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lunedì 10 gennaio 2022

Corsi & Co.



 

Chi mi segue in questa rubrica ormai ha un quadro abbastanza completo del tipo di lavoro che svolgo, come lo svolgo e quanto mi piaccia farlo. “Lavortimento” è un termine che ho coniato parlando con un’amica, ma questo non deve ingannare perché dentro questa parola c’è tanto studio e tanta ricerca e non ultima molta esperienza che si fa sul campo, risultato di infinite prove, molte fallite, alcune riuscite e ogni volta si rincomincia perché si ha sempre davanti una situazione diversa e persone diverse. Oggi voglio parlarvi dei laboratori o workshop se volete, per adulti e bambini. Bruno Munari, artista e designer italiano, interessato a quelli che sono i temi di sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia, parlava di laboratorio come “luogo della migliore educazione, la creatività come ricerca sincera di varianti”.


Forse non tutti sanno che prima di proporre un workshop faccio una lunga ricerca sul tema che voglio proporre. E’ una vera e propria fase di studio e di progettazione che può durare molto tempo. Lo sperimento in prima persona perché è necessario che vengano provati i materiali giusti, vengano scelti i gesti e le azioni corrette, le variabili possibili perché è necessario capire in quali direzioni potrebbe andare. Quest’ultima fase è forse la più importante perché determina la buona riuscita di un laboratorio.



All’inizio di ogni attività racconto sempre un po’ della mia storia, e la storia dei materiali che verranno utilizzati per entrare insieme in un mondo diverso da quello vissuto abitualmente, più rallentato e emozionale, una volta varcata la soglia dell’universo creativo dico ai partecipanti come fare, mai cosa fare per rispettare l’individualità e la fantasia di ognuno.



Oggi è importante imparare a scegliere tra la miriade di cose che offre il mercato, per i bambini certamente, ma anche per gli adulti. Il risultato di queste attività banalmente vengono chiamati “lavoretti”, uguagliando ogni proposta. E’ un termine doloroso che non racconta di quella preparazione che ci vuole per progettare un buon laboratorio, né dell’esperienza che è necessaria per condurlo; è un termine che soprattutto non rende giustizia alla serietà che ci mette il bambino o l’adulto quando si appresta a fare una cosa sua, unica quindi, perché sono proprio queste attività che danno luogo alla creatività, alla libertà, alla sperimentazione, alla scoperta, all’apprendimento e alla capacità di osservazione. E’ anche per questo motivo che nei miei corsi non mostro prototipi perché potrebbero condizionare. Io mi limito a dare gli strumenti necessari per poter lavorare, il resto è personale. Partire dall’esperienza, passare per il simbolo e arrivare al concetto, questo è il percorso che mi piace seguire; avvicinare le persone all’arte attraverso il “fare”, l’osservazione della natura, la sperimentazione dei materiali, strumenti e tecniche e farlo insieme, per capire.



“Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole, colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose… La semplificazione è il segno dell’intelligenza”, questo succede in un laboratorio si scompongono le complicazioni e, alla fine se ne esce fuori rinforzati. 



mercoledì 10 febbraio 2021

Tessuti Fili Emozioni - Ricomincio da me






Chi mi segue da tempo sa quanti contenuti ho condiviso nel corso degli anni. Ho continuamente creato, ho sbagliato e incominciato tutto da capo, sono caduta e mi sono anche rialzata, sono cresciuta, ho acquisito consapevolezza, ho studiato e sperimentato e mai mi sono arresa, perché il mio lavoro è anche il mio sogno nel cassetto, la mia missione.

I valori sui quali ho creato I Campi di mais sono quelli di uno stile di vita, capace di vivere il presente in modo consapevole e sostenibile per le persone e per l'ambiente. 

Sostenibilità, parola così inflazionata in questo periodo, ognuno le da un diverso significato. Per me è la capacità dell'essere umano di progredire rispettando i cicli della natura con un occhio di riguardo per le generazioni future.

Non sono perfetta, per fortuna, ma lavoro e vivo ogni mia giornata perseguendo il più possibile questo obiettivo, è per questo che nella realizzazione delle mie creazioni utilizzo ritagli di stoffa di vecchi tessuti, bordure, pezzetti di merletti recuperati qua e là. Ridisegno abiti dismessi donandogli una nuova vita, recupero e rigenero fili di lana, seta, lino, canapa..... Mi piace pensare che i miei manufatti siano durevoli e senza tempo, che fossero usati e usati e ogni volta diventino sempre più belli fino a identificarsi con chi li utilizza.

Le mie creazioni racchiudono i miei pensieri, i paesaggi che mi circondano, le persone che incontro, i libri che leggo, i sorrisi e le lacrime, la musica, il vento, la pioggia, il calore del sole, l'odore del fieno.... e quando tutte queste emozioni verranno percepite dalle persone che le acquisteranno allora la mia missione sarà compiuta.

                          (Questa foto me l'ha regalata un'amica il disegno è fatto per me da bambino di prima elementare e la trovo bellissima)

"La sfida dei creativi è sospettare di ogni discorso, opinione, affermazione, come l'unica possibile. C'è sempre un'alternativa. C'è sempre un'altra possibilità". (Papa Francesco)




E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...