mercoledì 19 ottobre 2022

La storia di un filo - capitolo 2





(foto presa dal web)




Questa mattina mi sono alzata all'alba, se così può chiamarsi il cielo alle 5 in autunno. In effetti è ancora buio, la costellazione di Orione è ancora ben visibile, solo al di là della montagna che delimita il panorama dalla mia finestra, si comincia a vedere un timido biancore.

Oggi promette bene, staremo a vedere.

Metto su la moca. Il primo caffè della giornata è sacro per me e con sacralità lo preparo e poi quando inizia a borbottare è musica per le mie orecchie e nel silenzio della casa ancora addormentata, il suono si espande fino ad abbracciare l'aroma.

Mentre sorseggio il mio caffè accoccolata sul divano, metto in ordine un po' di idee. I filati per lo scialle li ho recuperati: uno è di cashmere sottilissimo di un beige appena accennato, l'altro è di seta color naturale ed è proprio la seta che stuzzica la mia fantasia. E' bella lucida e scivolosa, tuttavia vorrei conferirle un ché di particolare tipo tingerla con i fiori dello zafferano, una tintura leggerissima, quel tanto che basta per far risaltare il  cashmere e magari darle un ultimo bagno di galle, non so, farò le prove e intanto disegnerò i campioni dei punti.

Così, di prima mattina, mentre ero ancora immersa nel mio mondo di filati e colori, il suono di una notifica al cellulare mi fa trasalire. E' Luisa che, con un vocale, mi dice di vederci in centro per le 11. Così, secco! Come fa ad essere così agitata a quest'ora. Inutile cercare una scusa, rivedrò i miei programmi, dopotutto un po' di vita sociale in città non può che farmi bene.

Eccoci, due donne sconosciute fino a due giorni prima, sedute al tavolinetto di un bar in centro a sorseggiare caffè al torrone e parlare di filati, modelli, a sfogliare riviste di moda e, infine ecco la domanda: "Visto che, a quanto pare, ci capiamo a volo, perché non fai un abito anche a me per l'occasione?". Mi piacerebbe di tessuto di cashmere con inserti in maglia, di un colore non troppo appariscente, che non distolga l'attenzione alla sposa, tuttavia originale.

E Luisa parla, parla, e gesticola per sottolineare ciò che sta dicendo e io fatico a starle dietro: è il senso di terrore che mi assale per un impegno così importante. E' ovvio che la domanda non richiede una risposta, quindi ho chiuso gli occhi e mi sono buttata. Ho detto " Ok va bene" senza neanche accorgermene..

E' così tutte le volte che faccio una cosa nuova: chiudo gli occhi.

Forse capita a tutti non so. Io chiudo gli occhi quando bacio, chiudo gli occhi quando salto da un muretto, chiudo gli occhi quando do una risposta importante. Per quanto possa programmare, misurare, scegliere, le cose importanti nella mia vita le ho fatte alla cieca.


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L'ansia di interagire con Luisa così esuberante, capricciosa, iperattiva, è superata dal piacere di lavorare a dei modelli interamente creati da me.............................






mercoledì 5 ottobre 2022

La storia di un filo - capitolo 1








    Sono rientrata tardi a casa oggi.
E' stata una giornata frenetica con un appuntamento ostico, roba di tasse e di leggi e come se non bastasse è piovuto tutto il tempo. Quella pioggia continua e noiosa, gocce gelide del primo freddo autunnale e tutto quello che riuscivo a pensare era una doccia calda e rilassante. Il tepore dell'acqua che mi scivola addosso ha sempre avuto il potere di sciogliere ogni mio blocco e darmi la possibilità di lasciare andare tutti i pensieri negativi che il mio cervello costruisce con cotanta maestria.
    La casa è silenziosa, il resto della mia famiglia rientra tardi e io posso godermi la mia venticinquesima ora di puro relax.
    Nel mio angolo di lavoro inizio a mescolare il cesto delle matasse e dei gomitoli alla ricerca di una nuova idea, ho avuto una commissione per un giorno speciale e voglio trovare qualcosa di veramente unico.

    "Mia figlia si sposa, in inverno, che follia, e io vorrei regalarle uno scialle che possa avvolgerla come un caldo abbraccio, ma non so lavorare con i fili e anche volendo non ho il tempo e neanche la pazienza. Può aiutarmi lei?"

    E' così che Luisa è entrata nel mio laboratorio l'altro giorno, con aria trafelata, un pacco di riviste di maglia in una mano e campioni di filato nell'altra. Nel mentre riprendeva fiato io ho preparato un bel caffè con aggiunta di cannella e sarà stato l'aroma che ha profumato tutta la stanza o i colori dei miei fili impilati in una rientranza della parete che ci siamo trovate a chiacchierare come due vecchie amiche e così mi ha raccontato pezzetti della sua vita mentre io cercavo di ricavarne storie da intrecciare nello scialle. Già perché la parte più facile è mettere insieme il filo e i ferri per la confezione, l'uncinetto e l'ago per le rifiniture, lo schema per i motivi, poi sono l'umanità, la creatività e l'immaginazione che fanno il resto, solo così verrà fuori qualcosa che porterà con sé un pezzo di anima e questa è la parte più bella del processo di creazione.

    Ciao mamma, che stai a fare alla penombra? Ma ci vedi?

    La famiglia è rientrata.

Riprendo la mia giornata con altri racconti da ascoltare.


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    Questa mattina mi sono alzata all'alba, se così può chiamarsi il cielo delle 5 in autunno. In effetti è ancora buio..............
 

E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...