lunedì 2 ottobre 2017

Cosine da artigiani




Porta le tue cosine, magari le vendi!

Con queste sette parole usano invitare gli artigiani ad eventi, manifestazioni, mercatini vari.
Tutto il lavoro di ricerca, di studio, confronti, convegni, prove, prove e prove, si riassume in un'unica parola: "cosine".  E' come dire ad un'impiegata che ha fatto nottata per far quadrare i conti di un'operazione aziendale "Portami i tuoi conticini che ho riunione!".

Fare l'artigiana è stata una mia scelta e non sarei capace di fare altro, mi diverte creare, provare nuovi punti, mescolare colori, azzardare forme strane, riprendere forme antiche, divulgare il mio sapere, ma questo non vuol dire che stia giocando.

Secondo il mio punto di vista l'artigiano è la persona che custodisce le radici di un popolo, le cura, continua a farle crescere per consegnarle alle generazioni future ancora più ricche. 
Gustav Mahler diceva: "Tradizione non vuol dire culto delle ceneri, ma custodia del fuoco".

Io credo di averlo detto e scritto in tutti i modi, nel mio blog, nel quotidiano Il Centro, nella Pagina di Radio L'Aquila 1, nel programma che ho in radio tutti i primi venerdì del mese, nei work shop che faccio in laboratorio o In Fattoria, ma sembra non si voglia ascoltare il disagio della categoria cui appartengo: quella dell'artigianato artistico (o forse sono stata troppo politically correct). Penalizzati in tutti i modi, trattati alla stregua degli elettricisti o muratori o carrozzieri, la lista sarebbe troppo lunga. Non è così! Il lavoro dell'artigiano è per il 70% ricerca e studio, poi realizzazione, divulgazione, quindi pubblicità infine vendita.

Nel mio mondo ideale l'artigiano dovrebbe essere in linea con i sommelier, per esempio o tutti gli altri artisti del gusto con un vantaggio non da poco: l'artigiano oltre al gusto, alla vista, al tatto, è capace di stimolare il cuore aprendo porte che tutti credevano fossero chiuse, riportare i ricordi nel loro posto, in bella vista, pronti a scaldare l'anima appena se ne presentasse la necessità. Ecco, questo è il mondo che vorrei.

Per arrivare a questo sono necessari percorsi sensoriali che solamente con i racconti si possono guidare, quindi io non porto le mie cosine e poi magari le vendo, io  racconto il mio lavoro e la terra in cui vivo attraverso i miei manufatti e voi portate a casa una parte della mia vita.

Forse le cose stanno cambiando, qualcuno, in Europa, si è accorto che si devono porre dei rimedi se non vogliamo perdere tutto e tutti devono rendersi partecipi a questo perché non si può delegare tutto alla scuola di turno o ad un'Associazione di volontariato. 

Esiste una Convenzione Quadro del Consiglio d'Europa sul valore dell'eredità culturale per la società che riconosce, tra le altre cose  "che ogni persona ha il diritto, nel rispetto dei diritti e delle libertà altrui, ad interessarsi all'eredità culturale di propria scelta, in quanto parte del diritto a partecipare liberamente alla vita culturale, sancito dalla Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite dei diritti dell'Uomo (1948) e garantito dal Patto Internazionale sui Diritti Econimici, Sociali e Culturali (1966)". 

Qualcosa si sta muovendo. 

Dal 9 al 12 ottobre prossimi, al Comune di Fontecchio (AQ) si terrà il primo workshop di ricerca-azione sulla Convenzione FARO che prende il nome dalla località portoghese nella quale, nel 2005, si è tenuto l'incontro degli Stati Membri del Consiglio d'Europa e l'adesione all'Unione Europea e degli Stati Membri. Sa di buono. Il prossimo passo sarà dare voce a chi nel campo realmente ci lavora, non solo tecnici o studiosi, perché prima ancora dei sociologi, degli antropologi, degli archeologi ecc, ci sono le persone che fanno.

A me piacerebbe che commentaste questo articolo esponendo le vostre problematiche e raccontando i vostri successi. Per far cambiare il modo di organizzare eventi e mercatini si dovrebbe fare fronte comune, solamente così il lavoro degli artigiani verrà realmente considerato e valorizzato.

Buon lavoro a tutti.  










lunedì 18 settembre 2017

Mugcake. Sognando Amsterdam






Pomeriggio intenso di lavoro di un inizio settimana tutto da programmare. Parole, immagini, progetti, schemi...e all'improvviso voglia di staccare e andare via per un po'!
Mi faccio una tisana penso. Apro l'anta della credenza e tra tutte scelgo la tazza con la scritta AMSTERDAM (regalo di mio figlio da uno dei suoi viaggi!), così, di istinto; almeno con la fantasia posso volare.
Nel tragitto tra l'angolo di lavoro e la cucina deve essere scattato qualcosa nel mio cervello, perché improvvisamente ho avuto voglia di dolce. Al diavolo la tisana, io voglio essere coccolata, voglio il mio "confort food" come dicono gli inglesi. Un' amica mi rimprovera sempre di utilizzare troppo spesso  parole inglesi nel mio linguaggio...ma che ci posso fare se gli Inglesi con due parole esprimono un concetto che in italiano diventerebbe un trattato di psicologia?
Comunque non divaghiamo!
Giorni fa in rete ho scoperto un modo veloce per fare dolcetti pronti all'uso e il mio cervello deve aver riscovato proprio quell'immagine mentre mi accingevo a preparare la tisana!

Mugcake
che invenzione bellissima, con pochi ingredienti e 3 minuti tre di orologio stai già gustando questa prelibatezza.


Che cosa occorre? Nella tazza mettere tre cucchiai di farina, un cucchiaio di zucchero, mezzo cucchiaino di lievito per dolci, mescolare, aggiungere due cucchiai di acqua, un cucchiaio di olio di semi, mescolare ancora, un uovo, mescolare bene il tutto



Quando il composto è ben amalgamato, aggiungere due o tre cioccolatini


Io avevo i cremini, quelli che ti ricordano i premi dolciosi delle nonne quando le aiutavi a mettere a posto, insomma questi:


Tornando alla nostra tazza, terminato il tutto mettere al microonde e lasciare cuocere per due minuti al massimo della potenza  trascorsi i quali, questo è quello che verrà fuori...



No, dico, lo avreste mai creduto? Lo so, lo so, voi siete di quelli che se non sporcate tre stanze, quaranta pentole, centoventisette posate diverse non vi definite pasticceri, ma io non voglio essere una pasticcera, voglio solamente fare una merenda che mi faccia riappacificare con il mondo...



...e che vi devo dire: confort food, mission accomplished!




P.S.: provatelo in tutte le varianti possibili e immaginabili: cacao, caffè, mandorle, nocciole, marmellata e tutto quello che vi viene in mente. Colazione veloce e inaspettata se volete sorprendere tutta la famiglia!


sabato 2 settembre 2017

Corso di tintura naturale





Eccoci a settembre. Il mese di transizione; quello che ci fa tornare a casa presto, che accorcia le giornate, che porta aria di rinnovamento. 
Abbiamo mille cose da organizzare e da pensare: i bambini che tornano a scuola, il lavoro da riprendere, l'abbigliamento che si fa più pesante.
Prima di tutto questo, prima di tuffarci nel vortice degli impegni, godiamoci una volta ancora un fine settimana in tutto relax regalandoci due giorni di chiacchiere ed esperimenti con nuove e vecchie amicizie. Due giorni soltanto, quel tanto che basta per affrontare l'autunno con nuovi progetti e riportandoci a casa il fragore dei sorrisi di un'esperienza condivisa.


Nella nuova sede del mio laboratorio, a Fontecchio di L'Aquila, proprio all'ingresso del bellissimo borgo medievale, nel fine settimana che comprende i giorni 23 e 24 settembre prossimi, si svolgerà un corso di tintura con elementi naturali. Una bella occasione per entrare nel mondo variegato dei colori che ci regala la natura in autunno.  



COSA SI FA
- Si tingono i campioni di fili e tessuti e si apprendono i passaggi di preparazione dei vegetali e delle sostanze utili per fissare il colore e per cambiare tonalità;
- Si consulta la bibliografia disponibile;
- Si torna a casa con una dispensa che racconta la storia e l'importanza dei colori nel corso dei secoli, con un taccuino per annotare le ricette e incollare i campioni tinti di filato e tessuti di varia composizione e tramatura.

PROGRAMMA
Il corso inizia sabato 23 settembre alle ore 9:30 e terminerà domenica 24 settembre alle ore 13:00.
Prepareremo i colori base delle piante tintorie tradizionalmente utilizzate per la loro stabilità al sole e al lavaggio, valuteremo i cambi di colore utilizzando mordenti diversi.
E' un corso completo che vi darà le basi per iniziare la sperimentazione a casa in tutta sicurezza. Si svolgerà in due giorni per rispettare i tempi dei vari passaggi. Ci saranno momenti sia pratici che teorici. Verranno presentate le piante e i materiali necessari, si affronteranno insieme i passaggi per tingere e sarà possibile consultare i libri sulla tintura disponibili sul mercato. 
Non è necessaria alcuna competenza tecnica. Il materiale (fili, tessuti e piante) è compreso nel costo del corso; non è necessario portare nulla.

COSTO
€ 90,00 che comprendono:
- Materiali (piante, taccuino appunti, matita, dispensa, filati, tessuti );
- Pranzo del sabato (si prega al riguardo evidenziare eventuali allergie alimentari al momento della prenotazione);
- Brunch della domenica;
- pause caffè;
- Ricevuta fiscale
Il pagamento si può effettuare 1/2 bonifico bancario o in contanti al momento dell'inizio del corso.
L'iscrizione si effettua inviando una email all'indirizzo " icampidimais@gmail.com " entro il 20 settembre 2017 a cui seguirà il versamento di una caparra di € 15,00 che verrà detratta dalla quota del corso.
Il corso si svolgerà con un minimo di 4 iscritti e fino a un massimo di 10.

A richiesta e con supplemento, è previsto il servizio giocabimbi per la durata del corso a cura dell'Associazione di Promozione Sociale "La Creatività dell'Anima"

In caso di annullamento verrà rimborsata la caparra;
In caso di disdetta da parte vostra NON verrà rimborsata la caparra.



DOVE ALLOGGIARE
Per il pernottamento è possibile alloggiare al B&B "Casa Torre del Cornone" a Fontecchio, email: info@torrecornone.com tel.: +39 328 061 79 48
costo camera singola € 40,00, costo camera doppia € 70,00, per qualsiasi altra info rivolgersi ai recapiti sopra elencati
La struttura, oltre ad offrire un paesaggio senza eguali, ospita una biblioteca specializzata nei temi della paesaggistica, educazione ambientale, abruzzesistica, ambiente, cartografia locale ecc. Tutta la struttura è servita da WI-FI libero.


Come si arriva a Fontecchio:
DA ROMA 
Autostrada A24 fino all’uscita L'Aquila Est; seguire per Popoli/Sulmona/Pescara (strada a quattro corsie) fino ad immettersi sulla SS17; svoltare a sinistra e proseguire per pochi chilometri fino al bivio con la SS261; tenere la destra sulla SS261 in direzione di San Demetrio, Fontecchio, Molina; dopo 15 km si arriva a Fontecchio; entrati in paese c’è, a sinistra, un negozio di alimentari: di fronte una strada in discesa porta alla piazza del paese.

DA PESCARA
Autostrada A25 fino all’uscita di Bussi; ci si immette sulla SS5 Tiburtina Valeria e si gira a destra in direzione di Popoli; percorso meno di un km, si lascia la SS5 a destra seguendo le indicazioni per L’Aquila sulla SS17; si continua dritti fino a lasciare la valle del Tirino e salire sull’Altipiano di Navelli; si gira attorno a Navelli e si continua per l’Aquila sempre sulla SS17; dopo pochi km girare a sinistra per Caporciano; si attraversa questo paese e di prosegue per Bominaco e poi Opi. Poco dopo Opi, a sinistra per Castello, lasciando la via principale, ed ancora subito (20 metri) a sinistra verso Fontecchio; si segue questa stradina che scende in valle fino ad immettersi sulla SS261; si gira a sinistra e dopo un Km, si entra a Fontecchio;  entrati in paese c’è, a sinistra, un negozio di alimentari: di fronte una strada in discesa porta alla piazza del paese.

DA BOLOGNA/ANCONA
Autostrada A14 fino a Giulianova; nuovo raccordo autostradale seguendo le indicazioni per Autostrada A24 (Roma-L’Aquila); si entra nella A24 e si esce ad Aquila Est; seguire per Popoli/Sulmona/Pescara (strada a quattro corsie) fino ad immettersi sulla SS17; svoltare a sinistra e proseguire per pochi chilometri fino al bivio con la SS261; tenere la destra sulla SS261 in direzione di San Demetrio, Fontecchio, Molina; dopo 15 km si arriva a Fontecchio; entrati in paese c’è, a sinistra, un negozio di alimentari: di fronte una strada in discesa porta alla piazza del paese.

DA NAPOLI
Autostrada del Sole fino alla uscita di Cassino; qui si prosegue sulla superstrada (SS82) per Sora ed Avezzano; ad Avezzano si imbocca la Autostrada A25 verso Roma e la si abbandona dopo pochi km per imboccare la A24 uscita L'Aquila Est; seguire per Popoli/Sulmona/Pescara (strada a quattro corsie) fino ad immettersi sulla SS17; svoltare a sinistra e proseguire per pochi chilometri fino al bivio con la SS261; tenere la destra sulla SS261 in direzione di San Demetrio, Fontecchio, Molina; dopo 15 km si arriva a Fontecchio; entrati in paese c’è, a sinistra, un negozio di alimentari: di fronte una strada in discesa porta alla piazza del paese.

In treno si arriva a Roma Tiburtina o a Pescara Centrale e con la linea Autobus TUA si raggiunge L'Aquila Terminal, dove si cambia per Fontecchio con la stessa società.

Cos'altro devo dirvi per stuzzicare la vostra curiosità...
Per gli accompagnatori è possibile portare una bicicletta, i dintorni sono circondati da una pista ciclabile che attraversa o costeggia tutti gli affascinanti borghi della Valle dell'Aterno. Da non perdere le grotte di Stiffe con il nuovo sito ""Aquilandia" (utilizzando un cupon con cui è possibile pagare il biglieto ridotto rilasciato da I campi di mais), una pausa relax al lago Sinizzo e sgambata verso le Pagliare antichi villaggi pastorali e molto molto altro.Se invece amate meditare in tranquillità il posto giusto è L'Oasi naturale di Fontecchio. Per conoscere tipicità e vini una bella capatina a Goriamo Valli al vigneto di Adriana Tronca Vigna di more
Dovete proprio venire, mica posso scrivere tutto?
Non avete più scuse, prenotate il vostro week end :)


venerdì 4 agosto 2017

Artigiano questo sconosciuto





Artigiano

Per le Camere di Commercio: "Ai sensi dell’art. 2 e 3 della L.443/1985 è artigiano colui che: - "(...) esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi attinenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”; - “nell'esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione e implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti (a titolo esemplificativo attività di installazione di impianti, attività di autoriparazione, servizi di pulizia, attività di estetista, attività di parrucchiere e barbiere ecc….) deve essere in possesso dei requisiti tecnico – professionali previsti da leggi statali”. - “svolge un’attività avente ad oggetto la produzione di beni, anche semilavorati, la prestazione di servizi escluse le attività agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali all'esercizio dell’impresa”.

Per il vocabolario Treccani: "s. m. (f. -a) e agg. [der. di arte]. – 1. s. m. Chi esercita un’attività (anche artistica) per la produzione (o anche riparazione) di beni, tramite il lavoro manuale proprio e di un numero limitato di lavoranti, senza lavorazione in serie, svolta generalmente in una bottega".

Per Wikipedia: "è un'attività lavorativa in cui gli oggetti utili e decorativi sono fatti completamente a mano o per mezzo soltanto di semplici attrezzi: gli articoli prodotti tramite fabbricazione in serie o da macchine non sono artigianato".

Per gli Artigiani: attività che impiega la mente 24 ore su 24, 365 giorni e 6 ore l'anno; continui studi , corsi di aggiornamento e di specializzazione; ricerca e studi di materiali; ore, giorni, mesi passati a sviluppare un'idea; immense soddisfazioni; immense delusioni; trafile burocratiche; quadratura dei conti; pubbliche relazioni; pagine social in continuo movimento; pubblicità; articoli sul blog eccetera, eccetera eccetera...

Una vera giungla

Però una giungla tutta colorata, piena di bella gente e tante possibilità. E' per questo che gli artigiani continuano ogni giorno a raccontare le loro storie perché sono curiosi, creativi, alternativi; riescono a guardare oltre e dare un'anima ad ogni cosa.


E' proprio di questo che ho parlato oggi in radio: di artigiani e artigianato. Piano, piano, goccia a goccia riusciremo a far prendere coscienza ed andare oltre le fredde parole di una definizione in burocratese.














giovedì 3 agosto 2017

Brioche e caffellatte





Se la colazione fosse un odore, la mia avrebbe il profumo del caffè della moka e delle brioche calde.
Un po' come le "madeleine" di Proust, sono quegli odori che rimangono nello scompartimento dei ricordi e che escono fuori ogni volta che si ha bisogno di sensazioni positive per poter affrontare momenti difficili.



Per affrontare il caldo di questa rovente estate, ho preso la piacevole abitudine di alzarmi presto la mattina. Nella mia stanza preferita riordino appunti, disegno progetti filosi, cucio un po', insomma traccio il sentiero della giornata che sta per incominciare. E' bello farlo all'alba perché tutto si muove più lentamente, come se il tempo rimanesse sospeso per un po', il giusto necessario per poter prendere fiato prima che gli avvenimenti prendano il sopravvento.


L'altra mattina, mentre sfogliavo un libro, improvvisamente mi è venuta voglia di brioche, di quelle che mia mamma scaldava al forno la mattina e io e i miei fratelli  mangiavamo a colazione.
Giro in rete e, tra mille, trovo una ricetta che mi sembra buona e veloce al tempo stesso, proprio quello di cui ho bisogno per fare una sorpresa al resto della truppa una volta svegli.


La ricetta di questi cornetti potete trovarla qui se avete voglia di provare; io ho utilizzato solo farina di grano (perché la manitoba non è nella mia dispensa), non ho aggiunto la buccia di arancio (perché questa non è stagione) e al posto del miele ho utilizzato lo sciroppo di fiori di tarassaco che ho fatto la primavera scorsa.



Farciti con la marmellata.....

  
...e inzuppati nel caffellatte....


...una vera bontà!


Ogni tanto una coccola fa bene al cuore, diciamolo e allora lasciamoci trasportare dai nostri ricordi e riempiamoli di poesia, ci aiuteranno ad alleggerire le giornate.


"Un poeta Persiano ha paragonato l'Universo ad un antico manoscritto del quale la prima e l'ultima pagina sono andate perdute. E' solo un'immagine poetica, eppure alla ricerca di quelle pagine si sono avventurate, nei secoli, tre intrepide carovane: i filosofi, gli scienziati e i poeti. Solo i poeti riusciranno a trovarle, ma non saranno creduti" (da Sul treno di Babele, sognando Brodway. Vittorio Salvati)








martedì 18 luglio 2017

Lavanda mon amour





Esistono degli odori che inconsciamente ci riportano indietro nel tempo, ci fanno immaginare un vissuto non vissuto se non nei racconti dei nonni o sfogliando i vecchi album di famiglia e arrivano all'improvviso portati da Zefiro, il fresco venticello estivo, avvolgendoci di gradevoli sensazioni.


Quello della lavanda è l'odore a me più caro. L'ho conosciuta da piccola quando, con mia nonna, trascorrevo interi pomeriggi a intrecciarla per farne dei fusi profumati, a sgranarla per farne sciroppi e marmellate, a essiccarla al sole come scorta invernale per tisane e infusi. Allora non immaginavo il tesoro che mi stava regalando raccontandomi le storie legate a questi magici fiorellini. Spiga narda la chiamava e ne aveva pieno il giardino; se chiudo gli occhi ancora mi vedo seduta a quei gradini circondata da fiori, nastri e stoffe colorate...


La lavanda è una delle piante magiche di San Giovanni, era dedicata nella mitologia greca, a Ecate, dea lunare, protettrice delle maghe e degli indovini. Nella notte del solstizio estivo, le streghe che praticavano magia bianca, offrivano un mazzetto di fiori di lavanda come buon auspicio. Per i suoi "poteri" rilassanti veniva cosparsa in camera da letto la prima notte degli sposi; Venere la utilizzava nelle sue pozioni afrodisiache.
Leggende a parte la lavanda, nell'ambito delle nuove terapie naturali, viene utilizzata per alleviare il mal di testa, l'insonnia, dolori reumatici, difficoltà respiratorie; in aromaterapia, proprio per il suo colore che sfuma dal blu-viola al lilla, viene utilizzata come tranquillizzante e riequilibrante del sistema nervoso; allevia il dolore delle bruciature e il fastidio delle punture degli insetti; per le sue proprietà balsamiche è un ottimo decongestionante. Sorprendentemente viene utilizzata anche in... cucina per preparare confetture, sciroppi, o cucinare squisiti risotti, per aromatizzare gelati, biscotti, torte.


Io ho iniziato con l'intreccio dei fusi. Per me non esiste l'estate senza fusi di lavanda sparsi qua e là in casa


Quindi, armata di stoffe, ago e filo, ho custodito le piccole spighe in cuoricini "gelato" per incuriosire i bambini



  

...e si sono incuriositi anche Tigre e Baghi, i miei gatti :)



E poi, come spesso succede,  mi sono lasciata prendere dall'entusiasmo e ho tentato l'esperimento "confettura"


Ho messo in infusione una manciata di fiori in 150 ml di acqua bollente per un po' di minuti, ho sbucciato 3 mele, le ho fatte ammorbidire in un pentolino con il succo di mezzo limone, le ho frullate, ci ho aggiunto l'acqua filtrata profumata di lavanda e 100 gr di zucchero, ho fatto bollire il tutto per 30 minuti circa e ho invasato... non prima di averla assaggiata sulla ricotta: divina!



Non contenta ho osato anche con lo sciroppo facendo bollire un po' di fiori in un pentolino con 250 ml di acqua e 250 gr di zucchero, ho filtrato il tutto e voilà


Perfetto con acqua e ghiaccio per combattere le calde giornate estive o, in inverno con il latte caldo per alleviare i sintomi della tosse o per facilitare il sonno


...magari il risotto ve lo racconterò la prossima volta :)

Quasi dimenticavo. Siccome di qualunque cosa non si butta via niente (nonna docet)...


...con gli steli dei fiori ci ho fatto delle belle ghirlande da decorare.

BUON DIVERTIMENTO





giovedì 29 giugno 2017

La notte magica di San Giovanni



(foto Luca di Vincenzo)

Nella magica notte di San Giovanni, quando il sole sposa la luna, danzando intorno al falò, si festeggia il risveglio della Grande Madre Terra e l'arrivo dell'estate.
Dall'inizio dei tempi il solstizio d'estate era considerato il momento di pienezza della vita. I campi sono un tripudio di odori e colori, gli alberi iniziano a fruttificare e tutte le erbe e i fiori, bagnati dalla rugiada di questa notte magica, assumono poteri medicamentosi.



Da sempre si ritiene che la notte di San Giovanni fornisse predizioni di accadimenti futuri, un esempio per tutti l'usanza delle ragazze di guardare il sorgere del sole per scorgere  tra i suoi raggi il volto del Santo e, se fosse successo, si sarebbero sposate entro l'anno. Questa scena è descritta molto bene da Gabriele D'Annunzio ne "La figlia di Jorio"

"...e domani è Santo Giovanni,
fratel caro: è San Giovanni
Su la Plaia me ne vo gire
per vedere il capo mozzo
dentro il sole all'apparire,
per vedere nel piatto d'oro
tutto il sangue ribollire.
E domani è Santo Giovanni
fratel caro, è San Giovanni
Su la Plaia me ne vo gire
per vedere il capo mozzo
dentro il sole all'apparire,
per vedere nel piatto d'oro
tutto il sangue ribollire."

Il 23 giugno scorso abbiamo festeggiato l'arrivo dell'estate in una location da sogno "Vigna di More" e abbiamo parlato delle erbe magiche, dei Saturnali, delle porte dei solstizi, dei cibi che si mangiavano, degli sciroppi, infusi di erbe, liquori, dei matrimoni che in Abruzzo si celebravano soprattutto in questo periodo. 







Abbiamo declamato poesie e letto brani a tema



Abbiamo danzato intorno al fuoco e rievocato scene di nozze




Sarà superstizione, mito, leggenda, chi può dirlo. A noi il compito di continuare a tramandarli per non farli perdere nelle terre dell'oblio.



























Cosine da artigiani

Porta le tue cosine, magari le vendi! Con queste sette parole usano invitare gli artigiani ad eventi, manifestazioni, mercatini...