle Landes in Francia conosciuti come tchangues ("grandi zampe") che lavoravano a maglia sui trampoli mentre osservavano le loro greggi (cercateli in rete, esistono davvero, giuro!); 



- I primi ferri di maglia erano fatti di osso, avorio o tartaruga;

- Il record per il maggior numero di persone che hanno lavorato a maglia contemporaneamente è stato raggiunto nell’aprile 2003 quando ben 3083 persone lo hanno fatto per 15 minuti (a giugno ci sarà la giornata mondiale del lavoro a maglia in pubblico nel caso volessimo organizzarci);

- Lavorare 30 minuti a maglia aiuta a bruciare 55 Kcal (vi sfido);

- Ravelry è il più importante social dedicato al lavoro a maglia, ad oggi conta più di cinque milioni di iscritti (ci sono anche io, cercatemi “ptcw”);

- Tra il 2002 e il 2004, negli Stati Uniti, il numero delle appassionate magliaie in età compresa tra i 25 e i 35 anni è aumentato del 150% (prendere da esempio);

- Knit-cafè, sono luoghi pubblici, solitamente bar, caffetterie, librerie, dove appassionati e non si riuniscono per sferruzzare e chiacchierare in compagnia (cerca Knit-cafè L’Aquila fili chiacchiere e cioccolata al bar-caffetteria F.lli Nurzia)

- Lavorare a maglia migliora la salute, abbassa i livelli di stress, riduce la possibilità di infarto, fa dimagrire (leggere uno dei punti di cui sopra!), libera la creatività e gratifica lo spirito. What else?

Buona maglia a tutti 💖



mercoledì 26 settembre 2018

Once upon a time Italic hour




These days spent running behind the clocks hand that don't even ticking as they once did letting us completely lose track of the passing time, but once how the hours counted?

Certainly not how we do it.



Once upon a time there was Italic hour, marked by a clock face that contained 6 Roman numbers and a hand. The day was divided into 4 quarters and, the zero hour, the twenty-fourth hour coincided with the sunset. Yes, the day began after sunset, at six pm (in summer, at five in winter), the night belonged entirely to the next day. This is because the days were slower, all the work and people daily life  followed the rhythm of the seasons and day and night.



This curious ways of counting the hours causes the same hour marked 4 different hours depending on the time of  day that we lived, then the number 6, for exemple,  marked noon, midnight, six a.m., six p.m., but this only if we want to give him a  modern meaning because for our great-grandparents it didn't not make sense to say it's eight o'clock or it's midnight. There was "the touch" that coincided with the lunchtime that is one p.m.; "first hour" marked the sunrise, actually six in the morning; nine o'clock a.m. were called " the third hour"; three o'clock p.m. " the ninth hour" and so on until you return to the "vespers",  six p.m. at sunset. This last bell was the one to which more attention  because it warned the closure of the doors of the country and those who worked outside the walls had to prepare to return.



There are still some common saying  handed down by our ancestors (in Italy at least) like, for example, "bring the hat to twenty-three hour" meaning a hat with a slightly tilted visor to shelter from the rays of the sun that was about to set, at the twenty-third hour precisely, five p.m., or "you did it like three hours at night" meaning a dirty person like the deeply night, midnight we would say today.

All this complicated (for us) count of hours continued until the late 1600s beginning of the 1700s when the "French" time established by Napoleon took its place.

Many clocks were replaced and those at six hours became rarity. Very few are still working and, among these, in Abruzzo it's famous that of Fontecchio, a medieval village in the province of L'Aquila (Abruzzo), located on the tower at the entrance door of it.



Curiosity, for those wishing to deepen the subject, the study of hours calculation is called "gnomonic" from "gnomone" Greek verb that means indicator: the stick planted on the ground to measure the projection of the shadow and establish the movement of the sun.

If you are curious to see the gear from life and understand how it works, theFontecchio clock tower is open on Saturdays and Sundays in all seasons.

This article, wrote by me, was published in "Abruzzo Forte e gentile" blog


lunedì 17 settembre 2018

A sweater story




"One hundred beautiful memories are related to this old sweater, its dry and gray wool smells of mountain, snow, and Fohn winds of fir and pinewood resin from the mountain woods that have been fatigued by sun, fox footprints, breakfasts cheerful and hungry during the walks" (Herman Hesse)




It is easy to weave a sweater with a pair of knitting needles: knitt one, purl one, twist ... but how many emotions can we put in those stitches. Every time we turn a piece of yarn around a knitting needle we tie a thought, a smile, a memory and our sweater ends up becoming a story, a little bit of our life, a picture fixed in an apparent mixture of points.




"The sweater is that thing that children wear when their mothers are cold," declared Guccini, an Italian singer, in an interview, really it's their mothers hug, warm and fragrant hug that accompanies us  since childhood. 




The sweater is the scent of wool that evokes breathtaking mountain landscapes and meadows and tolling of cowbells. It's our appointment with emotions, the real ones, those that make us in peace with the world.




The sweater is our refuge, it's the hug we are looking for when we need cuddles, it's the joy of a mountain day playing with snow, it's go out with friends on an unexpected Friday of half autumn. 




The sweater is my story, started many, many years ago as a game, sitting on the step of a staircase at my grandmother's house with a thread of red wool taken from an old knitted sweater and a pair of golden yellow knitting needle. Knitt one, purl one,cross, yarn over, ops ... a stitch fallen from the knitting needle.

Full of imperfections, but I did it; over the years 'worn out, just like our life, but it is my red sweater.


(My son Marco. If you like to knitt this sweater here there are instructrions 😊 )


This story was published in the weekly column "Le vie della lana" of the newspaper "Il Centro"



Easter cookies in Abruzzo

The Easter egg of my childhood were shaped like a ... doll, or rather a Pupa . To understand how this custom was roote...