giovedì 21 gennaio 2016

Chi ben comincia..... (primo tutorial dell'anno!)









“…La felicità è un percorso, non una destinazione” (Madre Teresa di Calcutta)



Sembrano trascorsi appena pochi giorni da quando stavamo parlando delle tradizioni e dolci natalizi, invece, in un balzo, eccoci arrivati a Gennaio; il mese che prende il nome dal dio romano Giano, rappresentato con due facce rivolte in direzioni opposte: l’una guarda all’indietro, verso l’anno trascorso, l’altra in avanti, verso quello che inizia.


Dell’anno appena passato cerchiamo di conservare i bei ricordi, all’anno che ci sta aprendo le porte cerchiamo di portare attenzione per le piccole cose, quelle che ci fanno sorridere e star bene; non carichiamolo di responsabilità, ma aiutiamolo a rendere le nostre giornate migliori.


Concediamoci il lusso di rallentare ogni tanto e, se volete, potremmo farlo insieme.
 Come non inaugurare il nuovo anno intrecciando un filo? Se avete un uncinetto n.5, 100 grammi di lana e 3 ore di tempo, potremmo, per esempio, realizzare un paio di calzettoni.





Incominciamo dalla gamba: con l’uncinetto avviare 40 catenelle e chiudere in cerchio, 3 catenelle e 1 punto alto ogni catenella di avvio, chiudere con una maglia bassissima alla seconda catenella d’inizio. Dal secondo giro, lavorando sempre in tondo, lavorare una maglia alta prendendo il punto sottostante da dietro verso davanti, e la successiva prendendolo da davanti verso dietro (punto coste all’uncinetto).

Dopo aver lavorato per circa 10 cm, continuare a lavorare in tondo a mezza maglia alta, diminuendo nel corso del primo giro 5 maglie. Arrivati all’altezza desiderata, per il tallone, lavorare 18 maglie a mezza maglia alta, 1 catenella, girare lavorare 16 mezze maglie alte e così via (ogni giro diminuire 2 maglie) quando si hanno 3 punti rimanenti aumentare di nuovo le maglie ogni giro fino a tornare alle 18 maglie iniziali.

Senza rompere il filo, piegare a metà i due triangoli e cucirli ai lati a punti nascosti, a questo punto con l’uncinetto riprendere la lavorazione in tondo a mezze maglie alte includendo anche quelle del tallone. Quando siete arrivati alla lunghezza del vostro piede, diminuire ogni giro 1 maglia ogni 3 lavorate, quando ne rimarranno 5 chiudetele tutte insieme facendo passare il filo con un ago a tutti i punti.



Fate l’altra calza allo stesso modo (questa è una calza da donna, se la volete fare da uomo è necessario avviare più catenelle per la gamba e considerarne di più per il tallone).




Un caldo buon anno di vero cuore a tutti voi.


martedì 5 gennaio 2016

Cara Befana, per quest'anno io vorrei.....





Cara Befana,
anche quest'anno, puntuale, sei venuta a chiudere le porte delle festività natalizie.
Quando ero piccola sembrava che tutto dovesse finire in qualche posto in soffitta come le decorazioni dell'albero...solo ora, dopo mooooolti anni, ho capito che invece è qui che tutto incomincia...starò mica diventando saggia???!!
Ormai sono secoli che in questa notte ti aggiri silenziosa tra i tetti delle nostre case per raccogliere i nostri sogni, i nostri desideri, per asciugarci qualche lacrima e condividere sorrisi, ne avrai di storie da raccontare!!
Per tutti i doni che mi hai portato nel corso degli anni, per il coraggio di sognare che mi hai dato, per avermi permesso di volare con la tua magica scopa nei cieli della fantasia, questa notte sarò io a lasciarti un regalo.
Ti ho impacchettato un pezzetto del mio cuore... quello del mio animo bambino affinché ti dia la forza di far di nuovo sognare la gente perché il mondo senza sogni è cattivo e grigio e non è giusto lasciare ai bambini tutta questa oscurità.
Buon lavoro per questa notte mia cara Befana.
Ci vediamo il prossimo anno. Un bacio tua Antonella

P.S.: ti ho lasciato anche una fetta di crostata e, nel thermos, c'è del caffè bollente!! :)




giovedì 31 dicembre 2015

Caro Duemilasedici...





Caro Duemilasedici, come va? Tutto bene? 
Lo so, non è facile per te entrare a far parte delle nostre vite...in effetti non vorrei stare nei tuoi panni! Ancora non vieni al mondo e già ti carichiamo di responsabilità. Ti chiediamo cose che tu non capisci, ti diamo responsabilità che non ti appartengono, vogliamo da te cose assurde...come se riuscissi a prevedere il futuro!!!
Il Duemilaquindici ti ha raccontato delle bestialità di cui siamo capaci; ti ha descritto un mondo insanguinato, violento, disumano, egoista.
Però ti ha anche detto delle cose belle di cui siamo artefici, ti ha parlato di persone che donano la loro vita per salvarne molte altre, ti ha descritto i bambini che fanno del loro meglio per far capire agli adulti quanto sia importante prendersi cura della terra in cui viviamo.
Ti prego Duemilasedici focalizza il tuo pensiero alle cose belle che facciamo, perché, ti assicuro, ci sono e, dal nostro canto, faremo del nostro meglio per rendere il tuo cammino leggero e la tua strada luminosa.
Benvenuto tra noi Nuovo Anno sarà un piacere passare 366 giorni con te! 








mercoledì 30 dicembre 2015

Buon Anno






“…Era il trentun dicembre ed era l'ora/che l'anno vecchio, curvo, se ne va,/nel mare eterno dell'eternità/svanisce, si disperde, si scolora,/mentre vanno per ville e per tuguri/baci e abbracci, brindisi e auguri”.
(da “La diligenza di capodanno” H.C.Andersen)




Complice l’atmosfera natalizia, le luci intermittenti per le strade, la luna piena di Natale (ah! La luna piena di Natale!!), in questo periodo ricapitoliamo il nostro anno cercando di incastrare, come un puzzle, tutti i pezzetti di mesi trascorsi.


 Non so voi, ma io mi sono sempre persa e, alla fine, quando l’ultimo pezzetto da posizionare era evidentemente a forma di “X”, me ne sono sempre ritrovato in mano uno a forma di “W” (citazione a caso!); questo per dire che per quanto mi sforzassi a progettare e programmare le mie giornate, niente è mai andato come avrei voluto, dunque ho deciso di andare a “braccio” come facevano i pastori quando, riunendosi intorno al fuoco nei momenti di riposo, raccontavano storie ripescandole dalla loro memoria! In quei tempi non c’era nulla da programmare, tutto seguiva il flusso delle stagioni e il crescere e calare della luna, il tempo non era rinchiuso nel quadrante di un orologio, correva libero ed ognuno ne seguiva la scia lasciando un segno per quelli che seguivano affinché non perdessero la strada. Ora il tempo lo abbiamo imprigionato in una griglia talmente fitta da rimanerci imbrigliati, non lasciamo più segni, ma solamente scarabocchi senza significato.


In questa notte di fine anno non perdiamo il tempo a costruire nuove griglie, ma utilizziamolo per ordire nuove trame e creare una storia tutta nostra da poter raccontare, a braccio, intorno a un fuoco, nei nostri momenti liberi.


 Ognuno la racconti con il proprio talento, vale anche con un filo di lana se, per esempio, ne avete a portata di mano un gomitolo e magari un uncinetto; avviate 4 catenelle, lavorare, senza chiuderle, 5 maglie alte nella terza catenella, eseguito l’ultimo punto alto chiudere insieme  tutti i punti; 4 catenelle, ripetere la lavorazione delle 5 maglie alte, continuando fino a raggiungere una lunghezza pari a 80 cm, quindi chiudere insieme le due estremità con un nodo ed ecco qua una originale collana  che avrà la duplice funzione di accessorio e scalda collo. Se utilizzerete un filato misto a lamè sarà il giusto completamento di un abito elegante per una serata speciale.


Ora che ci siamo rilassati, prima di entrare nel vortice dei festeggiamenti, vi lascio augurandovi un anno nuovo pronto a ricevere tutte le vostre storie. Cin Cin!











venerdì 25 dicembre 2015

E' ancora Natale...






È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”. Gabriele D' Annunzio


Sono abbastanza antica per dire che il Natale della mia infanzia è profumato di mandorle tostate, cioccolata calda e resina di abete, colorato da palline di vetro e animato da pastorelli modellati con il Das.



Poi, non si capisce bene per quale motivo, tutto incomincia a correre e pian piano i  ricordi vanno a rintanarsi lontano dal cuore e ci lasciamo travolgere dal tempo che passa.
Questa è la settimana di Natale e, come buon proposito, apriamogli la porta e facciamoli entrare di nuovo nelle nostre giornate e, se proprio non sapete da che parte incominciare, vi aiuto io con un pezzettino dei miei!

Come avrete capito dai miei precedenti articoli (chi mi segue sa di cosa sto parlando), a casa mia i giorni precedenti il Natale erano dedicati a impasticciare dolcetti di ogni genere; tra tutti c’era anche il Parrozzo.



La sua origine risale ai primi anni ’20 del secolo scorso, quando un pasticcere pescarese, tale Luigi D’Amico, ispirandosi al “pane rozzo” fatto con farina di mais, decise di apportarne alcune modifiche e farlo diventare dolce; Gabriele D’Annunzio ebbe il privilegio di assaggiarlo per primo e ne fu talmente estasiato che gli dedicò un madrigale!
Se volete provare a farlo ecco quello di cui avete bisogno: 150 gr di semolino (o farina di mais), 150 gr di burro, 200 gr di zucchero, 5 uova, scorza grattugiata di un limone, 150 gr di mandorle spellate e tostate di cui 10 amare, 200 gr di cioccolato fondente per la glassa. Mescolate gli ingredienti aggiungendo le mandorle tritate finemente e colate l’impasto così ottenuto in una teglia semisferica, infornate a 170° per 90 minuti circa. Sfornato e raffreddato ricopritelo con il cioccolato fondente precedentemente sciolto in un tegame con una noce di burro.
Da gustare accompagnato da una calda tisana alla mandorla versata in una tazza “mug” e, per farla rimanere calda a lungo, potete isolare la tazza con un rettangolo di lana realizzato all’uncinetto avviando 10 catenelle con una rimanenza di filo e lavorare a mezzo punto alto in giri di andata e ritorno fino a raggiungerne la circonferenza; all’ultimo giro, per l’occhiello,  lavorare 3 mezzi punti alti, 4 catenelle, saltare 4 punti e terminare con 3 mezzi punti alti, chiudere il lavoro; cucire un bottone all’altra estremità.



 E ora che abbiamo soddisfatto la nostra golosità e la nostra anima e i ricordi hanno incominciato a riemergere, non mi rimane che augurarvi un Natale da portare nel cuore per poterlo raccontare.
Buon Natale a tutti.


giovedì 24 dicembre 2015

BUON NATALE






Il momento è quello giusto per riprenderci il nostro tempo, impacchettarlo per bene, infiocchettarlo con un bel nastro colorato e donarlo alle persone a noi care.
E' il regalo più prezioso e sarà sicuramente quello più apprezzato!
Vi auguro tutto il tempo del mondo affinché possiate riempirlo con tutti i vostri sogni e progetti, rallegrarlo con i sorrisi e scaldarlo con tanto amore.
Buon Natale dal profondo del mio cuore!




venerdì 11 dicembre 2015

Musica tra le immagini





...Tra preparativi e ricordi, il mio Natale comincia così.....











































C'è la luna sui tetti e c'è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni è Natale
ci scommetto dal freddo che fa...



E...state in Abruzzo knitting kal

  Anche se il clima dimostra il contrario è primavera e, accantonata la lana per un po',  la voglia di sferruzzare fili più "legger...