mercoledì 19 febbraio 2014

Praga in primavera





...Praga, una città bellissima!!! E' stato il nostro fine settimana di Pasqua del 2013: vacanza indimenticabile...mi è tornata in mente l'altro giorno quando, dopo settimane di grigiore, è spuntato un sole luminosissimo che ha scaldato per un po' anche i miei pensieri. Ero troppo felice per stare lì a guardare solamente...così ho cercato di fermare quell'istante così prezioso...


(tazza danzante acquistata in un delizioso negozietto al ponte San Carlo)


...sarà che questo è il mio periodo bianco...ma non le trovate deliziose queste sfumature???


...girando, girando ho assemblato materiali e attrezzi e ho iniziato a intrecciare


...sono fatta così: quando inizio ad armeggiare con i miei attrezzi non so mai dove mi porta il filo.....


e intreccio......


.....dopo intreccio......


.......dopo intreccio......


...questo è il risultato finale!


Ecco i miei raggi di sole imprigionati in un pizzo di lana avvolti dalle ultime nevi di fine inverno!!!!



Senza neanche accorgermene ci ho messo dentro tutte le emozioni che una città come Praga riesce a darti in primavera!!!


lunedì 3 febbraio 2014

Dal filo d'erba al filo di lana

                         



C’è stato un tempo in cui in ogni paese delle nostre montagne  possedeva da quaranta a cinquantamila pecore. In quel periodo la ricchezza delle persone si misurava in pecore, non in soldi: più pecore aveva una famiglia, più era considerata ricca.
Tutte queste pecore in estate popolavano le nostre montagne e la gente del paese faceva a turni per andarle a pascolare, ma quando i pascoli erano lontani  i pastori costruivano dei rifugi per poterci dormire dando vita a veri e propri  agglomerati che, dalle nostre parti, si chiamano “pagliare”. In inverno, quando la neve copriva tutto, le pecore venivano portate in posti caldi. Alla fine di settembre si riunivano le greggi e, tutti insieme, si iniziava a camminare verso il mare dove faceva più caldo e l’erba non era ricoperta dalla neve. Si utilizzavano strade erbose chiamate tratturi; dalla provincia de L’Aquila, attraversavano quella di Chieti e Campobasso e tutti portavano a Foggia. In Abruzzo quattro sono i principali tratturi: L’Aquila-Foggia lungo Km 243, Celano-Foggia, lungo Km 207; Pescasseroli-Candela, lungo Km 211; Castel di Sangro-Lucera, lungo Km 127.
Si tornava in primavera, quando le giornate erano più lunghe e calde e la neve iniziava a sciogliersi.
   


Della pecora si utilizza soprattutto il latte e la lana.
La lana per anni è stata il vero sostentamento delle famiglie perché, tanto tempo fa, si faceva tutto in casa: dalle coperte alle tovaglie, dai vestiti all'intimo, e tutto partiva da un filo di lana…
                                 


Ma prima di arrivare a questo filo bisognava prima tosare la pecora e, per fare questo, una volta si utilizzavano delle forbici apposite
                                                        
 
Ora si utilizzano speciali rasoi, molto simili a quelli utilizzati dai parrucchieri J
                                              

Una volta tosate le pecore, la lana raccolta veniva lavata e poi cardata per renderla soffice e per prepararla alla filatura.
Per cardare la lana si utilizza un attrezzo  chiamato “carda”
                            


…erano due tavolette con dei chiodini all’interno che strofinate tra loro allungavano le fibre della lana . Al termine dell’operazione la lana era pronta per diventare filo. Per fare questo veniva utilizzato il “fuso”, sì, proprio quello della vecchina della favola “La bella addormentata nel bosco”… J
                   


                                                     Fuso a ruota        


                                                    fuso a mano
Una volta che si aveva il filo, una parte veniva trasformato con i ferri o l’uncinetto per diventare maglie, giacche, mantelle, un’altra parte si tesseva per diventare coperte, tappeti ecc…


               
                                                               Telaio     



                                                            ferri e uncinetti

Per fare tutto questo lavoro ci si metteva tutto l’inverno e lo facevano le donne riunite tutte insieme in un unico locale che spesso era una stalla, mentre i loro uomini erano in Puglia con le pecore……



Ora la maggior parte di questo lavoro lo fanno le macchine, le pecore sono un po’ di meno rispetto al secolo scorso, però la pastorizia va avanti e questo è importante perché è un pezzo della nostra storia, quella che ci tiene al sicuro le radici e che ci ricorda da dove veniamo perché, ovunque la nostra vita ci porti, è necessario che non dimentichiamo da dove veniamo per non rendere inutili i sacrifici che hanno fatto i nostri bisnonni per lasciarci  questo territorio così bello e grande.

         

domenica 2 febbraio 2014

"Va a vedé se stengo 'n piazza"






...Succede che due giorni fa una ragazza aquilana decide di fare un gruppo su facebook e decide di chiamarlo "Sei aquilano se..."
...Succede che in due giorni questo gruppo ha avuto quasi 9.000 (dicasi: novemila!!!!!) adesioni....
Ora qualcuno penserà che magari queste novemila persone sono tutti quelli che stanno all'estero e hanno avuto un improvviso attacco di nostalgia....
NIENTE DI PIU' SBAGLIATO
Quindi vi starete chiedendo: "ma di che parlano novemila persone in un banale gruppo virtuale, che avranno da raccontarsi???"
La nostra vita, ecco quello che ci raccontiamo, la nostra vita!
All'improvviso ci siamo accorti che siamo migranti nella nostra città invisibile...gente invisibile che gira da un capo all'altro della città invisibile per non lasciarla sola, perché in ogni angolo, in ogni sampietrino, in ogni muro c'è scritta la nostra storia...e quella non è invisibile eccome non lo è.
In un attimo la pagina si è riempita di commenti, scritti in dialetto, che ci ricordano L'Aquila con i suoi profumi, i suoi rumori, i suoi personaggi....e lo fanno in modo spensierato e allegro. 
E' come se, magicamente, ci ritroviamo tutti insieme sotto i portici (portici virtuali) a riassumere la nostra giornata mentre ci facciamo l'ultima vasca prima di rientrare a casa...e lo facciamo così, tutti insieme, perché i portici non discriminano nessuno...ci si passeggia a qualunque età perché i portici sono di tutti!!!
Anche se de L'Aquila non siete andate a dare una sbirciata alla pagina ( https://www.facebook.com/groups/608632392543981/ ) per vedere quanto è bella la mia città e se non mi trovate sotto i portici, beh!  allora "jete a vedé se stengo 'n piazza!!!"

Cosine da artigiani

Porta le tue cosine, magari le vendi! Con queste sette parole usano invitare gli artigiani ad eventi, manifestazioni, mercatini...