venerdì 3 aprile 2015

Le vie della lana - La stanza del filo





Mercoledì uno aprile per tutti è stato il giorno del "pesce d'aprile", per me è stato il giorno in cui i redattori de Il Centro  hanno pubblicato il mio primo articolo!!!!
Per chi volesse leggerlo, lo riporto qui!

La Stanza del filo

Perché mai parlare di filo in un momento di apparente caos in cui tutti dobbiamo essere perfetti, correre dalla mattina alla sera per incastrare impegni familiari e di lavoro?
Potrei rispondere: "Perché il filo è il caos fatto ordine", ma sarebbe troppo filosofico e io filosofa non sono! Però sono una magliaia e il filo è l'attrezzo del mio mestiere, anzi, è l'essenza stessa del mio mestiere; è la cosa che mi permette di esplorare infiniti mondi fatti di colori, odori, ticchettii di ferri e battiti di telai e di lavoro, tanto lavoro!
Il filo ha un inizio? Forse sì, ma anche no! E' bello pensare di farlo iniziare, o continuare da un punto stabilito, inventare un punto di partenza, o prendere quello che capita.
L'importante è avere tra le mani un filo e iniziare a manipolarlo e vedere dove porterà i nostri pensieri; perché lavorare con i fili non è semplicemente confezionare un oggetto: è dare forma alle nostre idee, alle nostre aspettative e ogni intreccio che facciamo, ogni motivo che creiamo, ogni colore che combiniamo, è un pensiero riordinato, è la strada che ci fa uscire dal labirinto.
Questa che oggi inauguriamo su "Il Centro" è una stanza tutta per noi: immaginiamocela piena di gomitoli di ogni colore, di ogni materiale e di ogni provenienza.

Intrecciamo un mandala



Scegliamo un filo e incominciamo ad intrecciarlo tra le dita della mano sinistra: con il palmo rivolto verso il nostro viso fermare il capo del filo tra il pollice e l'indice e con il filo lungo passare davanti all'indice, dietro al medio, davanti all'anulare, dietro al mignolo, tornare indietro in senso inverso (davanti, dietro, davanti dietro), poi ancora in avanti e ancora una volta indietro per un totale di quattro passaggi. A questo punto abbiamo due maglie ogni dito; cominciando dal mignolo prendiamo la prima maglia (quella in basso) e, accavallandola alla seconda, la sfiliamo dal dito facendola cadere; ripetiamo l'operazione con le altre dita, una dopo l'altra. Ora riprendiamo il capo del filo lungo e ripetiamo il passaggio davanti/dietro le dita con un passaggio di andata e uno di ritorno e accavalliamo di nuovo le maglie. Il lavoro procede così all'infinito. E' una sorta di mandala che ci fa riappacificare con il mondo!
Quello che ne viene fuori è n tubolare è un tubolare: punto di partenza per altre storie che racconteremo nelle prossime settimane.
Io ho usato filato AquiLana 100% lana naturale di pecora.

Buon divertimento e fatemi sapere come è andata!!!!! :))






2 commenti:

  1. Questo il mio augurio diPasqua:che tu possa realizzare ciò che il tuo cuore desidera.Baci zia e famiglia

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