martedì 17 dicembre 2013

...and the winner is..............



...E' consuetudine da noi (in Italia) iniziare a pensare al periodo natalizio dal giorno che ricorda l'Immacolata Concezione (8 dicembre).
Improvvisamente tutte le case si illuminano di luci multicolori, le persone che incontri per strada sembrano quasi sorriderti e una strana aria di attesa avvolge tutti e tutto.....
A Ovindoli il nastro di partenza delle festività dicembrine è tagliato da "Cioccovindoli" che è sì un mercatino di Natale, ma è zampogne, giocolieri, vin brulé, e cioccolato....una marea di cioccolato in tutte le sue ghiotte e svariate forme!!!!
Nel mio laboratorio, in questa occasione, ho istituito un gioco a premi e,  coloro che hanno acquistato i miei prodotti per un valore minimo di € 15.00,  hanno ricevuto  un biglietto abbinato al numero della ricevuta di pagamento. I premi in palio sono stati tre: uno scaldacollo (ma anche cappello) 1° premio; un paio di scaldamani 2° premio e una pecorella di lana cotta 3° premio. 

Il primo premio è abbinato alla ricevuta n. 178
Il secondo premio è abbinato alla ricevuta n. 193
Il terzo premio è abbinato alla ricevuta n. 189

Il filmato dell'estrazione lo trovate qui:  " https://www.facebook.com/groups/334410299983799/ " è una pagina facebook che si chiama "I campi di mais" [guarda caso!!!!!! =) ]

Controllate e fatemi sapere così posso spedivi il premio.
Auguri a tutti :)










mercoledì 4 dicembre 2013

Il mio dicembre


I mesi passano, passano le stagioni ed eccoci qui di nuovo a dicembre......
Dicembre era l'ultimo mese dell'anno nell'antico calendario romano che si suddivideva in 10 mesi (da cui il nome); è il mese del solstizio d'inverno, quello che segna il passo, quello che ci traghetta in un nuovo anno...quello stanco e disilluso...è forse per questo che nell'immaginario collettivo è raffigurato  come un vecchio raggrinzito e bisbetico con irsuta barba grigia che imbacuccato arranca solitario lungo una strada lunga e buia????
Eppure è il mese più festaiolo e luminoso dell'anno; è il mese santo della nascita del Salvatore, degli alberi addobbati a festa, dei presepi, delle luminarie, della neve, dei caminetti accesi, dei cuori caldi.....come abbiamo potuto renderlo così arido!!!!!
E' successo che abbiamo smesso di  godere delle bellezze della natura, siamo diventati ciechi; siamo talmente intenti a correre da un posto ad un altro che non ci accorgiamo neanche del colore del cielo, ma ci limitiamo a vederlo in televisione o su un "up" imprigionato  nella grafica delle previsioni meteorologiche!!! 
Beh! io ve lo voglio mostrare questo dicembre, il mio dicembre e chissà che non assomigli un po' al vostro!!!

brinata mattutina


giù e su
su e giù

neve a cuore


tante pigne...tanta neve


bacche di rosa canina (tante bacche...tanta neve!!!)

sotto l'acqua fame, sotto la neve pane



meline :)


cielo a pecorelle.......


quando il sole la neve indora, neve, neve e neve ancora!

alba rosa




numero civico 12 di Via Umberto I a Ovindoli (AQ) - I campi di mais



giovedì 17 ottobre 2013

Ilodnivolandia, terra di Streghe e di Mazzamarelli







C'era una volta, in un paese su di un monte arrampicato, tra gli alberi di un bosco incantato, un popolo di spiritelli chiamati Mazzamarelli.


Girovagavano indisturbati per le vie del paese  perché erano invisibili all'occhio umano; la loro occupazione principale era fare dispetti a chiunque e dovunque.
Vivevano in un villaggio invisibile chiamato Ilodnivo, si espandeva per tutto il bosco che si trovava alla fine del paese e si rendeva visibile un solo giorno l'anno e soltanto per poche ore.


Il capo del villaggio si chiamava Ocram; viveva, dicono, in una casa ai piedi di un grande albero con sua moglie Aras e i loro due figli Onil e Aram.


 Il grande saggio, che abitava pochi metri più a sud, si chiamava Oinotnanod, ma non era un grande saggio come tutti si aspettavano che fosse, era un Mazzamarello fuori dalle righe a metà tra grande saggio grande saggio e pazzerello pazzerello. Oinotnanod era anche il maestro del villaggio e, all'occorrenza, si improvvisava medico, ma anche veterinario.
E poi c'era il maniscalco, il droghiere, il domatore di cavalli, l'oste, il fannullone...., insomma era un villaggio molto popolato.
Di tanto in tanto ricevevano i loro amici di villaggi vicini e allora per gli umani erano proprio problemi perché insieme ne combinavano di tutti i colori.
Il loro passatempo preferito era, naturalmente, spaventare gli umani; tutti gli umani: grandi, piccoli, vecchi, giovani, donne, uomini...è per questo che erano così temuti. 
Lo scherzo che facevano sempre era quello di battere con un bastone le mura delle abitazioni è per questo che gli umani hanno incominciato a chiamarli Mazzamarelli (Mazza=bastone, Marelli=muri-pareti).
Un giorno Onil e Aram erano più annoiati del solito, le temperature si erano abbassate, il cielo era nuvoloso e il bosco si stava preparando all'inverno, però c'erano ancora alcune greggi al pascolo e gli parve una buona idea  infastidire il pastore: incominciarono col nascondergli la bisaccia con il pranzo, poi si misero a spaventare i cani pastore e sparpagliarono le pecore a destra e a manca. Il pastore disperato, pensando che il gregge fosse vittima di un maleficio, corse via e si chiuse a chiave dentro casa. Onil e Aram non si persero d'animo e si misero a bussare insistentemente alla porta, alle finestre, alle pareti, poi, all'improvviso, silenzio assoluto.....
Cos'era successo???

FINE PRIMA PARTE



lunedì 30 settembre 2013

Un filo è un filo - Impariamo a filare con Deborah Gray










...Questo è lo stereotipo della parola "magliaia"!!!!!
 Se sopra le nostre teste, ogni volta che parliamo, apparissero dei fumetti, è questa l'immagine che vedrei quando alla domanda "che lavoro fai?" rispondo "La magliaia!" e poi silenzio...alcuni glissano lì il discorso, altri azzardano un "Ah!!! che romantico mestiere...ma ci vivi????", altri ancora sentenziano "ma ancora esiste questo mestiere!"
Sono felice di affermare che sì, il mestiere di magliaia esiste ancora e non solo ci vivo, ma è la mia vita. Ho sempre giocato con i fili da bambina; mi è sempre piaciuto attorcigliarli, intrecciarli, mescolarli e ogni volta quello che usciva fuori non era mai uguale a un altro e mi divertiva dargli forme e significati diversi.
Ormai adulta non mi sono accontentata più della matassa, sono voluta tornare ancora più indietro e mi sono detta: "perché non organizzare un corso di filatura?" e...no, non ho usato una "Deloren" modificata che mi facesse fare un salto nel passato, ma ho contattato Deborah Gray, una gentilissima, simpaticissima e professionale  insegnante scozzese di filatura. E' stata una delle mie idee migliori perché lei si è mostrata disponibile e così abbiamo concordato il fine settimana dedicato alla creazione del filo: 21 e 22 settembre.
Deborah è arrivata a L'Aquila il pomeriggio di giovedì  19 settembre, il tempo non era dei migliori e lei era stanchissima perciò l'ho lasciata riposare. Il giorno successivo, però, non ho resistito alla tentazione e le ho fatto fare un giro attraverso i paesi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga...prima tappa Santo Stefano di Sessanio. 


Girovagando tra i vicoletti del paese si fanno strani incontri....

....soprassediamo sul cono gelato al gusto ricotta-pera (buonissimo, per la cronaca!!!), ma la tisaneria  merita di essere mostrata:

e queste siamo io e Deborah

Seconda tappa Rocca Calascio


dove, oltre a camminare per le stradine del paese, abbiamo raccolto fiori di elicriso e parlato, parlato, parlato....
A sera siamo tornate a Ovindoli passando a casa della mia amica Valeria che mi ha lasciato un vello suicido di pecora con cui iniziare a fare il corso.
Sabato 21 settembre: arrivano le ragazze che faranno il corso con me: Patrizia da Treviso e Eleonora dalla provincia di Pescara...non vediamo l'ora di iniziare e dopo i saluti e un po' di chiacchiere si inizia!!!!!


...ed iniziamo dal vello di Portento


Togliamo le parti con il pelo inutilizzabile perché troppo corto e più sporco e dividiamo il rimanente che utilizzeremo per filare...


...si inizia col cardare (oltre il vello di Portento, cardiamo anche il vello di alcune razze di pecore e di alpaca che ha portato Deborah dalla Scozia)


una volta cardata la lana si presenta così!!!
Ora siamo proprio impazienti e non vediamo l'ora di iniziare a filare...ci spostiamo fuori dal mio laboratorio per goderci anche il sole settembrino (la moto sta a significare che il passato e il futuro convivono benissimo!!!!!)





Prima prova di filo!!!!!
La domenica pomeriggio ci siamo cimentate con la seta partendo da qui:



Infine, orgogliose e fiere, abbiamo mostrato il frutto del nostro lavoro...



Quando si fanno cose piacevoli il tempo passa sempre troppo in fretta...è tempo di saluti, ma ci ripromettiamo di vederci ancora l'anno prossimo, quando avremo avuto tutto il tempo per esercitarci e saremo pronte per un'altra avventura filosa.
Grazie Deborah, Eleonora e Patrizia per aver contribuito a realizzare un mio sogno.




domenica 22 settembre 2013

L'autunno







...è entrato ufficialmente l'autunno,  una stagione che io amo moltissimo perché è quella che mi fa ricordare le poesie di Renzo Pezzani che si studiavano a scuola, quella delle foglie colorate, delle rondini che si radunano per partire, dei tordi che volano a stormi e mentre cambiano rotta disegnano motivi bellissimi nel cielo che promette pioggia.
E' la stagione delle torte di mele, della marmellata di uva; la stagione del camino acceso e dello scoppiettio delle caldarroste.
L'autunno è la stagione che accende la creatività nello stesso modo in cui infuoca i boschi; quella che fa aggomitolare matasse e tintinnare ferri; quella del punto croce rosso e blu e delle ghirlande con le bacche di rosa canina.
E' entrato ufficialmente l'autunno, permettiamogli di colorarci la vita!




E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...