martedì 15 aprile 2014

Avventura in TV




"Amica mia, abbiamo condiviso così tanti brutti momenti che è arrivata l'ora di condividere qualcosa di bello!!!"
E' così che esordisce Valeria dall'altro capo del telefono e, in men che non si dica, ci siamo trovate protagoniste per cinque minuti della rubrica Verde di Uno Mattina dove, per una volta, oltre alle cose da mangiare si parlava anche di lana e artigianato.....


io dovevo fare dimostrazione del pizzo forcella...una cosa da poco, ma avevo un'ansia che si poteva tagliare con una lama di coltello e che si è materializzata con un mal di testa che mi ha accompagnato per tutta la giornata!!!


...però devo dire che mi sono divertita molto a giocare "alle persone famose" con tanto di trucco e cambio costumi!!!!!


Ma torniamo al pizzo forcella: avevo portato delle strisce in diverse fasi di lavorazione per far capire il tipo di lavorazione che, ovviamente, per ragione di tempistiche, non ho avuto modo di mostrare...ma questo non vuol dire che non abbia terminato il lavoro...


Ho utilizzato filato Pecunia di AquiLana 100% lana...


...e la forcella della nonna...


...e voilà!!!! Ecco una mantellina scalda-spalle...





mantellina Uno Mattina terminata.....
Pronta a ripartire verso nuove avventure!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

sabato 5 aprile 2014

Sei numero sessanta




Così ti voglio ricordare: piena di vita, di rumori, di odori, di gente, di sorrisi, di vento, di freddo, di sole, di gelati le sere d'estate, di cinema all'aperto a Piazza del Teatro, del giro delle Chiese il giovedì Santo, dell'Isola Sonante della Perdonanza, del mercato in Piazza Duomo, della cioccolata calda al bar Eden, del libro introvabile cercato in biblioteca, della rivista acquistata all'edicola a capo Piazza, della vasca sotto i portici, del film al cinema Massimo, della corsa al circuito del Castello, del relax al Parco del Sole....
Così ti voglio ricordare, ma questa sera, perdonami, non ci riesco,
Sono 5 anni che te ne sei andata e mi manchi, ogni giorno, come fosse il primo!!!!!

giovedì 6 marzo 2014

L'Aperitivo del sabato - Seguendo il filo della solidarietà




"Aperitivo in laboratorio"...voleva essere un'idea per far conoscere il mio laboratorio ai passanti...e invece è stato un successo!!! (Chi lo avrebbe mai detto!!!) Vuoi per il vino di Adriana Tronca dell'Azienda Vigna di More, vuoi per la curiosità di vedere un locale fatto di pietra, oppure saranno state le frittelle di carnevale, o, magari, la voglia di chiacchierare di una passione comune...non lo so, ma c'è stato movimento e, così, ho capito che alle persone bisogna solo dare una bella occasione per renderle partecipi...
L'occasione si ripete sabato 8 marzo e questa volta ci sarà anche un work-shop. Alle partecipanti verrà consegnato un kit che contiene l'occorrente per realizzare (intrecciando con le sole mani) una sciarpa. Sarà divertente trascorrere qualche ora in compagnia intrecciando fili e pezzetti di vita quotidiana sorseggiando bibite e mangiucchiando dolcetti. Ci sarà, inoltre, un valore aggiunto perché il 50% del costo del work-shop sarà devoluto all'Associazione ONLUS "Scoppito senza confini" a favore della riapertura del centro sociale prevenzione tumori.
Allora, vi aspetto sabato 8 marzo dalle ore 17.00 nel mio laboratorio in Corso Umberto, 12 a Ovindoli :)














mercoledì 19 febbraio 2014

Praga in primavera





...Praga, una città bellissima!!! E' stato il nostro fine settimana di Pasqua del 2013: vacanza indimenticabile...mi è tornata in mente l'altro giorno quando, dopo settimane di grigiore, è spuntato un sole luminosissimo che ha scaldato per un po' anche i miei pensieri. Ero troppo felice per stare lì a guardare solamente...così ho cercato di fermare quell'istante così prezioso...


(tazza danzante acquistata in un delizioso negozietto al ponte San Carlo)


...sarà che questo è il mio periodo bianco...ma non le trovate deliziose queste sfumature???


...girando, girando ho assemblato materiali e attrezzi e ho iniziato a intrecciare


...sono fatta così: quando inizio ad armeggiare con i miei attrezzi non so mai dove mi porta il filo.....


e intreccio......


.....dopo intreccio......


.......dopo intreccio......


...questo è il risultato finale!


Ecco i miei raggi di sole imprigionati in un pizzo di lana avvolti dalle ultime nevi di fine inverno!!!!



Senza neanche accorgermene ci ho messo dentro tutte le emozioni che una città come Praga riesce a darti in primavera!!!


lunedì 3 febbraio 2014

Dal filo d'erba al filo di lana

                         



C’è stato un tempo in cui in ogni paese delle nostre montagne  possedeva da quaranta a cinquantamila pecore. In quel periodo la ricchezza delle persone si misurava in pecore, non in soldi: più pecore aveva una famiglia, più era considerata ricca.
Tutte queste pecore in estate popolavano le nostre montagne e la gente del paese faceva a turni per andarle a pascolare, ma quando i pascoli erano lontani  i pastori costruivano dei rifugi per poterci dormire dando vita a veri e propri  agglomerati che, dalle nostre parti, si chiamano “pagliare”. In inverno, quando la neve copriva tutto, le pecore venivano portate in posti caldi. Alla fine di settembre si riunivano le greggi e, tutti insieme, si iniziava a camminare verso il mare dove faceva più caldo e l’erba non era ricoperta dalla neve. Si utilizzavano strade erbose chiamate tratturi; dalla provincia de L’Aquila, attraversavano quella di Chieti e Campobasso e tutti portavano a Foggia. In Abruzzo quattro sono i principali tratturi: L’Aquila-Foggia lungo Km 243, Celano-Foggia, lungo Km 207; Pescasseroli-Candela, lungo Km 211; Castel di Sangro-Lucera, lungo Km 127.
Si tornava in primavera, quando le giornate erano più lunghe e calde e la neve iniziava a sciogliersi.
   


Della pecora si utilizza soprattutto il latte e la lana.
La lana per anni è stata il vero sostentamento delle famiglie perché, tanto tempo fa, si faceva tutto in casa: dalle coperte alle tovaglie, dai vestiti all'intimo, e tutto partiva da un filo di lana…
                                 


Ma prima di arrivare a questo filo bisognava prima tosare la pecora e, per fare questo, una volta si utilizzavano delle forbici apposite
                                                        
 
Ora si utilizzano speciali rasoi, molto simili a quelli utilizzati dai parrucchieri J
                                              

Una volta tosate le pecore, la lana raccolta veniva lavata e poi cardata per renderla soffice e per prepararla alla filatura.
Per cardare la lana si utilizza un attrezzo  chiamato “carda”
                            


…erano due tavolette con dei chiodini all’interno che strofinate tra loro allungavano le fibre della lana . Al termine dell’operazione la lana era pronta per diventare filo. Per fare questo veniva utilizzato il “fuso”, sì, proprio quello della vecchina della favola “La bella addormentata nel bosco”… J
                   


                                                     Fuso a ruota        


                                                    fuso a mano
Una volta che si aveva il filo, una parte veniva trasformato con i ferri o l’uncinetto per diventare maglie, giacche, mantelle, un’altra parte si tesseva per diventare coperte, tappeti ecc…


               
                                                               Telaio     



                                                            ferri e uncinetti

Per fare tutto questo lavoro ci si metteva tutto l’inverno e lo facevano le donne riunite tutte insieme in un unico locale che spesso era una stalla, mentre i loro uomini erano in Puglia con le pecore……



Ora la maggior parte di questo lavoro lo fanno le macchine, le pecore sono un po’ di meno rispetto al secolo scorso, però la pastorizia va avanti e questo è importante perché è un pezzo della nostra storia, quella che ci tiene al sicuro le radici e che ci ricorda da dove veniamo perché, ovunque la nostra vita ci porti, è necessario che non dimentichiamo da dove veniamo per non rendere inutili i sacrifici che hanno fatto i nostri bisnonni per lasciarci  questo territorio così bello e grande.

         

domenica 2 febbraio 2014

"Va a vedé se stengo 'n piazza"






...Succede che due giorni fa una ragazza aquilana decide di fare un gruppo su facebook e decide di chiamarlo "Sei aquilano se..."
...Succede che in due giorni questo gruppo ha avuto quasi 9.000 (dicasi: novemila!!!!!) adesioni....
Ora qualcuno penserà che magari queste novemila persone sono tutti quelli che stanno all'estero e hanno avuto un improvviso attacco di nostalgia....
NIENTE DI PIU' SBAGLIATO
Quindi vi starete chiedendo: "ma di che parlano novemila persone in un banale gruppo virtuale, che avranno da raccontarsi???"
La nostra vita, ecco quello che ci raccontiamo, la nostra vita!
All'improvviso ci siamo accorti che siamo migranti nella nostra città invisibile...gente invisibile che gira da un capo all'altro della città invisibile per non lasciarla sola, perché in ogni angolo, in ogni sampietrino, in ogni muro c'è scritta la nostra storia...e quella non è invisibile eccome non lo è.
In un attimo la pagina si è riempita di commenti, scritti in dialetto, che ci ricordano L'Aquila con i suoi profumi, i suoi rumori, i suoi personaggi....e lo fanno in modo spensierato e allegro. 
E' come se, magicamente, ci ritroviamo tutti insieme sotto i portici (portici virtuali) a riassumere la nostra giornata mentre ci facciamo l'ultima vasca prima di rientrare a casa...e lo facciamo così, tutti insieme, perché i portici non discriminano nessuno...ci si passeggia a qualunque età perché i portici sono di tutti!!!
Anche se de L'Aquila non siete andate a dare una sbirciata alla pagina ( https://www.facebook.com/groups/608632392543981/ ) per vedere quanto è bella la mia città e se non mi trovate sotto i portici, beh!  allora "jete a vedé se stengo 'n piazza!!!"

venerdì 24 gennaio 2014

Il vento sa dove andare






Quando due gomitoli di lana incontrano due stecche di legno appuntite...i due gomitoli di lana sono gomitoli di lana finiti!
Questo è il mio periodo bianco, ma non è colpa mia se fuori nevica e io ho una gran voglia di evadere!!!! Non potendolo fare realmente, lasciatemelo fare con quello che mi riesce meglio: la fantasia :)
Se esistesse il teletrasporto ogni tanto andrei al mare perché il rumore delle onde mi rilassa, starei ore ad osservarle andare avanti e indietro senza mai stancarsi.....


.................avanti e indietro...................


...e mentre mi perdevo in questi pensieri ho iniziato a sferruzzare...


.... senza neanche rendermene conto, stavo disegnando le mie onde, quelle che il vento modella come vuole facendole anche diventare ghiaccio.....


...e portandole avanti e indietro con un moto infinito. Ipnotizzata da questo sciabordare ecco che le mie onde prendevano forma ...



...più lontane...più vicine....


...fino a che sono diventate un gilet!



Provate anche voi a farvi trasportare dal vento, vi porterà in posti incredibili!!!!!

E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...