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giovedì 27 gennaio 2022

Di ferri e di lana

 


“Mi piace pensare che l’inventore del lavoro a maglia, che giocava con bastoncini e fibra sulla soglia assolata della sua caverna, o che rimirava il suo lavoro vicino al fuoco scoppiettante, guardasse un lavoro a punto legaccio, il pane quotidiano della maglia, il punto base, sicuramente il prototipo” (Elisabeth Zimmerman).

Ognuno di noi ha una passione che assorbe più o meno le nostre giornate, la mia è il lavoro a maglia, ormai è risaputo.

 Quando vedo un bel quadro, un albero, un prato fiorito, un panorama mozzafiato, il mio primo pensiero è come adattare quell’immagine ad un intreccio di fili e, senza rendermene conto, con il dito inizio a disegnare in aria il motivo per capire se il punto funziona con il disegno che ho in mente. Poi passo alla scelta del filato che deve essere di buona qualità, resistente alla lavorazione e morbido e confortevole allo stesso tempo; inutile dire che io scelgo la lana.

 Non c’è una ragione scientifica per cui la lana debba essere meglio di qualunque altro filato, ma io ci sono affezionata, so che è calda, soffice, immortale e lavorarla mi rilassa. Il filato è quello che determina la buona riuscita di un progetto, non si può rovinare tutto cercando di risparmiare qualche spicciolo utilizzando materiale mediocre, ricordiamoci che è il nostro progetto, realizzato con le nostre mani, frutto della nostra fantasia e creatività.

 Altra cosa da scegliere con cura sono i ferri. In commercio se ne trovano di diversi materiali, dall’alluminio alla plastica al legno;  per i collezionisti ce ne sono anche di osso, di bambù, di vetro. Io utilizzo quelli in legno perché oltre che belli li torvo molto pratici: assorbendo il sudore dalle mani rendono scivoloso il lavoro premettendomi di sferruzzare anche nei lunghi e caldi pomeriggi estivi. Due righe a parte meritano i ferri circolari che sono composti da due punte unite fra loro da un lungo cavo di plastica, permettono di lavorare in tondo senza cuciture di rifinitura come ne caso di cappelli, calzettoni, ma anche maglie, cappotti ecc…

A parte tutte queste notizie tecniche ricordate che qualunque cosa abbiate in mente di realizzare, sferruzzare è una terapia manuale e mentale; è come meditare. E’ divertente, rilassante, confortante, aiuta a pensare. E’ una gran bella avventura.

"Posso lavorare a maglia. Lavoro a maglia tutto l'anno, giorno dopo giorno. È la mia passione e raramente lavoro a maglia la stessa cosa due volte allo stesso modo". (Elisabeth Zimmerman docet)

lunedì 25 maggio 2020

Rosmarino






Metti tre amiche, una Laura, una Claudia, un’Antonella.

Metti passioni comuni, metti entusiasmo, metti una lunga pausa dai ritmi frenetici della vita. Metti una primavera verdissima, tre case un po’ lontane fra loro, ma tutte e tre immerse nel verde .

Metti voglia di condividere quello che amiamo, e metti una videochiamata a tre, che fra risate, bimbi di Laura per le scale, le spalline un po’ fuori posto di Claudia e Antonella in piedi sotto l’antenna, alla fine porta ad un’ idea da seguire. Metti che l’idea sia una delle loro fissazioni, di quelle storiche proprio, ovvero le erbe aromatiche, officinali, tintorie.

Ecco. Messe insieme queste cose, esce fuori quello che stiamo per raccontare. Un ciclo di post a sei mani, tre teste, molte erbette, nei quali ognuna di noi a suo modo descrive, racconta, inventa, immagina, uno dei milioni di possibili usi di una delle erbe che scegliamo di volta in volta.



In questo viaggio io, Laura e Claudia vi accompagniamo in una passeggiata nel bosco davanti a casa, o anche nei vasi profumati del vostro balcone, e impareremo insieme a riconoscere ed usare le erbe aromatiche ed officinali più conosciute e comuni, racconteremo storie e ricette note, e speriamo anche storie e ricette nuove. Senza prenderci troppo sul serio, cercando il bello dietro l’angolo, o meglio appena fuori da una finestra, cercando il bello dovunque possibile, che è una cosa che ci piace tanto fare.

In questo primo post di presentazione abbiamo pensato di iniziare con il rosmarino. Ognuna di noi lo ha raccontato seguendo le passioni che ci contraddistinguono: Laura appassionata di dolci ne ha fatto un ingrediente per una crostata alla crema, Claudia l'alchimista dovendo scegliere tra olio aromatico per dolci al cioccolato, liquori e tisane, per questa volta ci delizierà con una tisana digestiva , io che gioco con i fili, alla costante ricerca di nuovi abbinamenti, ho pensato di utilizzarlo per tingere due matasse di lana che da giorni mi chiedevano che le colorassi un po'.

(foto dal web)

Rosmarino dunque, spighetta nel linguaggio comune. Chi non lo conosce? Il suo nome significa "rugiada marina" dovuto al fatto che cresce spontaneamente in prossimità del mare. E' profumato e come la maggior parte delle piante aromatiche, è autonomo; per la gioia del mio pollice non esattamente verde, non ha bisogno di cure particolari, inoltre non attira parassiti tenendoli anche lontani dalle piante che gli sono intorno.

Il rosmarino ha innumerevoli proprietà e viene molto utilizzato in erboristeria (ebbene sì, non non si utilizza solamente negli arrosti!) e proprio per le sue virtù curative è una delle piante magiche di San Giovanni  , si dice che la pianta di rosmarino deve essere regalata e quando si vuole piantare un rametto per riprodurlo bisogna farlo durante la notte di luna piena (tentare non costa niente). Proprio per le sue proprietà balsamiche e rinvigorenti è considerato efficace nei riti di purificazione degli ambienti, per benedire case e attività lavorativa e scongiurare il male. Si dice fosse una "mano santa" anche per conservare la giovinezza. Racconta una leggenda che Isabella Regina di Ungheria, vissuta tra il XIV e XV secolo, fece fare un tonico dal suo erborista a base di fiori di rosmarino fermentati nel miele che lei si spalmò in viso ringiovanendo. Io ci ho provato (ovviamente): ho messo una manciata di profumatissimi fiori raccolti all'alba a fermentare alcuni giorni in un barattolino di miele di castagno, poi finì' che lo assaggiai per curiosità e sono rimasta talmente ammaliata dal suo sapore che.... l'ho mangiato (varrà lo stesso per ringiovanire?).

Sto divagando! Stavo dicendo che io il rosmarino l'ho utilizzato per tingere due matasse di lana che ho intenzione di utilizzare per degli inserti in una maglia. Avevo bisogno di un colore che evoca boschi montani di querce, maggiociondoli e abeti, di quelli che con i raggi del sole al tramonto rimandano un colore verde misto al giallo e al marrone in cui perdere lo sguardo e quale "erba" migliore?

Se volete godere dell'odore dell'infuso del rosmarino che invade casa e allo stesso tempo tingere del filo di lana naturale che avete in casa e che aspetta di diventare uno scialle da avvolgersi intorno alle spalle nelle serate di questa tarda primavera, ecco quello di cui avete bisogno:
- 200 gr di aghi e fiori (qualora ce ne fossero) di rosmarino
- 200 gr di lana in matasse 
- 500 gr di aceto bianco
- 100 gr di sale grosso
Raccogliere il rosmarino preferibilmente alle ore più calde della giornata, lavarlo, sfilare gli aghi e i fiori dai rametti, pesarlo già mondato e metterlo in una pentola di acciaio, ricoprirlo di acqua , portare a ebollizione, abbassare la fiamma e lasciare sobbollire per un'ora. Al termine spegnere la fiamma e lasciare raffreddare a temperatura ambiente per 12 ore e filtrare il composto con un panno. Mettere nella pentola le matasse di lana precedentemente lasciate in ammollo per 12 ore in una soluzione di 300 gr di acqua in cui sciogliere 100 gr. di sale grosso e 500 gr. di aceto bianco, coprirle con l'infuso appena filtrato, di nuovo portare a ebollizione, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire per 1 ora. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente per altre 12 ore quindi sciacquare le matasse in acqua fredda senza strizzarle con forza e, quando l'acqua di lavaggio sarà chiara, scolarle e farle asciugare in un luogo ombroso.

Tutto qua!

Come risultato oltre ad aver utilizzato il rosmarino in maniera insolita vi sarete regalati dei momenti di relax da vivere godendo dei profumi, degli odori, dei colori di una natura che spesso finisce centrifugata nel vortice della nostra quotidianità.

Fare crostate alla crema, regalarsi una tisana rinvigorente, colorare scampoli di filo sono solo un pretesto per vivere il nostro presente e riallinearci con i nostri progetti e obiettivi vivendo in modo consapevole il nostro quotidiano.


Api d’oro
cercavano il miele.
Dove starà il miele?
E’ nell’azzurro
di un fiorellino,
sopra un bocciolo
di rosmarino.
(Federico Garcia Lorca)



martedì 28 gennaio 2020

Appunti di Maglia Corsi in laboratorio





Appunti di maglia.💚
Ci ho messo un po' per organizzarlo al meglio, ho ragionato sulle domande che mi si fanno spesso, ho costruito schede di lavoro, prodotto esempi di modelli in scala ed ecco qua. È così che è nato Appunti di maglia.

Sì perché, contrariamente a quanto si possa pensare il lavoro a maglia è dinamico, mai uguale a se stesso, in continua evoluzione, è per questo che sempre più persone continuano ad avvicinarsi a questa antica e tuttavia attuale tecnica.

Da quando i primi uomini primitivi lavoravano la lana con semplici stecchetti di legno ne sono passate di storie e nel frattempo i fili diventavano sempre più ricercati, in seguito colorati e il lavoro a maglia si è sempre più adattato alle esigenze delle persone, al loro stile di vita, alle loro abitudini e questo ha fatto sì che via via si è migliorato, è diventato sempre più ricercato, attento a ogni piccolo particolare. E ben sappiamo che sono proprio i piccoli particolari a fare di un manufatto un capo unico e originale.


Appunti di maglia è un corso strutturato su 4 incontri della durata di 3 ore circa e in ogni lezione si affronteranno diversi temi che saranno supportati da schede tecniche e in ognuna si realizzeranno modellini in scala per meglio comprendere le sequenze. E possibile acquistare il pacchetto intero  delle lezioni oppure una sola lezione. Il prezzo è comprensivo delle schede tecniche, pausa caffè, ricevuta fiscale. Per chi acquisterà l'intero corso come ulteriore bonus riceverà anche il quaderno dei lavori a maglia. Non sono compresi nel prezzo i ferri e i filati.
Maggiori info e  aggiornamenti li trovate in questo link




Prendi il meglio che esiste e miglioralo. Se non esiste, crealo.
( Henry Royce .... vi dice qualcosa Rols Royce? )























venerdì 10 aprile 2015

Un filo è un filo è un filo....





                                

Rubrica Le vie della Lana: secondo articolo pubblicato su Il Centro dell'8 aprile 2015


Quanti significati può avere la parola filo, ci abbiamo mai pensato?
Il filo di un discorso, sul filo del rasoio, vita appesa a un filo, il filo rosso di una storia, vittoria sul filo di lana, un filo di olio. Potremmo continuare così all'infinito e, pian piano, renderci conto che tutta la nostra esistenza è intrecciata da un filo.
 La mia, nello specifico, è totalmente sommersa da infiniti fili di lana e ogni volta che ne prendo uno per iniziare un lavoro, non posso fare a meno di pensare a tutto il lavoro che c’è prima che diventasse un gomitolo. Già, sto pensando ai pastori: veri custodi del territorio.
In un passato neanche troppo lontano la nostra è stata una Regione la cui economia si reggeva proprio sulla pastorizia; ogni paese delle nostre montagne possedeva da quaranta a cinquantamila pecore; in quel periodo la ricchezza delle persone si misurava proprio in pecore, non in soldi (è da questo animale che deriva la parola “pecunia” a cui abbiamo dato il significato di “soldi”).
Per decenni i pastori sono andati avanti nel loro lavoro percorrendo di pari passo le strade della tradizione e dell’innovazione fino al momento in cui quest’ultima  ha preso il sopravvento seguendo la strada della tecnologia lasciando in disparte la tradizione pensando fosse un’inutile zavorra ed è stata una scelta sbagliata perché la tradizione è il pozzo in cui attingere quando si cerca un’idea per un nuovo progetto; è la radice che ci permette di far crescere nuove piantine da lasciare alle generazioni future.
Fortunatamente in questi ultimi tempi le cose stanno cambiando e nuove generazioni di pastori stanno riportando sul mercato un lavoro così nobile con tanta tenacia e nuove idee e verrà il momento in cui le due strade si ricongiungeranno!



Ed ora, nel secondo appuntamento della nostra rubrica, riprendiamo il nostro mandala; ricordate il tubolare fatto con le dita? E’ giunta l’ora di dargli una forma.
 Se non lo avete fatto molto lungo potrebbe diventare uno scalda collo/collana se lo avvolgiamo un paio di volte su se stesso bloccandolo qua e là con anelli di legno per esempio o con fibbie o, magari, facendo semplici nodi.


 Se, invece, vi siete fatti prendere la mano e avete intrecciato 300 grammi di filato, vi potete cimentare nella confezione di un poncho/mantella seguendo queste semplici istruzioni: anche questa volta non utilizzeremo attrezzi, bensì le nostre braccia. Avviare 8 maglie sul braccio sinistro (come si fa con i ferri), far passare la mano destra nella prima maglia e inserire l’anello formatosi nel braccio destro e così via per tutte le maglie. Ripetere il lavoro per 20 giri (alternando il braccio sinistro e il braccio destro) e chiudere le maglie accavallandole. Per la confezione del poncho cucire, a punti nascosti, il margine di chiusura al margine laterale sinistro.


(questo è il mio poncho pubblicato su Le idee di Susanna di gennaio 2015)

venerdì 3 aprile 2015

Le vie della lana - La stanza del filo





Mercoledì uno aprile per tutti è stato il giorno del "pesce d'aprile", per me è stato il giorno in cui i redattori de Il Centro  hanno pubblicato il mio primo articolo!!!!
Per chi volesse leggerlo, lo riporto qui!

La Stanza del filo

Perché mai parlare di filo in un momento di apparente caos in cui tutti dobbiamo essere perfetti, correre dalla mattina alla sera per incastrare impegni familiari e di lavoro?
Potrei rispondere: "Perché il filo è il caos fatto ordine", ma sarebbe troppo filosofico e io filosofa non sono! Però sono una magliaia e il filo è l'attrezzo del mio mestiere, anzi, è l'essenza stessa del mio mestiere; è la cosa che mi permette di esplorare infiniti mondi fatti di colori, odori, ticchettii di ferri e battiti di telai e di lavoro, tanto lavoro!
Il filo ha un inizio? Forse sì, ma anche no! E' bello pensare di farlo iniziare, o continuare da un punto stabilito, inventare un punto di partenza, o prendere quello che capita.
L'importante è avere tra le mani un filo e iniziare a manipolarlo e vedere dove porterà i nostri pensieri; perché lavorare con i fili non è semplicemente confezionare un oggetto: è dare forma alle nostre idee, alle nostre aspettative e ogni intreccio che facciamo, ogni motivo che creiamo, ogni colore che combiniamo, è un pensiero riordinato, è la strada che ci fa uscire dal labirinto.
Questa che oggi inauguriamo su "Il Centro" è una stanza tutta per noi: immaginiamocela piena di gomitoli di ogni colore, di ogni materiale e di ogni provenienza.

Intrecciamo un mandala



Scegliamo un filo e incominciamo ad intrecciarlo tra le dita della mano sinistra: con il palmo rivolto verso il nostro viso fermare il capo del filo tra il pollice e l'indice e con il filo lungo passare davanti all'indice, dietro al medio, davanti all'anulare, dietro al mignolo, tornare indietro in senso inverso (davanti, dietro, davanti dietro), poi ancora in avanti e ancora una volta indietro per un totale di quattro passaggi. A questo punto abbiamo due maglie ogni dito; cominciando dal mignolo prendiamo la prima maglia (quella in basso) e, accavallandola alla seconda, la sfiliamo dal dito facendola cadere; ripetiamo l'operazione con le altre dita, una dopo l'altra. Ora riprendiamo il capo del filo lungo e ripetiamo il passaggio davanti/dietro le dita con un passaggio di andata e uno di ritorno e accavalliamo di nuovo le maglie. Il lavoro procede così all'infinito. E' una sorta di mandala che ci fa riappacificare con il mondo!
Quello che ne viene fuori è n tubolare è un tubolare: punto di partenza per altre storie che racconteremo nelle prossime settimane.
Io ho usato filato AquiLana 100% lana naturale di pecora.

Buon divertimento e fatemi sapere come è andata!!!!! :))






martedì 30 dicembre 2014

Un cuore verde e blu







Nel mio laboratorio ci sono filati di ogni genere e di ogni colore, in ogni angoletto, in ogni cassetto, in ogni busta...e la cosa si estende anche a casa perché non si sa mai quando ti viene un'idea..., però ci sono filati a cui sono particolarmente affezionata come questi di AquiLana.
Un filato vale l'altro, direte voi!!! Non credo proprio...questo parla di montagne, di greggi, di profumo di fieno e piogge e neve d'inverno e lavoro, tanto lavoro e passione, tantissima passione!!!
La scorsa estate avevo questi gomitoli che mi imploravano di essere usati stufi di stare rinchiusi dentro una scatola, ma io tergiversavo perché volevo utilizzarli in maniera "originale". Un giorno uggioso ho deciso di tirarli fuori e ho incominciato a intrecciarli con le dita, così, come fanno i bambini, per gioco, senza necessariamente dargli un uso.... in men che non si dica ecco come lo avevo trasformato!!!  

...bello vero????? Un gomitolone di lana tubolare...l'idea è stata immediata: sferruzzarlo  con... le braccia :)
Già, proprio così, ho utilizzato le mie braccia come fossero ferri e voilà.....



ne è venuto fuori un poncho.........
In un post di qualche tempo fa vi ho raccontato di un mio week end a Milano (se volete rileggerlo: http://icampidimais.blogspot.it/2014/11/il-mio-regalo-di-natale-in-anticipo.html ), è successo di nuovo!!!!! Nella rivista di gennaio delle Idee di Susanna troverete il mio poncho presentato in questa maniera.....


..... "deco glam".....



...e siccome mi era avanzato del filato ancora l'ho completato con una borsa e uno scaldacollo (questa volta lavorati con i ferri... ma anche no!!!)


La borsa l'ho foderata con una flanella di lana scozzese blu e verde (i miei colori preferiti)




lo scaldacollo l'ho chiuso con un bottone di legno a forma di cuore...

  





Ancora non riesco a credere che mi sia capitata una cosa così bella...mi auguro con tutto il (mio) cuore che possa essere di buon auspicio per il mio lavoro perché ho moltissime idee ancora da realizzare e moltissimo filo da utilizzare!!!!!! :)
Se vi capita di realizzare un mio modello sarei contentissima vederlo pubblicato tra i commenti oppure nella pagina facebook "I campi di mais"   https://www.facebook.com/groups/334410299983799/










giovedì 4 dicembre 2014

Il vestito buono della festa (tutorial copri bottiglia uncinetto)




     Un modo simpatico e vagamente retrò per regalare una bottiglia di vino potrebbe essere quello di....rivestirla di lana e, quando il vino sarà finito, la bottiglia così abbigliata potrebbe diventare un originale vaso mono fiore...o una base per una lampada...., o tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce.
        Se volete prendere spunto dal mio copri bottiglia, ecco quello di cui avete bisogno:
- 50 gr di lana (io ho utilizzato filato Gran Sasso 100% lana);
- uncinetto n. 5
- una bottiglia di vino (io ho acquistato vino rosso, riserva speciale, Vigna di More)

        Iniziare il lavoro dal fondo avviando 3 catenelle e chiuderle a cerchio con un punto bassissimo
- 1° giro: eseguire 8 punti bassi nel cerchietto appena formato;
- 2° giro: eseguire 2 punti bassi ogni punto basso del giro precedente;
- 3° giro: eseguire 1 punto basso ogni punto basso del giro precedente;
- 4° giro: eseguire un punto basso nel punto basso del giro precedente e 2 punti bassi nel successivo, ripetere fino alla fine del giro;
- 5° giro: eseguire 1 punto basso ogni punto basso del giro precedente;
- ripetere il 5° giro fino a raggiungere la misura del diametro del fondo della bottiglia;
- raggiunta la misura lavorare un giro di punto basso prendendo solamente la catenella esterna così da dare "profondità" al cerchio, quindi eseguire un giro di punti alti.
- Continuare a lavorare un punto alto puntando l'uncinetto attraverso l'asticella del punto alto del giro precedente una volta da davanti verso dietro e una volta da dietro verso davanti; la lavorazione che si presenterà sarà un punto coste (molto simile alle coste inglesi dei ferri); continuare la lavorazione a coste facendole coincidere con quelle del giro precedente.
         Quando avrete raggiunto la misura della lunghezza della bottiglia, per dare la forma di un fiore alla chiusura del lavoro, eseguire un giro lavorando 3 punti alti ogni punto alto del giro precedente, e, il giro successivo, 4 punti alti ogni punto alto del giro precedente; chiudere con un giro di punto gambero.
           Con la restante lana eseguire un cordoncino e farlo passare a punti alterni nell'ultimo giro di punti alti prima degli aumenti; rivestire la bottiglia, tirare il laccio e chiudere con un fiocco, a piacere applicare una decorazione natalizia (la mia è di vetro a forma di candelina)


     Come sempre buon divertimento e, se avete voglia, pubblicate le foto del vostro lavoro finito, mi farete felice!!!!
Cheers :)
       



venerdì 21 novembre 2014

Calde idee (Cappello a due colori con la tecnica dei ferri accorciati)






Se siete alla ricerca di un'idea originale da sferruzzare che vi tenga impegnate un paio di ore il sabato pomeriggio, giusto il tempo per rilassarvi un po' con il vostro passatempo preferito, vi propongo il cappello due colori con la tecnica dei ferri accorciati.
E' una tecnica tanto facile quanto d'effetto e di divertimento assicurato. 
Tutto quello di cui avete bisogno è:
- 100 gr di lana, 50 gr per ogni colore, io ho usato il filato Shaffauser 100% lana;
- un paio di ferri n. 5 
- un ago da lana a punta arrotondata;
- due ore del vostro tempo tempo.
Il punto utilizzato è il legaccio e si lavora a dritto sia nel giro di andata che in quello di ritorno.

Avviare 40 maglie e proseguire come segue:
1° ferro: con il primo colore lavorare tutte le maglie a dr
2° ferro: con il primo colore lavorare tutte le maglie a dr
3° ferro: con il secondo colore lavorare 38 maglie a dr e voltare (per non far formare i buchi prima di voltare, dopo aver lavorato la 38° maglia portare il filo davanti il lavoro, passare, senza lavorarla, la maglia seguente al ferro sinistro, voltare, riportare il filo dietro il lavoro e ripassare la maglia non lavorata al ferro destro)
4° ferro: lavorare a dr 38 maglie;
5° ferro: con il primo colore lavorare 36 maglie a dr, voltare
6° ferro con il primo colore lavorare 36 maglie a dr
7° ferro, con il secondo colore lavorare 34 maglie a dr, voltare
8° ferro: con il secondo colore lavorare 34 maglie a dr
9° ferro: con il primo colore lavorare 32 maglie a dr, voltare;
10° ferro: con il primo colore lavorare 32 maglie a dr
11° ferro: con il secondo colore lavorare 30 maglie a dr, voltare
12° ferro: con il secondo colore lavorare 30 maglie a dr;
13° ferro: con il primo colore lavorare 32 maglie a dr, voltare (per non far formare i buchi prima di voltare passare l'ultima maglia sul ferro destro, prendere il filo del giro precedente con il ferro sinistro, ripassare la maglia sul ferro sinistro e lavorarle insieme a dr)
14° ferro: con il primo colore lavorare 32 maglie a dr;
15° ferro: con il secondo colore lavorare 34 maglie a dr, voltare
16° ferro: con il secondo colore 34 maglie a dr;
17° ferro: con il primo colore lavorare 36 maglie a dr, voltare
18° ferro: con il primo colore lavorare 36 maglie a dr;
19° ferro: con il secondo colore lavorare 38 maglie a dr, voltare;
20° ferro: con il secondo colore lavorare 38 maglie a dr;
21° ferro: con il primo colore lavorare 40 maglie a dr;
22° ferro: con il primo colore lavorare 40 maglie a dr.
Il primo spicchio è finito; farne altri tre allo stesso modo rincominciando dal 3° ferro.
Eseguiti i quattro spicchi chiudere tutte le maglie e cucire il cappello.
A piacere rifinire i bordi con un giro di punto indietro all'uncinetto


Io ho provato anche con il cashmere (100%) ma ho aggiunto 8 maglie perché il filato era più sottile


Che dire: buon divertimento e, se avete piacere, postatemi le foto... :)


lunedì 17 novembre 2014

Cose da fare (tutorial scaldamani)





Questa mattina mi sono svegliata con l'intento di trovare un pensiero positivo che mi accompagnasse per l'intera giornata e mi sono sorpresa a pensare alla lista del "cosa cosa regalare a chi per Natale"; giusto un pensiero, senza pretese, per rendere visibile il mio affetto per le persone a me care, e cosa c'è di meglio di un oggetto realizzato artigianalmente, di quelli che ti scaldano il cuore perché pensato punto per punto......
Tra mille cose ho pensato di iniziare con un paio di scaldamani, di quelli che ti permettono di afferrare il volante della macchina in inverno a -12° senza lasciarci attaccata la pelle, o da utilizzare mentre si traffica con il computer senza che la mano diventi un pezzo di ghiaccio. Un lavoro semplice da fare, ma pratico e originale.


Tutto quello di cui avete bisogno è:
- 70 gr di lana (io ho usato il filato Pecunia di Aquilana 100% lana);
- un uncinetto n. 5
- un po' di pratica con il lavoro all'uncinetto
- 120 minuti del vostro tempo!
Tutti pronti? Bene!!
Avviare 25 catenelle e chiudere in cerchio con una maglia bassissima.
Lavorare un punto basso (puntate l'uncinetto nel punto sottostante, gettare il filo, estrarlo dal punto - si hanno due maglie sull'uncinetto - gettare il filo e chiudere le due maglie insieme), su ognuna delle catenelle di avvio; al termine del giro annodare un filo di un  colore contrastante che segni il punto di avvio e continuare a lavorare un tondo sempre con un punto basso ogni punto sottostante.
A 8 cm di altezza dal giro di avvio (pari a 10 giri) e in corrispondenza del punto di avvio (per il posto del pollice), eseguire 5 catenelle, saltare 4 punti del giro precedente e al quinto punto lavorare un punto basso e continuare in tondo a punti bassi, sulle catenelle lavorare 5 punti bassi.
A 15 cm. di altezza dal giro di avvio, per il polso, in corrispondenza del punto di avvio, lavorare un giro di mezza maglia alta (gettare il filo sull'uncinetto, puntare l'uncinetto nel punto sottostante, gettare il filo ed estrarlo dal punto - si hanno tre maglie sull'uncinetto - gettare il filo e chiudere le tre maglie insieme).
Per il polso a punto coste lavorare come segue:
costa dritta: con una mezza maglia alta: passare l'uncinetto attraverso la maglia sottostante da davanti a dietro
costa rovescia: con una mezza maglia alta: passare con l'uncinetto attraverso la maglia sottostante da dietro a davanti
Lavorare in tondo le righe seguenti facendo sempre la costa dritta su quella dritta del giro precedente e la costa rovescia su quella rovescia del giro precedente.
A 20 cm. di altezza dal giro di avvio lavorare un giro di punto gambero e chiudere il lavoro.
Per il pollice, lavorare in tondo due giri di punto basso riprendendo 9 punti e chiudere il lavoro.
Eseguire il secondo scaldamani allo stesso modo. 
Vi mostro ancora il risultato finale


Per farli da uomo basta aumentare le maglie di avvio e lasciare 6 o 7 maglie per lo spazio del pollice distanziate da 5 o 6 catenelle.
Che dire: buon divertimento!!!!!
E, mi raccomando, fatemi vedere come vi sono venuti :)





E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...