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mercoledì 28 settembre 2022

La storia di un filo - Premessa


(foto presa dal web)

L'inizio di un viaggio

Se siete fortunate avrete ereditato da una nonna o magari una bisnonna una coperta di lana. E su quella coperta è intrecciata la storia di famiglia.
Avete dunque la possibilità di lasciarvi abbracciare dal suo tepore e immergervi nel trascorrere del tempo con la certezza che continuerà a passare ad altre generazioni così come è arrivata a voi. Da donna a donna.

Mia nonna materna non era ricca, per lo meno come lo intendiamo noi e la sua coperta non è di broccato o di seta o qualunque altro tessuto prezioso, tuttavia essenziale, come la definiremmo oggi. E' lavorata ai ferri con fili di lana colorati e i motivi ritratti ricordano il cielo d'inverno, le campagne ricche di frutti, gli animali che scorrazzavano nell'aia. L'ho messa in bella vista nel mio angolo di lavoro così da trarne ispirazione e trovare un collegamento perché la tradizione non è solamente ciò che ci è stato tramandato, non è un'immobile creazione del passato; è anche quello che noi creiamo oggi per trasmetterlo, a nostra volta, alle generazioni future che poi parleranno di noi.

Accarezzando la coperta vediamo come i fili stabiliscono un collegamento a volte voluto, altre del tutto casuale e mentre indugiamo sulle cuciture così precise, sui bordi usurati dal tempo, i colori a tratti sbiaditi, la mente apre il cassetto dei ricordi, quelli che abbiamo vissuto o quelli che ci hanno raccontato e che noi conserviamo come una preziosa eredità.

Immaginiamo la nonna seduta davanti la stufa con il suo cesto pieno di gomitoli e i ferri che scorrono veloci e sicuri tra le sue mani e il cuore pieno di amore e di certezze.

Sappiamo che la realtà era ben diversa, fatta di alzate all'alba per andare a fare la legna per l'inverno e poi gli animali da accudire, l'orto da zappare, il pranzo da mettere in tavola e i figli, le faccende domestiche. L'immagine idilliaca ci scalda e ci rassicura ma i tempi erano duri. Abbiamo ricordi addolciti dal passato che ci appare come un tempo in cui tutto scorreva lento e la quotidianità sembrava più semplice, questo perché la storia fa sbiadire la realtà come una coperta scolorita dai troppi lavaggi. In realtà non abbiamo l'esperienza di case troppo umide, piene di gelide correnti d'aria. Il nostro corpo non deve affrontare le dure giornate di lavoro ai campi, i lavaggi del bucato al fiume con l'acqua ghiacciata; le nostre spalle non si aprono dal dolore dopo ore di rammendi fatti a lume di candela. Non abbiamo idea di quali fossero i loro pensieri, le loro preoccupazioni, le loro emicranie o i loro sogni, progetti, aspirazioni. Siamo troppo lontane da loro; un'ora della loro giornata stroncherebbe la più robusta di noi.

A loro mancavano tutte le possibilità di scelta che abbiamo noi e che spesso ci lasciano una scia di insoddisfazione, tuttavia avevano la certezza di occupare il posto giusto, la consapevolezza della loro identità, la fiducia nell'importanza di ciò che facevano. Avevano il loro mondo, le loro piccole comunità.

La vecchia coperta che sto accarezzando mi fa capire che anche dalla fatica, dal lavoro duro e dei quasi nulli riconoscimenti dei loro meriti, può venir fuori un lavoro non solo bello, ma utile, attuale e intriso di racconti, in fondo è un atto di amore, una celebrazione della vita.

Io sono figlia di questa tradizione. Come potrei farne a meno?


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Capitolo 1

Sono rientrata tardi a casa oggi.

E' stata una giornata frenetica con un appuntamento ostico........
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............per il seguito bisogna che aspettiate la settimana prossima 😊

lunedì 15 maggio 2017

Donne d'Abruzzo e Radio L'Aquila 1







Giovedì 4 maggio una delegazione di Donne D'Abruzzo è stata ospite della trasmissione radiofonica "Mente Locale", condotta da Nello Avellani,  sulle frequenze di Radio L'Aquila 1 da sempre attenta a ciò che succede in città.
Si è parlato del nostro progetto, della brochure in procinto di realizzazione, di quello che facciamo e dei nostri obiettivi.
 Per chi volesse ascoltarla qui riporto la registrazione.
Grazie a Radio L'Aquila 1 nella persona di Giovacchino D'Annibale per aver creduto nel nostro progetto e grazie a Nello Avellani per averci ospitate nel suo programma di informazione aiutandoci a divulgarlo.











venerdì 5 maggio 2017

Donne d'Abruzzo - L'altra faccia del turismo








Nella società della globalizzazione e del consumismo, dove il denaro detta i tempi delle giornate di ognuno e dove i bisogni vengono creati dalle grandi lobbies che governano il mondo, parlare di resilenza può sembrare mera utopia.
Non è così.

Se sei di quelle che riescono a respirare solo a partire da 1 Km di distanza dalle grandi città e sei pronta a tutto avrai la possibilità di svolgere le acrobazie quotidiane per il pane in una cornice che già di per sé è una ricompensa, inoltre avrai la possibilità di essere sorretta da una rete di rapporti umani che si fa più fitta proprio dove la popolazione è meno densa.



 Un paradosso? Io credo di no, quando è facile contarsi perché si è in pochi, ciascuno conta di più. Sarà per questo che in questi ultimi tempi sempre più giovani, ma anche famiglie intere, hanno scelto queste località “minori” per una migliore qualità della vita. Più complicata, magari, ma chi ha detto che le scelte devono per forza essere facili?

Oggi che il mercato ci vuole versatili e flessibili e offre contratti di lavoro che scadono prima dello yogurt che hai in frigo e settimane fatte di otto giorni e quattro lavori tutti insieme, il ritorno alle origini alla ricerca di uno stile di vita più lento è la tentazione più forte.


Con il mio lavoro ho potuto conoscere  donne che hanno scelto di restare nei piccoli borghi o che sono andate via e poi sono tornate o che se ne sono innamorate mentre erano in vacanza e non sono più andate via. Donne agricoltrici, viticultrici, artiste, artigiane, veterinarie, imprenditrici delle più svariate attività lasciano le grandi città per costruirsi con coraggio e fantasia una nuova vita combattendo anche contro stereotipi e pregiudizi di chi crede che una “forestiera”, donna per di più,  non sia in grado di farcela.

 Dietro ogni incontro ci sono storie  quotidiane di intraprendenza e caparbietà che mi  danno coraggio nelle giornate più buie e mi rammentano che da sempre le donne sono state il collante di tutte le comunità isolate, soprattutto in Abruzzo, durante i lunghi inverni quando in paese gli uomini non c’erano perché in transumanza o all’estero e loro mandavano avanti la quotidianità facendo superare la stagione alle decine di bambini e anziani rimasti in paese.

Donne d’Abruzzo appunto. E’ da qui che vogliamo ripartire.

Adriana Tronca, dell’Azienda vitivinicola “Vignadi More” a Goriano Valli (AQ), ha avuto questa scintilla in seguito ai gravi disagi che è stata costretta ad affrontare durante la nevicata del gennaio scorso e ha illuminato anche noi altre 3 amiche che già da un po’ collaboriamo scambiandoci competenze e idee nel portare avanti i nostri lavori. C’è Cristina Caselli dell’azienda agricola “In Fattoria” di Rocca di Mezzo (AQ), Francesca Ardizzola proprietaria del B&B “Abruzzo Segreto” a Navelli (AQ) e poi ci sono io Antonella Marinelli del laboratorio artigianale “I campi di mais” a Santi di Preturo (AQ). Pur svolgendo professioni diverse ci siamo scoperte perseguire lo stesso obiettivo: valorizzare il territorio in cui viviamo e operiamo sottraendolo all’abbandono soprattutto culturale per non perdere quella memoria tanto preziosa per le generazioni avvenire.

Una giornalista nostra amica, Alessia De Iure, ci ha aiutato a esternare questi pensieri  pubblicando in un quotidiano locale una nostra lettera aperta e ci siamo accorte che molte donne in questa Regione si sono riconosciute nelle stesse situazioni. Incontrarci per conoscerci e scambiare idee è stato del tutto spontaneo farlo e così è nato questo gruppo.


 Insieme vogliamo dare vitalità e nuovi contenuti alle nostre attività; unendo le nostre esperienze vogliamo creare una rete di promozione efficace per poter pianificare in modo più organizzato modelli di comunicazione rivolti a potenziali fruitori esterni, individuare  mercati di nicchia e organizzare  eventi.

Lavorare insieme per lo stesso obiettivo rende le nostre azioni più forti e dotate di una nuova voce che, ci auspichiamo, contribuisca a facilitare nuovi percorsi atti a migliorare la qualità della vita di tutti e lasciare un mondo più pulito e sincero alle generazioni future.





Ripartiamo da qui, dunque, dalle donne, Donne D’Abruzzo da sempre custodi di costumi sociali, culturali e spirituali dei piccoli borghi, riuscite a sopravvivere in ambienti limite utilizzando con creatività le risorse della natura, conservando e curando il territorio per restituircelo migliorato.


“In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno” (Clarissa Pinkola Estés) 

Nota: Questo articolo è stato pubblicato dal periodico "I Cinturelli" n. 19 Aprile 2017 dell'Associazione Culturale "Cinturelli" Caporciano (AQ) 


E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...