mercoledì 10 febbraio 2021

Tessuti Fili Emozioni - Ricomincio da me






Chi mi segue da tempo sa quanti contenuti ho condiviso nel corso degli anni. Ho continuamente creato, ho sbagliato e incominciato tutto da capo, sono caduta e mi sono anche rialzata, sono cresciuta, ho acquisito consapevolezza, ho studiato e sperimentato e mai mi sono arresa, perché il mio lavoro è anche il mio sogno nel cassetto, la mia missione.

I valori sui quali ho creato I Campi di mais sono quelli di uno stile di vita, capace di vivere il presente in modo consapevole e sostenibile per le persone e per l'ambiente. 

Sostenibilità, parola così inflazionata in questo periodo, ognuno le da un diverso significato. Per me è la capacità dell'essere umano di progredire rispettando i cicli della natura con un occhio di riguardo per le generazioni future.

Non sono perfetta, per fortuna, ma lavoro e vivo ogni mia giornata perseguendo il più possibile questo obiettivo, è per questo che nella realizzazione delle mie creazioni utilizzo ritagli di stoffa di vecchi tessuti, bordure, pezzetti di merletti recuperati qua e là. Ridisegno abiti dismessi donandogli una nuova vita, recupero e rigenero fili di lana, seta, lino, canapa..... Mi piace pensare che i miei manufatti siano durevoli e senza tempo, che fossero usati e usati e ogni volta diventino sempre più belli fino a identificarsi con chi li utilizza.

Le mie creazioni racchiudono i miei pensieri, i paesaggi che mi circondano, le persone che incontro, i libri che leggo, i sorrisi e le lacrime, la musica, il vento, la pioggia, il calore del sole, l'odore del fieno.... e quando tutte queste emozioni verranno percepite dalle persone che le acquisteranno allora la mia missione sarà compiuta.

                          (Questa foto me l'ha regalata un'amica il disegno è fatto per me da bambino di prima elementare e la trovo bellissima)

"La sfida dei creativi è sospettare di ogni discorso, opinione, affermazione, come l'unica possibile. C'è sempre un'alternativa. C'è sempre un'altra possibilità". (Papa Francesco)




martedì 22 settembre 2020

la mia estate ventiventi




Dovessi scegliere un'immagine per definire questa strana stagione, inizierei da questa! Le videochiamate zoom con la famiglia.
A riguardarla ora sembra essere passato chissà quanto tempo, e invece... Invece la vita va avanti. Con nuove routine e diversi comportamenti, come dice il navigatore quando si sbaglia strada, "Ricalcolo". Ho tracciato nuove strade adeguandole alla mia diversa quotidianità e guardandomi indietro, oggi, primo giorno d'autunno, mi rendo conto di aver fatto tante cose e incontrato talmente tanti personaggi da poter avere il terreno compatto al punto giusto per riallineare tutti i miei obiettivi.


Ho studiato tanto, ho fatto ricerche, ho imparato cose che non immaginavo, ho registrato anche alcuni podcast in cui parlavo del mio mondo di fili e attrezzi del mestiere... come questo per esempio:


Finita la chiusura, all'inizio dell'estate ho fatto anche svariati workshop a bambini e adulti

















E poi I Viaggi di Penelope. Cammini, laboratori, sorrisi, emozioni condivise, Luna





... e Le Arti di Maja a Roccacaramanico, come dimenticare!




... e tanto tantissimo altro ancora. Nei prossimi giorni ne farò un video e rimetterò insieme tutti i pezzetti del puzzle, anche i più piccoli, per non dimenticare questa strana e inaspettata estate ventiventi.


"Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza". (Antonio De Curtis)

Io sono felice.




 

domenica 2 agosto 2020

Lavanda mon amour #tredicierbe





Le avventure più belle iniziano di corsa, con un'idea che non riesci a tenere ferma, con quel giusto impulso a correre e quello sfavillio che va colto al volo per non perderne il bagliore.
Così è stato per tredicierbe, il progetto iniziato le settimane scorse da noi che siamo sempre Antonella, Claudia, Laura, che siamo tre, siamo donne, amiche, un po' streghe e un po' pasticcione, un po' impazzite dietro questa idea di una saga, addirittura sulle erbe aromatiche ed ogni loro possibile declinazione. Ora tre persone serie, pacate, tre blogger di quelle che organizzano e pianificano il loro lavoro, avrebbero iniziato con un bel post introduttivo, una sorta di incipit, lo possiamo chiamare così... Ma Claudia, Laura e Antonella no, dovevano partire a mille e cogliere lo sfavillìo di questa idea che gli piaceva, gli piaceva così tanto...
Così siamo partite con il rosmarino, poi ci siamo rese conto che arrivava San Giovanni, poi ci siamo rese conto che la lavanda era fiorita, che però nei prati ci sono ancora mille piante un po' magiche e che meriterebbero lunghe parole, poi ci siamo rese conto che avremmo dovuto farlo forse, quel racconto introduttivo, per partire dalle basi e parlarvi di tecniche di estrazione, periodi aromatici, olii essenziali, proprietà delle piante...
Ma la lavanda è un fiore. Voi li avete visti i campi di lavanda? Beh a noi per andare in estasi basta un cespuglio fiorito, ecco. L'avete vista la lavanda in fiore così piena di farfalle, api, bombi e insetti felici come i bambini a Natale? L'avete sentito quel profumo? Ecco, noi sì. Ci passa nel naso, negli occhi, nelle mani che raccolgono la lavanda e la portano in cucina, negli armadi...
E così abbiamo deciso che il post, quello da blogger serie, poteva aspettare. Messo da parte da quel viola profumato che diventa marmellata o sciroppo, una torta profumata e racconti e storie indietro nel tempo.
Noi, ecco, pensiamo valesse la pena perdersi nel viola, stavolta!


Quello della lavanda è l'odore a me più caro. L'ho conosciuta da piccola quando, con mia nonna, trascorrevo interi pomeriggi a intrecciarla per farne dei fusi profumati, a sgranarla per farne sciroppi e marmellate, a essiccarla al sole come scorta invernale per tisane e infusi. Allora non immaginavo il tesoro che mi stava regalando raccontandomi le storie legate a questi magici fiorellini. Spiga narda la chiamava e ne aveva pieno il giardino; se chiudo gli occhi ancora mi vedo seduta a quei gradini circondata da fiori, nastri e stoffe colorate...


La lavanda è una delle piante magiche di San Giovanni, era dedicata nella mitologia greca, a Ecate, dea lunare, protettrice delle maghe e degli indovini. Nella notte del solstizio estivo, le streghe che praticavano magia bianca, offrivano un mazzetto di fiori di lavanda come buon auspicio. 

Leggende a parte la lavanda, nell'ambito delle nuove terapie naturali, viene utilizzata per alleviare il mal di testa, l'insonnia, dolori reumatici, difficoltà respiratorie; in aromaterapia, proprio per il suo colore che sfuma dal blu-viola al lilla, viene utilizzata come tranquillizzante e riequilibrante del sistema nervoso; allevia il dolore delle bruciature e il fastidio delle punture degli insetti; per le sue proprietà balsamiche è un ottimo decongestionante.

Laura e Claudia vi delizieranno il palato con le loro leccornie, io vi farò rilassare intrecciando fusi. Tutto quello che vi occorre sono un pò di rametti di lavanda, nastri colorati o fili di lana, una forbice da giardino. 

 

Trovatevi un posto "del cuore", magari preparatevi un caffè o una tisana, circondatevi di nastri e fili colorati e iniziate i vostri intrecci.

Prendete 7 o 9 rametti di lavanda (il numero deve essere sempre dispari), puliteli dalle foglie quindi riuniteli a mazzetto e legateli con l'estremità del nastro (o del filo) appena sotto le fioriture.


Ribaltate il mazzetto e piegare i rami in modo da "ingabbiare" i fiori


 e incominciate a tessere facendo passare il nastro (o il filo) sopra il primo stelo e sotto il secondo, alternando sopra e sotto fino al termine del giro. Nei giri successivi dove precedentemente il nastro è passato sopra, passarlo sotto e viceversa 


...una vera e propria tessitura "naturale".

Finito di tessere fate un paio di giri intorno agli steli con il nastro e terminate con un bel fiocchetto. Un'unica accortezza, i fiori devono essere appena colti perché la lavanda secca in fretta e una volta appassiti gli steli piegandoli si spezzeranno. 


  

O penso: e vedo (o sogno?)
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli.
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve.
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca.
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse.
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto.
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.

(Rainer Maria Rilke)












 


mercoledì 1 luglio 2020

Nessuno mette i miei ferri in un angolo








La frase ricorrente riguardo il mio lavoro di magliaia? "Oh!! E chi ha più tempo di imparare a sferruzzare e poi lavare a mano gli indumenti di lana, no, no, no!!!" 😵
Nessuno mette i miei ferri in un angolo! 💢
Ecco!

Contrariamente a quanto si possa pensare il lavoro a maglia è dinamico, mai uguale a se stesso, in continua evoluzione.

Da quando i primi uomini primitivi lavoravano la lana con semplici stecchetti di legno ne sono passate di storie e nel frattempo i fili diventavano sempre più ricercati, in seguito colorati e il lavoro a maglia si è sempre più adattato alle esigenze delle persone, al loro stile di vita, alle loro abitudini e questo ha fatto sì che via via si è migliorato, è diventato sempre più ricercato, attento a ogni piccolo particolare.
E ben sappiamo che sono proprio i piccoli particolari a fare di un manufatto un capo unico e originale.


Quello che vi propongo è un week end all'insegna dello sferruzzo:

- sabato 25 luglio: Tecniche di avvio maglie e chiusura; diversi tipi di aumenti e diminuzioni, progettazione e realizzazione di diversi tipi di scalfi manica e giro colli.

- domenica 26 luglio: lavoro a ferri rigidi, circolari e quattro ferri; metodo Continentale, metodo Europeo, come leggere uno schema maglia, come tradurre i termini dall’inglese e francese all’italiano, come si progetta un lavoro, quali filati scegliere e come scegliere il modello e i motivi giusti per il filato utilizzato.

Il corso si svolgerà nel laboratorio I Campi di Mais a Fontecchio (AQ) dalle 10:30 alle 18:00 di entrambe i giorni e si eseguiranno lavori in scala ridotta per meglio fissare i concetti dell’argomento trattato.

Si ha la possibilità di partecipare all'intero week end oppure scegliere solamente un giorno.

Per qualunque altra informazione inerente modalità di iscrizione e costi, qui troverete il dettaglio e i riferimenti email e telefonici.

Nel caso approfittando del corso voleste allungare il vostro soggiorno nella Valle dell'Aterno, vi suggerisco alcuni link di strutture a cui prenotare:

- Alle vecchie Querce San Pio di Fontecchio

- Torre del Cornone Fontecchio

- Fulè Fontecchio


Tutte le strutture si trovano nel cuore del Parco Regionale Velino-Sirente, offrono un'accoglienza autentica in linea con i valori del territorio in cui sono ubicate, hanno spazi relax e sono punti di partenza per molte escursioni sia a piedi che in bicicletta o a cavallo.

Che dire, il ticchettio dei ferri ben si integra in un luogo così incantato.

(Foto Ivan Masciovecchio)









mercoledì 24 giugno 2020

L'Acqua di San Giovanni #tredicierbe





Sognare in una notte di luna o in una notte senza luna.
In una notte di stelle che segnano percorsi nuovi ma mai così familiari.
Sognare un sogno in una notte, in un'estate che inizia, in una notte di erbe, di fuoco e acqua, di tradizioni e riti magici immutati da sempre.
Sognare un sogno in una notte di mezza estate.

Solstizio d'estate, quando il sole sposa la luna, la porta degli uomini si apre, gli animali parlano e la rugiada purifica erbe, fiori e piante al suo passaggio. La notte di "mezza estate", la notte di "San Giovanni".

Anche noi delle "tredicierbe" abbiamo voluto raccontare il nostro solstizio e così Laura ci ha accompagnato a cogliere le noci per fare un delizioso nocino, Claudia ha illuminato le strade dei nostri sogni con le fiammelle dei fuochi e io.... beh! io ho voluto raccontare in video come si fa l'acqua di San Giovanni



"Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione
di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
E, parola di Puck, spirito onesto,
se per fortuna a noi càpiti questo,
che possiamo sfuggir, indegnamente,
alla lingua forcuta del serpente,91
ammenda vi farem senza ritardo,
o tacciatemi pure da bugiardo.
A tutti buonanotte dico intanto,
finito è lo spettacolo e l’incanto.
Signori, addio, batteteci le mani,
e Robin v’assicura che domani
migliorerà della sua parte il canto."

(W: Shakespeare)






lunedì 25 maggio 2020

Rosmarino






Metti tre amiche, una Laura, una Claudia, un’Antonella.

Metti passioni comuni, metti entusiasmo, metti una lunga pausa dai ritmi frenetici della vita. Metti una primavera verdissima, tre case un po’ lontane fra loro, ma tutte e tre immerse nel verde .

Metti voglia di condividere quello che amiamo, e metti una videochiamata a tre, che fra risate, bimbi di Laura per le scale, le spalline un po’ fuori posto di Claudia e Antonella in piedi sotto l’antenna, alla fine porta ad un’ idea da seguire. Metti che l’idea sia una delle loro fissazioni, di quelle storiche proprio, ovvero le erbe aromatiche, officinali, tintorie.

Ecco. Messe insieme queste cose, esce fuori quello che stiamo per raccontare. Un ciclo di post a sei mani, tre teste, molte erbette, nei quali ognuna di noi a suo modo descrive, racconta, inventa, immagina, uno dei milioni di possibili usi di una delle erbe che scegliamo di volta in volta.



In questo viaggio io, Laura e Claudia vi accompagniamo in una passeggiata nel bosco davanti a casa, o anche nei vasi profumati del vostro balcone, e impareremo insieme a riconoscere ed usare le erbe aromatiche ed officinali più conosciute e comuni, racconteremo storie e ricette note, e speriamo anche storie e ricette nuove. Senza prenderci troppo sul serio, cercando il bello dietro l’angolo, o meglio appena fuori da una finestra, cercando il bello dovunque possibile, che è una cosa che ci piace tanto fare.

In questo primo post di presentazione abbiamo pensato di iniziare con il rosmarino. Ognuna di noi lo ha raccontato seguendo le passioni che ci contraddistinguono: Laura appassionata di dolci ne ha fatto un ingrediente per una crostata alla crema, Claudia l'alchimista dovendo scegliere tra olio aromatico per dolci al cioccolato, liquori e tisane, per questa volta ci delizierà con una tisana digestiva , io che gioco con i fili, alla costante ricerca di nuovi abbinamenti, ho pensato di utilizzarlo per tingere due matasse di lana che da giorni mi chiedevano che le colorassi un po'.

(foto dal web)

Rosmarino dunque, spighetta nel linguaggio comune. Chi non lo conosce? Il suo nome significa "rugiada marina" dovuto al fatto che cresce spontaneamente in prossimità del mare. E' profumato e come la maggior parte delle piante aromatiche, è autonomo; per la gioia del mio pollice non esattamente verde, non ha bisogno di cure particolari, inoltre non attira parassiti tenendoli anche lontani dalle piante che gli sono intorno.

Il rosmarino ha innumerevoli proprietà e viene molto utilizzato in erboristeria (ebbene sì, non non si utilizza solamente negli arrosti!) e proprio per le sue virtù curative è una delle piante magiche di San Giovanni  , si dice che la pianta di rosmarino deve essere regalata e quando si vuole piantare un rametto per riprodurlo bisogna farlo durante la notte di luna piena (tentare non costa niente). Proprio per le sue proprietà balsamiche e rinvigorenti è considerato efficace nei riti di purificazione degli ambienti, per benedire case e attività lavorativa e scongiurare il male. Si dice fosse una "mano santa" anche per conservare la giovinezza. Racconta una leggenda che Isabella Regina di Ungheria, vissuta tra il XIV e XV secolo, fece fare un tonico dal suo erborista a base di fiori di rosmarino fermentati nel miele che lei si spalmò in viso ringiovanendo. Io ci ho provato (ovviamente): ho messo una manciata di profumatissimi fiori raccolti all'alba a fermentare alcuni giorni in un barattolino di miele di castagno, poi finì' che lo assaggiai per curiosità e sono rimasta talmente ammaliata dal suo sapore che.... l'ho mangiato (varrà lo stesso per ringiovanire?).

Sto divagando! Stavo dicendo che io il rosmarino l'ho utilizzato per tingere due matasse di lana che ho intenzione di utilizzare per degli inserti in una maglia. Avevo bisogno di un colore che evoca boschi montani di querce, maggiociondoli e abeti, di quelli che con i raggi del sole al tramonto rimandano un colore verde misto al giallo e al marrone in cui perdere lo sguardo e quale "erba" migliore?

Se volete godere dell'odore dell'infuso del rosmarino che invade casa e allo stesso tempo tingere del filo di lana naturale che avete in casa e che aspetta di diventare uno scialle da avvolgersi intorno alle spalle nelle serate di questa tarda primavera, ecco quello di cui avete bisogno:
- 200 gr di aghi e fiori (qualora ce ne fossero) di rosmarino
- 200 gr di lana in matasse 
- 500 gr di aceto bianco
- 100 gr di sale grosso
Raccogliere il rosmarino preferibilmente alle ore più calde della giornata, lavarlo, sfilare gli aghi e i fiori dai rametti, pesarlo già mondato e metterlo in una pentola di acciaio, ricoprirlo di acqua , portare a ebollizione, abbassare la fiamma e lasciare sobbollire per un'ora. Al termine spegnere la fiamma e lasciare raffreddare a temperatura ambiente per 12 ore e filtrare il composto con un panno. Mettere nella pentola le matasse di lana precedentemente lasciate in ammollo per 12 ore in una soluzione di 300 gr di acqua in cui sciogliere 100 gr. di sale grosso e 500 gr. di aceto bianco, coprirle con l'infuso appena filtrato, di nuovo portare a ebollizione, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire per 1 ora. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente per altre 12 ore quindi sciacquare le matasse in acqua fredda senza strizzarle con forza e, quando l'acqua di lavaggio sarà chiara, scolarle e farle asciugare in un luogo ombroso.

Tutto qua!

Come risultato oltre ad aver utilizzato il rosmarino in maniera insolita vi sarete regalati dei momenti di relax da vivere godendo dei profumi, degli odori, dei colori di una natura che spesso finisce centrifugata nel vortice della nostra quotidianità.

Fare crostate alla crema, regalarsi una tisana rinvigorente, colorare scampoli di filo sono solo un pretesto per vivere il nostro presente e riallinearci con i nostri progetti e obiettivi vivendo in modo consapevole il nostro quotidiano.


Api d’oro
cercavano il miele.
Dove starà il miele?
E’ nell’azzurro
di un fiorellino,
sopra un bocciolo
di rosmarino.
(Federico Garcia Lorca)



martedì 14 aprile 2020

...e mi mancate





Dal 21 febbraio scorso il mio laboratorio non si trova più sotto la torre dell'orologio! Sono scesa un po' di passi più giù ed ora fa bella mostra di sé nei locali dell'ex ufficio postale di Fontecchio in Piazza del Popolo.
E' uno spazio molto bello, intriso di storia e pezzi di vita del paese. Appartiene alla famiglia Civierio, me lo hanno messo a disposizione con la promessa di farlo tornare a vivere e ad essere di nuovo un punto di incontro tra persone, una sorta di fucina di idee per continuare a scrivere storie di un territorio che ha ancora molto da raccontare! 
  

Ah! e Julian Civierio per l'occasione mi ha anche regalato un video bellssimo che potete vedere qui 



Sul più bello dell'avventura de I Viaggi di Penelope, ci è piombata addosso niente di meno che una pandemia e così dall'8 marzo, come molte altre attività, sono stata costretta a tenere chiuso anche il mio laboratorio. Questo, comunque, non vuol dire che sono stata ferma. Per quanto possibile ho continuato a lavorare a casa, anzi ho approfittato di questo stato di fermo per apportare alcune modifiche ad dei progetti in corso e a crearne di nuovi come ad esempio questa tecnica di eco print su stoffa... che vi farò vedere nei prossimi post ;)


Poi dopo un mese di fermo, il 1° di aprile ho deciso di mettermi in gioco diversamente e ho iniziato con la mia prima diretta facebook... non vi dico l'emozione però ho rotto il ghiaccio e alcuni giorni dopo ci ho riprovato, ho parlato di scialli... però... però non è la stessa cosa!!!



... Mi mancate, mi mancano le chiacchiere, mi mancano i caffè sorseggiati insieme, mi mancano i sorrisi


...mi mancano i bambini che venivano al mio laboratorio e dopo aver gironzolato un po mi chiedevano "...ma che possiamo fare?", mi mancano le loro manine che intrecciano fili insieme a tutti i loro sogni e racconti estivi....



"Passerà anche questa stazione senza far male, passerà questa pioggia sottile come passa il dolore."

Così De André recita in una canzone, passerà come passa il dolore

"Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
Ma se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole"









Tessuti Fili Emozioni - Ricomincio da me

Chi mi segue da tempo sa quanti contenuti ho condiviso nel corso degli anni. Ho continuamente creato, ho sbagliato e incominciato tutto da c...