sabato 12 marzo 2022
Maglia al Museo
giovedì 27 gennaio 2022
Di ferri e di lana
“Mi piace pensare che l’inventore del lavoro a maglia, che giocava con bastoncini e fibra sulla soglia assolata della sua caverna, o che rimirava il suo lavoro vicino al fuoco scoppiettante, guardasse un lavoro a punto legaccio, il pane quotidiano della maglia, il punto base, sicuramente il prototipo” (Elisabeth Zimmerman).
Ognuno di noi ha una passione che assorbe più o meno le nostre giornate, la mia è il lavoro a maglia, ormai è risaputo.
Quando vedo un bel quadro, un albero, un prato fiorito, un panorama mozzafiato, il mio primo pensiero è come adattare quell’immagine ad un intreccio di fili e, senza rendermene conto, con il dito inizio a disegnare in aria il motivo per capire se il punto funziona con il disegno che ho in mente. Poi passo alla scelta del filato che deve essere di buona qualità, resistente alla lavorazione e morbido e confortevole allo stesso tempo; inutile dire che io scelgo la lana.
Non c’è una ragione scientifica per cui la lana debba essere meglio di qualunque altro filato, ma io ci sono affezionata, so che è calda, soffice, immortale e lavorarla mi rilassa. Il filato è quello che determina la buona riuscita di un progetto, non si può rovinare tutto cercando di risparmiare qualche spicciolo utilizzando materiale mediocre, ricordiamoci che è il nostro progetto, realizzato con le nostre mani, frutto della nostra fantasia e creatività.
Altra cosa da scegliere con cura sono i ferri. In
commercio se ne trovano di diversi materiali, dall’alluminio alla plastica al
legno; per i collezionisti ce ne sono
anche di osso, di bambù, di vetro. Io utilizzo quelli in legno perché oltre che
belli li torvo molto pratici: assorbendo il sudore dalle mani rendono scivoloso
il lavoro premettendomi di sferruzzare anche nei lunghi e caldi pomeriggi
estivi. Due righe a parte meritano i ferri circolari che sono composti da due
punte unite fra loro da un lungo cavo di plastica, permettono di lavorare in
tondo senza cuciture di rifinitura come ne caso di cappelli, calzettoni, ma
anche maglie, cappotti ecc…
A parte tutte queste notizie tecniche ricordate che qualunque
cosa abbiate in mente di realizzare, sferruzzare è una terapia manuale e
mentale; è come meditare. E’ divertente, rilassante, confortante, aiuta a
pensare. E’ una gran bella avventura.
"Posso lavorare a maglia. Lavoro a maglia tutto l'anno, giorno dopo giorno. È la mia passione e raramente lavoro a maglia la stessa cosa due volte allo stesso modo". (Elisabeth Zimmerman docet)
lunedì 10 gennaio 2022
Corsi & Co.
Chi mi segue in questa rubrica ormai ha un quadro abbastanza completo del tipo di lavoro che svolgo, come lo svolgo e quanto mi piaccia farlo. “Lavortimento” è un termine che ho coniato parlando con un’amica, ma questo non deve ingannare perché dentro questa parola c’è tanto studio e tanta ricerca e non ultima molta esperienza che si fa sul campo, risultato di infinite prove, molte fallite, alcune riuscite e ogni volta si rincomincia perché si ha sempre davanti una situazione diversa e persone diverse. Oggi voglio parlarvi dei laboratori o workshop se volete, per adulti e bambini. Bruno Munari, artista e designer italiano, interessato a quelli che sono i temi di sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia, parlava di laboratorio come “luogo della migliore educazione, la creatività come ricerca sincera di varianti”.
All’inizio di ogni attività racconto sempre un po’ della mia storia, e la storia dei materiali che verranno utilizzati per entrare insieme in un mondo diverso da quello vissuto abitualmente, più rallentato e emozionale, una volta varcata la soglia dell’universo creativo dico ai partecipanti come fare, mai cosa fare per rispettare l’individualità e la fantasia di ognuno.
Oggi è importante imparare a scegliere tra la miriade di cose che offre il mercato, per i bambini certamente, ma anche per gli adulti. Il risultato di queste attività banalmente vengono chiamati “lavoretti”, uguagliando ogni proposta. E’ un termine doloroso che non racconta di quella preparazione che ci vuole per progettare un buon laboratorio, né dell’esperienza che è necessaria per condurlo; è un termine che soprattutto non rende giustizia alla serietà che ci mette il bambino o l’adulto quando si appresta a fare una cosa sua, unica quindi, perché sono proprio queste attività che danno luogo alla creatività, alla libertà, alla sperimentazione, alla scoperta, all’apprendimento e alla capacità di osservazione. E’ anche per questo motivo che nei miei corsi non mostro prototipi perché potrebbero condizionare. Io mi limito a dare gli strumenti necessari per poter lavorare, il resto è personale. Partire dall’esperienza, passare per il simbolo e arrivare al concetto, questo è il percorso che mi piace seguire; avvicinare le persone all’arte attraverso il “fare”, l’osservazione della natura, la sperimentazione dei materiali, strumenti e tecniche e farlo insieme, per capire.
“Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole, colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose… La semplificazione è il segno dell’intelligenza”, questo succede in un laboratorio si scompongono le complicazioni e, alla fine se ne esce fuori rinforzati.
giovedì 22 luglio 2021
Uno scialle per amico - Imparare a creare un pattern
Nel bel mezzo dell'estate i ritmi cominciano a rallentare, un po' per il caldo un po' per la stanchezza del quotidiano che dopo mesi comincia a farsi sentire.
mercoledì 30 giugno 2021
Imparare-Fare-Raccontare i corsi 2021 LUGLIO
- 11 e 30 Sapone in feltro dalle 16:00 alle 18:00 un pomeriggio a "infeltrare" saponette utilissime sotto la doccia per un salutare scrub. Tutte le info qui
Il mandala è tutto questo. Tutte le info qui
lunedì 7 giugno 2021
CREA - RESPIRA - MANGIA
"Lentezza, vivere lento, slow living" quante volte ci siamo riempiti la bocca di queste parole per poi lasciarle evaporare come la nebbiolina estiva dopo la pioggia!
In questi ultimi decenni la parola "lentezza" è stata associata a qualcosa di negativo. Tutto deve essere veloce: le produzioni, i pasti, le relazioni; una sorta di usa e getta a favore del consumismo più sfrenato.
"Bello questo ma chi ha tempo? Si camminare, ma non ho tempo! Giocare con i bambini, ma stanno al centro estivo non basta? Un caffè con un'amica, ma ci siamo appena messaggiate? Pensare al mio benessere, e chi ha tempo da perdere?" Quante volte ci raccontiamo queste storie?
Vivere costantemente di fretta significa non dedicare tempo a noi stessi e non investire nelle cose che veramente contano nella nostra vita e questo non fa bene a noi e al pianeta in cui viviamo.
Come facciamo dunque ad uscire da questo vortice? Riprendendoci il tempo, un passo per volta, piccole azioni quotidiane che diventeranno abitudini. Cominciamo con prenderci cura di noi: riprendiamo a leggere, passeggiamo nel parco, respiriamo profondamente, nutriamoci con consapevolezza e lasciamo che la creatività riprenda il suo spazio nei nostri pensieri e tutto il resto verrà da sé.
Crea - Tintura di lana grezza con i fiori
Respira - Il respiro consapevole
Mangia - Le verdure a foglia verde
Crea - Fare la maglia ispirati dal luogo e dal momento
Respira - Oltre la forma
Mangia: Mangiare colorato
Crea - Hammerprinting con erbe e foglie raccolte insieme
Respira - Ritrovare il centro
Mangia - Le erbe aromatiche
Crea - Lavorazione saponette artigianali nel feltro
Respira - Introduzione alla meditazione
Mangia - L'estate in tavola e la stagionalità
mercoledì 10 febbraio 2021
Tessuti Fili Emozioni - Ricomincio da me
I valori sui quali ho creato I Campi di mais sono quelli di uno stile di vita, capace di vivere il presente in modo consapevole e sostenibile per le persone e per l'ambiente.
Sostenibilità, parola così inflazionata in questo periodo, ognuno le da un diverso significato. Per me è la capacità dell'essere umano di progredire rispettando i cicli della natura con un occhio di riguardo per le generazioni future.
Non sono perfetta, per fortuna, ma lavoro e vivo ogni mia giornata perseguendo il più possibile questo obiettivo, è per questo che nella realizzazione delle mie creazioni utilizzo ritagli di stoffa di vecchi tessuti, bordure, pezzetti di merletti recuperati qua e là. Ridisegno abiti dismessi donandogli una nuova vita, recupero e rigenero fili di lana, seta, lino, canapa..... Mi piace pensare che i miei manufatti siano durevoli e senza tempo, che fossero usati e usati e ogni volta diventino sempre più belli fino a identificarsi con chi li utilizza.
Le mie creazioni racchiudono i miei pensieri, i paesaggi che mi circondano, le persone che incontro, i libri che leggo, i sorrisi e le lacrime, la musica, il vento, la pioggia, il calore del sole, l'odore del fieno.... e quando tutte queste emozioni verranno percepite dalle persone che le acquisteranno allora la mia missione sarà compiuta.
(Questa foto me l'ha regalata un'amica il disegno è fatto per me da bambino di prima elementare e la trovo bellissima)"La sfida dei creativi è sospettare di ogni discorso, opinione, affermazione, come l'unica possibile. C'è sempre un'alternativa. C'è sempre un'altra possibilità". (Papa Francesco)
E...state in Abruzzo knitting kal
Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po', la voglia di sferruzzare fili più "legger...
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E' cominciato così: una giornata uggiosa e io che avevo bisogno di colore. Da tempo immemore avevo del filato rosso in attes...
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Mandorle verdi, chi non le ha tra i ricordi? E' sempre stato il primo frutto fresco dell'anno. Come dicevano gli anziani,...
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Il mese di marzo non è esistito. E' passato talmente in fretta da non poterci progettare nel mezzo nulla di nulla. E'...















