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mercoledì 19 ottobre 2022

La storia di un filo - capitolo 2





(foto presa dal web)




Questa mattina mi sono alzata all'alba, se così può chiamarsi il cielo alle 5 in autunno. In effetti è ancora buio, la costellazione di Orione è ancora ben visibile, solo al di là della montagna che delimita il panorama dalla mia finestra, si comincia a vedere un timido biancore.

Oggi promette bene, staremo a vedere.

Metto su la moca. Il primo caffè della giornata è sacro per me e con sacralità lo preparo e poi quando inizia a borbottare è musica per le mie orecchie e nel silenzio della casa ancora addormentata, il suono si espande fino ad abbracciare l'aroma.

Mentre sorseggio il mio caffè accoccolata sul divano, metto in ordine un po' di idee. I filati per lo scialle li ho recuperati: uno è di cashmere sottilissimo di un beige appena accennato, l'altro è di seta color naturale ed è proprio la seta che stuzzica la mia fantasia. E' bella lucida e scivolosa, tuttavia vorrei conferirle un ché di particolare tipo tingerla con i fiori dello zafferano, una tintura leggerissima, quel tanto che basta per far risaltare il  cashmere e magari darle un ultimo bagno di galle, non so, farò le prove e intanto disegnerò i campioni dei punti.

Così, di prima mattina, mentre ero ancora immersa nel mio mondo di filati e colori, il suono di una notifica al cellulare mi fa trasalire. E' Luisa che, con un vocale, mi dice di vederci in centro per le 11. Così, secco! Come fa ad essere così agitata a quest'ora. Inutile cercare una scusa, rivedrò i miei programmi, dopotutto un po' di vita sociale in città non può che farmi bene.

Eccoci, due donne sconosciute fino a due giorni prima, sedute al tavolinetto di un bar in centro a sorseggiare caffè al torrone e parlare di filati, modelli, a sfogliare riviste di moda e, infine ecco la domanda: "Visto che, a quanto pare, ci capiamo a volo, perché non fai un abito anche a me per l'occasione?". Mi piacerebbe di tessuto di cashmere con inserti in maglia, di un colore non troppo appariscente, che non distolga l'attenzione alla sposa, tuttavia originale.

E Luisa parla, parla, e gesticola per sottolineare ciò che sta dicendo e io fatico a starle dietro: è il senso di terrore che mi assale per un impegno così importante. E' ovvio che la domanda non richiede una risposta, quindi ho chiuso gli occhi e mi sono buttata. Ho detto " Ok va bene" senza neanche accorgermene..

E' così tutte le volte che faccio una cosa nuova: chiudo gli occhi.

Forse capita a tutti non so. Io chiudo gli occhi quando bacio, chiudo gli occhi quando salto da un muretto, chiudo gli occhi quando do una risposta importante. Per quanto possa programmare, misurare, scegliere, le cose importanti nella mia vita le ho fatte alla cieca.


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L'ansia di interagire con Luisa così esuberante, capricciosa, iperattiva, è superata dal piacere di lavorare a dei modelli interamente creati da me.............................






mercoledì 5 ottobre 2022

La storia di un filo - capitolo 1








    Sono rientrata tardi a casa oggi.
E' stata una giornata frenetica con un appuntamento ostico, roba di tasse e di leggi e come se non bastasse è piovuto tutto il tempo. Quella pioggia continua e noiosa, gocce gelide del primo freddo autunnale e tutto quello che riuscivo a pensare era una doccia calda e rilassante. Il tepore dell'acqua che mi scivola addosso ha sempre avuto il potere di sciogliere ogni mio blocco e darmi la possibilità di lasciare andare tutti i pensieri negativi che il mio cervello costruisce con cotanta maestria.
    La casa è silenziosa, il resto della mia famiglia rientra tardi e io posso godermi la mia venticinquesima ora di puro relax.
    Nel mio angolo di lavoro inizio a mescolare il cesto delle matasse e dei gomitoli alla ricerca di una nuova idea, ho avuto una commissione per un giorno speciale e voglio trovare qualcosa di veramente unico.

    "Mia figlia si sposa, in inverno, che follia, e io vorrei regalarle uno scialle che possa avvolgerla come un caldo abbraccio, ma non so lavorare con i fili e anche volendo non ho il tempo e neanche la pazienza. Può aiutarmi lei?"

    E' così che Luisa è entrata nel mio laboratorio l'altro giorno, con aria trafelata, un pacco di riviste di maglia in una mano e campioni di filato nell'altra. Nel mentre riprendeva fiato io ho preparato un bel caffè con aggiunta di cannella e sarà stato l'aroma che ha profumato tutta la stanza o i colori dei miei fili impilati in una rientranza della parete che ci siamo trovate a chiacchierare come due vecchie amiche e così mi ha raccontato pezzetti della sua vita mentre io cercavo di ricavarne storie da intrecciare nello scialle. Già perché la parte più facile è mettere insieme il filo e i ferri per la confezione, l'uncinetto e l'ago per le rifiniture, lo schema per i motivi, poi sono l'umanità, la creatività e l'immaginazione che fanno il resto, solo così verrà fuori qualcosa che porterà con sé un pezzo di anima e questa è la parte più bella del processo di creazione.

    Ciao mamma, che stai a fare alla penombra? Ma ci vedi?

    La famiglia è rientrata.

Riprendo la mia giornata con altri racconti da ascoltare.


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    Questa mattina mi sono alzata all'alba, se così può chiamarsi il cielo delle 5 in autunno. In effetti è ancora buio..............
 

mercoledì 28 settembre 2022

La storia di un filo - Premessa


(foto presa dal web)

L'inizio di un viaggio

Se siete fortunate avrete ereditato da una nonna o magari una bisnonna una coperta di lana. E su quella coperta è intrecciata la storia di famiglia.
Avete dunque la possibilità di lasciarvi abbracciare dal suo tepore e immergervi nel trascorrere del tempo con la certezza che continuerà a passare ad altre generazioni così come è arrivata a voi. Da donna a donna.

Mia nonna materna non era ricca, per lo meno come lo intendiamo noi e la sua coperta non è di broccato o di seta o qualunque altro tessuto prezioso, tuttavia essenziale, come la definiremmo oggi. E' lavorata ai ferri con fili di lana colorati e i motivi ritratti ricordano il cielo d'inverno, le campagne ricche di frutti, gli animali che scorrazzavano nell'aia. L'ho messa in bella vista nel mio angolo di lavoro così da trarne ispirazione e trovare un collegamento perché la tradizione non è solamente ciò che ci è stato tramandato, non è un'immobile creazione del passato; è anche quello che noi creiamo oggi per trasmetterlo, a nostra volta, alle generazioni future che poi parleranno di noi.

Accarezzando la coperta vediamo come i fili stabiliscono un collegamento a volte voluto, altre del tutto casuale e mentre indugiamo sulle cuciture così precise, sui bordi usurati dal tempo, i colori a tratti sbiaditi, la mente apre il cassetto dei ricordi, quelli che abbiamo vissuto o quelli che ci hanno raccontato e che noi conserviamo come una preziosa eredità.

Immaginiamo la nonna seduta davanti la stufa con il suo cesto pieno di gomitoli e i ferri che scorrono veloci e sicuri tra le sue mani e il cuore pieno di amore e di certezze.

Sappiamo che la realtà era ben diversa, fatta di alzate all'alba per andare a fare la legna per l'inverno e poi gli animali da accudire, l'orto da zappare, il pranzo da mettere in tavola e i figli, le faccende domestiche. L'immagine idilliaca ci scalda e ci rassicura ma i tempi erano duri. Abbiamo ricordi addolciti dal passato che ci appare come un tempo in cui tutto scorreva lento e la quotidianità sembrava più semplice, questo perché la storia fa sbiadire la realtà come una coperta scolorita dai troppi lavaggi. In realtà non abbiamo l'esperienza di case troppo umide, piene di gelide correnti d'aria. Il nostro corpo non deve affrontare le dure giornate di lavoro ai campi, i lavaggi del bucato al fiume con l'acqua ghiacciata; le nostre spalle non si aprono dal dolore dopo ore di rammendi fatti a lume di candela. Non abbiamo idea di quali fossero i loro pensieri, le loro preoccupazioni, le loro emicranie o i loro sogni, progetti, aspirazioni. Siamo troppo lontane da loro; un'ora della loro giornata stroncherebbe la più robusta di noi.

A loro mancavano tutte le possibilità di scelta che abbiamo noi e che spesso ci lasciano una scia di insoddisfazione, tuttavia avevano la certezza di occupare il posto giusto, la consapevolezza della loro identità, la fiducia nell'importanza di ciò che facevano. Avevano il loro mondo, le loro piccole comunità.

La vecchia coperta che sto accarezzando mi fa capire che anche dalla fatica, dal lavoro duro e dei quasi nulli riconoscimenti dei loro meriti, può venir fuori un lavoro non solo bello, ma utile, attuale e intriso di racconti, in fondo è un atto di amore, una celebrazione della vita.

Io sono figlia di questa tradizione. Come potrei farne a meno?


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Capitolo 1

Sono rientrata tardi a casa oggi.

E' stata una giornata frenetica con un appuntamento ostico........
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............per il seguito bisogna che aspettiate la settimana prossima 😊

lunedì 7 giugno 2021

CREA - RESPIRA - MANGIA





 

"Lentezza, vivere lento, slow living" quante volte ci siamo riempiti la bocca di queste parole per poi lasciarle evaporare come la nebbiolina estiva dopo la pioggia! 

In questi ultimi decenni la parola "lentezza" è stata associata a qualcosa di negativo. Tutto deve essere veloce: le produzioni, i pasti, le relazioni; una sorta di usa e getta a favore del consumismo più sfrenato.

"Bello questo ma chi ha tempo? Si camminare, ma non ho tempo! Giocare con i bambini, ma stanno al centro estivo non basta? Un caffè con un'amica, ma ci siamo appena messaggiate? Pensare al mio benessere, e chi ha tempo da perdere?" Quante volte ci raccontiamo queste storie? 

Vivere costantemente di fretta significa non dedicare tempo a noi stessi e non investire nelle cose che veramente contano nella nostra vita e questo non fa bene a noi e al pianeta in cui viviamo.

Come facciamo dunque ad uscire da questo vortice? Riprendendoci il tempo, un passo per volta, piccole azioni quotidiane che diventeranno abitudini. Cominciamo con prenderci cura di noi: riprendiamo a leggere, passeggiamo nel parco, respiriamo profondamente, nutriamoci con consapevolezza e lasciamo che la creatività riprenda il suo spazio nei nostri pensieri e tutto il resto verrà da sé.


Riflettendo di questi argomenti con due mie amiche è nato il progetto: "Crea - Respira - Mangia", quattro pomeriggi estivi tra i mandorli e gli ulivi di Villa Orsatti (nei pressi di Ofena - L'Aquila) per riscoprire con gioia il piacere della condivisione e dello stare insieme.
Siamo tre donne con competenze e personalità diverse e ci siamo ritrovate a condividere gli stessi valori e lo stesso entusiasmo nel perseguire un obiettivo comune: il benessere delle persone e del pianeta che abitano.


CREA con Antonella - "Per creare basta capire come porsi in ascolto di se stessi, non c'è bisogno di molto di più."  La creatività sta nel tradurre la nostra voce, la nostra essenza in espressioni tangibili.

RESPIRA  con Simonetta - "Lo yoga può diventare una pratica preziosa per la nostra vita".

MANGIA con Catherine - Il cibo è condivisione e socialità ma anche prevenzione e attenzione per la nostra salute".

Il percorso è sviluppato, per ora,  in 4 date, ognuna tratterà un argomento diverso; è possibile anche  partecipare ad un solo incontro

Ecco le date:
- 26 Giugno: DI LANA E DI FIORI
Crea - Tintura di lana grezza con i fiori
Respira - Il respiro consapevole
Mangia - Le verdure a foglia verde
- 10 Luglio: TRA GOMITOLI E SOGNI
Crea - Fare la maglia ispirati dal luogo e dal momento
Respira - Oltre la forma
Mangia: Mangiare colorato
24 Luglio: LE ERBE SUL LINO
Crea - Hammerprinting con erbe e foglie raccolte insieme
Respira - Ritrovare il centro
Mangia - Le erbe aromatiche
7 Agosto: SAPONE IN FELTRO
Crea - Lavorazione saponette artigianali nel feltro
Respira - Introduzione alla meditazione
Mangia - L'estate in tavola e la stagionalità

Quota di partecipazione:
- 4 pomeriggi € 220,00
- incontri singoli € 65,00
e comprende tutti i materiali occorrenti per le attività sia creative che di yoga, la degustazione, il manufatto realizzato, la dispensa esplicativa e una ricetta della degustazione in formato ecologico (PDF via mail), assicurazione, ricevuta fiscale. Il pagamento può essere effettuato il giorno dell'evento. L'intero pacchetto si salda al primo incontro. Gli incontri saltati per motivi che non riguardano l'organizzazione non vengono recuperati.
Numero partecipanti: minimo 8 - Max 15
NECESSARIA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL GIOVEDI' CHE PRECEDE L'INCONTRO
Per prenotare +39 388 25 60 444 Catherine
Si consiglia di indossare abiti comodi e portare con sé una copertina.
L'evento si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid





“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”. (Antoine de Saint-Exupéry)










mercoledì 10 febbraio 2021

Tessuti Fili Emozioni - Ricomincio da me






Chi mi segue da tempo sa quanti contenuti ho condiviso nel corso degli anni. Ho continuamente creato, ho sbagliato e incominciato tutto da capo, sono caduta e mi sono anche rialzata, sono cresciuta, ho acquisito consapevolezza, ho studiato e sperimentato e mai mi sono arresa, perché il mio lavoro è anche il mio sogno nel cassetto, la mia missione.

I valori sui quali ho creato I Campi di mais sono quelli di uno stile di vita, capace di vivere il presente in modo consapevole e sostenibile per le persone e per l'ambiente. 

Sostenibilità, parola così inflazionata in questo periodo, ognuno le da un diverso significato. Per me è la capacità dell'essere umano di progredire rispettando i cicli della natura con un occhio di riguardo per le generazioni future.

Non sono perfetta, per fortuna, ma lavoro e vivo ogni mia giornata perseguendo il più possibile questo obiettivo, è per questo che nella realizzazione delle mie creazioni utilizzo ritagli di stoffa di vecchi tessuti, bordure, pezzetti di merletti recuperati qua e là. Ridisegno abiti dismessi donandogli una nuova vita, recupero e rigenero fili di lana, seta, lino, canapa..... Mi piace pensare che i miei manufatti siano durevoli e senza tempo, che fossero usati e usati e ogni volta diventino sempre più belli fino a identificarsi con chi li utilizza.

Le mie creazioni racchiudono i miei pensieri, i paesaggi che mi circondano, le persone che incontro, i libri che leggo, i sorrisi e le lacrime, la musica, il vento, la pioggia, il calore del sole, l'odore del fieno.... e quando tutte queste emozioni verranno percepite dalle persone che le acquisteranno allora la mia missione sarà compiuta.

                          (Questa foto me l'ha regalata un'amica il disegno è fatto per me da bambino di prima elementare e la trovo bellissima)

"La sfida dei creativi è sospettare di ogni discorso, opinione, affermazione, come l'unica possibile. C'è sempre un'alternativa. C'è sempre un'altra possibilità". (Papa Francesco)




martedì 22 settembre 2020

la mia estate ventiventi




Dovessi scegliere un'immagine per definire questa strana stagione, inizierei da questa! Le videochiamate zoom con la famiglia.
A riguardarla ora sembra essere passato chissà quanto tempo, e invece... Invece la vita va avanti. Con nuove routine e diversi comportamenti, come dice il navigatore quando si sbaglia strada, "Ricalcolo". Ho tracciato nuove strade adeguandole alla mia diversa quotidianità e guardandomi indietro, oggi, primo giorno d'autunno, mi rendo conto di aver fatto tante cose e incontrato talmente tanti personaggi da poter avere il terreno compatto al punto giusto per riallineare tutti i miei obiettivi.


Ho studiato tanto, ho fatto ricerche, ho imparato cose che non immaginavo, ho registrato anche alcuni podcast in cui parlavo del mio mondo di fili e attrezzi del mestiere... come questo per esempio:


Finita la chiusura, all'inizio dell'estate ho fatto anche svariati workshop a bambini e adulti

















E poi I Viaggi di Penelope. Cammini, laboratori, sorrisi, emozioni condivise, Luna





... e Le Arti di Maja a Roccacaramanico, come dimenticare!




... e tanto tantissimo altro ancora. Nei prossimi giorni ne farò un video e rimetterò insieme tutti i pezzetti del puzzle, anche i più piccoli, per non dimenticare questa strana e inaspettata estate ventiventi.


"Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza". (Antonio De Curtis)

Io sono felice.




 

mercoledì 24 giugno 2020

L'Acqua di San Giovanni #tredicierbe





Sognare in una notte di luna o in una notte senza luna.
In una notte di stelle che segnano percorsi nuovi ma mai così familiari.
Sognare un sogno in una notte, in un'estate che inizia, in una notte di erbe, di fuoco e acqua, di tradizioni e riti magici immutati da sempre.
Sognare un sogno in una notte di mezza estate.

Solstizio d'estate, quando il sole sposa la luna, la porta degli uomini si apre, gli animali parlano e la rugiada purifica erbe, fiori e piante al suo passaggio. La notte di "mezza estate", la notte di "San Giovanni".

Anche noi delle "tredicierbe" abbiamo voluto raccontare il nostro solstizio e così Laura ci ha accompagnato a cogliere le noci per fare un delizioso nocino, Claudia ha illuminato le strade dei nostri sogni con le fiammelle dei fuochi e io.... beh! io ho voluto raccontare in video come si fa l'acqua di San Giovanni



"Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione
di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
E, parola di Puck, spirito onesto,
se per fortuna a noi càpiti questo,
che possiamo sfuggir, indegnamente,
alla lingua forcuta del serpente,91
ammenda vi farem senza ritardo,
o tacciatemi pure da bugiardo.
A tutti buonanotte dico intanto,
finito è lo spettacolo e l’incanto.
Signori, addio, batteteci le mani,
e Robin v’assicura che domani
migliorerà della sua parte il canto."

(W: Shakespeare)






martedì 14 aprile 2020

...e mi mancate





Dal 21 febbraio scorso il mio laboratorio non si trova più sotto la torre dell'orologio! Sono scesa un po' di passi più giù ed ora fa bella mostra di sé nei locali dell'ex ufficio postale di Fontecchio in Piazza del Popolo.
E' uno spazio molto bello, intriso di storia e pezzi di vita del paese. Appartiene alla famiglia Civierio, me lo hanno messo a disposizione con la promessa di farlo tornare a vivere e ad essere di nuovo un punto di incontro tra persone, una sorta di fucina di idee per continuare a scrivere storie di un territorio che ha ancora molto da raccontare! 
  

Ah! e Julian Civierio per l'occasione mi ha anche regalato un video bellssimo che potete vedere qui 



Sul più bello dell'avventura de I Viaggi di Penelope, ci è piombata addosso niente di meno che una pandemia e così dall'8 marzo, come molte altre attività, sono stata costretta a tenere chiuso anche il mio laboratorio. Questo, comunque, non vuol dire che sono stata ferma. Per quanto possibile ho continuato a lavorare a casa, anzi ho approfittato di questo stato di fermo per apportare alcune modifiche ad dei progetti in corso e a crearne di nuovi come ad esempio questa tecnica di eco print su stoffa... che vi farò vedere nei prossimi post ;)


Poi dopo un mese di fermo, il 1° di aprile ho deciso di mettermi in gioco diversamente e ho iniziato con la mia prima diretta facebook... non vi dico l'emozione però ho rotto il ghiaccio e alcuni giorni dopo ci ho riprovato, ho parlato di scialli... però... però non è la stessa cosa!!!



... Mi mancate, mi mancano le chiacchiere, mi mancano i caffè sorseggiati insieme, mi mancano i sorrisi


...mi mancano i bambini che venivano al mio laboratorio e dopo aver gironzolato un po mi chiedevano "...ma che possiamo fare?", mi mancano le loro manine che intrecciano fili insieme a tutti i loro sogni e racconti estivi....



"Passerà anche questa stazione senza far male, passerà questa pioggia sottile come passa il dolore."

Così De André recita in una canzone, passerà come passa il dolore

"Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
Ma se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole"









martedì 1 ottobre 2019

"La cosa migliore che possiamo fare è ballare"









Non so se tutti hanno capito, Ottobre la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza… | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse… (Francesco Guccini)




Ottobre, ottavo mese dell'anno del calendario Romano, decimo del Gregoriano, mese di transizione, che con un'esplosione di colori, aromi e sapori, per noi che viviamo nell'emisfero boreale,  ci trasporta verso l'inverno. Per alcuni è il mese di un nuovo inizio, per altri quello di riflessione, per me quello della creatività assoluta e sorvoliamo il cambio di stagione 😁.


Tante saranno le novità questa stagione, intanto sto lavorando per la nuova collezione scialli, cappe, sciarpe che saranno avvolgenti, impalpabili e calde, perfette per ogni occasione (per chi avrà modo di acquistarlo nel mensile Le Idee di Susanna di ottobre troverete due mie creazioni a riguardo). Sarà un tripudio di colori che faranno pendant con il paesaggio che circonda il bellissimo territorio che ho intorno e in cui vivo e poi i filati saranno una vera ratatouille di fibre dalla lana al cashmere, dalla seta alla canapa al lino senza barriere, senza limiti alla fantasia.



Il 12 e 13 ottobre, in collaborazione con l'Associazione La bottega delle Api Operose, nell'ambito del programma condiviso Il Parco In Fiore del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga,  sperimenteremo la tintura naturale in uno scenario di tutto rispetto come il centro Botanico del Parco nell'ex Convento San Colombo. Sarà un fine settimana dedicato alla raccolta dei fiori e delle erbe, alla tintura dei filati e alla condivisione di esperienze; inoltre visto il periodo della raccolta dello zafferano, ci sarà anche una bella sorpresa a ravvivare il tutto. Qui il programma completo con i costi e le modalità di partecipazione.


Il 19 ottobre è la volta del "sapone della nonna". Un corso della durata di due ore per imparare, con il metodo a freddo, la tecnica del fare il sapone in casa con l'olio d'oliva. Un modo creativo per iniziare a pensare ai regali per le imminenti festività invernali.


E siamo arrivati al 30 ottobre quando partirà il secondo cammino de "I viaggi di Penelope":  
Cinque giorni di cammino attraverso l'Abruzzo montano, percorrendo le antiche strade della lana, per conoscere la quotidianità delle persone che abitano e vivono questo territorio a volte selvaggio che tuttavia riserva inaspettati colpi di scena, per giocare con i ferri, intrecciare fili e combinare i colori della natura, per ammirare l'autunno in tutto il suo splendore, i suoi odori e i suoi sapori, per vivere il presente, fare il pieno di energia e rimodulare obiettivi. Se ancora non conoscete questo progetto, qui troverete foto-racconti delle nostre attività.  


E non sarà soltanto questo, ci saranno ancora pattern anche gratuiti, pubblicati sulla mia pagina Ravelry, nuovi corsi in programma, gli articoli settimanali nella mia rubrica Le vie della Lana sul quotidiano d'Abruzzo Il Centro e tanto tanto altro ancora. Seguite anche la pagina fb per rimanere sempre aggiornati.


Buon mese di ottobre a tutti 

















lunedì 27 maggio 2019

Le mie storie di fili




In quanti modi si possono scrivere le storie? Con la penna certo, con la tastiera di un computer, con il pennello dipingendole, io le mie le scrivo con i fili. Fili di lana, di cotone, di lino, fili interminabili che si intrecciano tra i miei ferri e uncinetti o tessono trame nei miei telai e sembrano non finire mai. Fili che tengono un discorso, che raccontano la strada che hanno percorso, le persone che hanno incontrato; fili che avvolgono e proteggono. 



Da quando sono nata non ricordo un momento della mia vita in cui non fossi circondata da fili, stoffe, aghi, ferri, uncinetti, libri, disegni, schemi. Il cesto dei lavori di mia mamma nell’angolo della sala traboccava sempre di ogni tesoro, mai lo ricordo vuoto, sarà per questo che per me è stato naturale sperimentare, creare, intrecciare. Lo facevo per rilassarmi, intrecciare fili era come inventare sempre nuove storie. 

Foto presa dal web

I fili mi hanno sempre affascinato per la diversità di forme che possono prendere dipendentemente dagli attrezzi che si usano, per i colori che possono farti felice o triste secondo le gradazioni che si usano, per la sensazione di serenità che ti sanno dare quando ci intrecci un progetto. 



Dopo anni di sola passione, ho cambiato prospettiva ai miei obiettivi e ho fatto dei fili la mia vita, ho aperto un laboratorio artigianale e l'ho chiamato "I campi di mais" perché è un sogno realizzato. 



Non è stata una scelta facile, essere artigiana artistica in una società che ha fatto del consumismo la propria ragione di vita è una vera corsa ad ostacoli tuttavia mi sta bene addosso e non riuscirei a fare altro. 



L'artigiano artistico è la persona che custodisce le radici di un popolo, le cura, le contamina con altre forme di culture, contribuisce alla loro crescita per consegnarle alle generazioni future ancora più ricche e continua a raccontarle perché è curioso, creativo, alternativo; riesce a guardare oltre e dare un'anima ad ogni cosa. Questo mi spinge a non arrendermi, a trovare sempre nuove strade, a pormi nuovi obiettivi. 



Gustav Mahler diceva: "Tradizione non vuol dire culto delle ceneri, ma custodia del fuoco". E io sono fiera di tenere vivo questo fuoco perché per progredire bisogna avere delle radici ben salde e conoscerle bene affinché si possano accogliere altre culture.

(Questo articolo è stato pubblicato nella rubrica settimanale "Le vie della Lana" del quotidiano d'Abruzzo Il Centro il 26 maggio 2019)


E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...